Oscar e animazione: non solo Disney e Pixar

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Oscar e animazione: non solo Disney e Pixar

Mentre aspettiamo che le nomination agli Oscar 2017 per il miglior film di animazione diventino realtà anche per i film animati (il favorito è Zootropolis), possiamo riflettere sul passato di questa categoria: il premio al miglior lungometraggio animato.
Si tratta in realtà di un riconoscimento molto recente: creato nel 2002, compie adesso appena quindici anni. Sembra incredibile che, con il primo lungometraggio animato americano che risale al 1937, Biancaneve e i sette nani, siano stati necessari tanti decenni prima che l'Academy accogliesse in una categoria apposita i film realizzati con questo linguaggio.
Oscar e film animati sono stati spesso associati anche nel periodo precedente, ma si trattava nella stragrande maggioranza dei casi di statuette o nomination indirizzate a colonna sonora originale e miglior canzone. Specialmente nel cosiddetto "Rinascimento Disney" negli anni Novanta, a partire dalla Sirenetta, la Disney si era abbonata a questa doppietta (con l'eccezione di La Bella e la Bestia, record nel 1992 per un'inedita nomination come miglior film). La doppietta aveva comunque antenati illustri: la prima risale al 1940, vinta da Pinocchio.
Disney e Oscar, appunto: difficile separarli nell'ambito animato. Già alla creazione della categoria "miglior cortometraggio d'animazione" nel 1932, fu subito Walt a vincere con la prima Silly Symphony in Technicolor, "Flowers and Trees". Eppure, nonostante negli ultimi quindici anni l'istinto ci porti a visualizzare Disney e Pixar con in mano la statuetta, per ben cinque volte l'Oscar al miglior film animato non è andato alla major. Vediamo quando.

2002

Già. Il premio è appena stato inaugurato e non lo vince la Disney. Lo vince la DreamWorks Animation con Shrek (2001). Metà per merito, dato che l'orco rimane una delle creature più riuscite di un'azienda ora un po' in crisi d'incassi, metà per pura fortuna: la Walt Disney animata attraversava un periodo di stasi creativa e difficoltà, subendo la concorrenza interna della Pixar (non ancora acquisita), che però aveva messo in gioco Monsters & Co., non esattamente uno scarto. Se dal punto di vista tecnico e creativo i due film sono per noi imparagonabili, sul piano dell'affetto e della simpatia, per molti spettatori fondamentali, i due film se la giocano alla pari.

2003

Secondo giro, secondo smacco per la Disney. Vince La città incantata (2001) di Hayao Miyazaki, che aveva peraltro anche portato a casa l'Orso d'Oro a Berlino. Un Oscar che ha il valore di un premio a una carriera, scoperta in ritardo dal pubblico occidentale meno edotto. Con la presenza di Miyazaki e dello Studio Ghibli, poco furono in grado di fare persino lo scoiattolo Scrat e il bradipo Syd nel primo Era glaciale (2002). Qualcuno però spese qualche lacrima per gli sconfitti Lilo & Stitch: lungi da noi paragonarli alle opere del maestro, però la Disney stava facendo di tutto per risollevarsi.

2006

Quest'anno l'Oscar fu espugnato da quel mattacchione di Nick Park e dalla sua Aardman Animation, maestri inglesi della stop-motion, con Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005). L'inventore folle (cracker-dipendente) e il suo simpatico cane erano una vecchia conoscenza dell'Academy: Park si era già portato a casa due Oscar per i cortometraggi The Wrong Trousers nel 1994 e A Close Shave nel 1996. Curiosità: tra i concorrenti c'era un'altra stop-motion, quella della Sposa cadavere di Tim Burton, ma il confronto con Nightmare Before Christmas deve aver pesato.

2007

Complice la prima rallentata della Pixar con Cars, l'Oscar fu vinto quest'anno da Happy Feet (2006) di George Miller, che dopo i Mad Max e prima del suo prodigioso reinventarsi tecnico nel recente Fury Road, si mise alla prova con la CGI, sostenuto dalla Warner Bros e dall'Animal Logic per l'animazione. Parte musical con canzoni di repertorio, parte fiaba cartoon con grafica tuttavia fotorealistica, Happy Feet costò 100 milioni di dollari e ne incassò 384. Erano gli anni in cui i pinguini andavano per la maggiore, con il trionfo del documentario La marcia dei pinguini.

2012

Mentre i Walt Disney Animation Studios riordinavano le idee lavorando sull'imminente botto di Frozen, la Pixar rallentò per la seconda volta con Cars 2 (2011), che non ricevette neanche una nomination! Uno smacco. A sorpresa, la scelta dell'Academy premiò Rango (2011) di Gore Verbinski, al suo debutto nella regia di un film animato: si trattava di una bizzarra storia western interpretata da animali antropomorfi, con il camaleonte protagonista doppiato da Johnny Depp. A oggi, è anche l'unico lungometraggio interamente in CGI mai realizzato all'Industrial Light & Magic, conosciuta più per la sua quarantennale esperienza negli effetti visivi.

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Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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