Festa del papà: Top Ten dei peggiori padri del cinema

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Festa del papà: Top Ten dei peggiori padri del cinema

Anche una classifica che illustri il peggio della paternità vista al cinema può essere utile. Come esempi da NON seguire nella vita reale… giusto?
Quella è la nostra Top 10 (sindacabile, quindi fatevi avanti se avete perplessità o suggerimenti) dei peggiori padri cinematografici.

E buon 19 marzo a voi che siete papà!

 

10

Royal Tenenbaum (Gene Hackman) - I Tenenbaum

Non è un padre modello quello descritto da Wes Anderson. Anzi, tra le sue eccellenze ci sono corruzione, irresponsabilità e razzismo. Ci saranno pure licenze narrative, ma il quadro che l’autore fa di questa disfunzionale famiglia è accurato e in quelle relazioni ci si possono riconoscere in molti. Ma la presenza e le intenzioni, tutte da scoprire, del patriarca interpretato da Gene Hackman sono il cuore del disagio di tutti gli altri componenti.

 

9

Frank Fitts (Chris Cooper) - American Beauty

È vero, anche il personaggio di Kevin Spacey non è un padre eccellente considerato che sogna di andare a letto con l’amica teenager di sua figlia, però possiamo comprendere che stia attraversando una crisi di identità. Il suo vicino di casa, invece, il Colonnello in pensione Frank Fitts è uno squadrato provincialotto omofobo dalla nascita che riversa con violenza le proprie ossessioni sul figlio. E la collezione di antiquariato nazista non è che giochi a suo favore.

 

8

Giacinto Mazzatella (Nino Manfredi) - Brutti, sporchi e cattivi

Non se la passano bene le quattro generazioni di una famiglia ammassate in una baraccopoli alle porte di Roma. Però è indubbio che starebbero meglio se a capo non ci fosse quel dispotico e guercio figuro interpretato con grande intensità da Nino Manfredi, sotto la regia di Ettore Scola. A lui non gliene frega niente di figli e nipoti, l’unica cosa che conta è il milione di lire che nasconde e tiene tutto per sé, ossessionato da un’inutile avidità. E per difendere quei soldi arriva anche a puntare l’arma contro uno dei suoi figli.

 

7

Il Pastore (Burghart Klaussner) - Il nastro bianco

La disciplina non manca in casa del Pastore nel film di Michael Haneke. Piuttosto ipocrita professare l’amore di Dio e subito dopo infliggere punizioni corporali ai bambini, no? L’uomo si adopera anche nel marchiare i piccoli con un nastro bianco, segno della purezza che deve essere raggiunta con ogni mezzo. Siamo nella Germania dei primi del novecento e le figure autoritarie del film evocano un tremendo futuro che qualche anno più tardi avrebbe messo in ginocchio l’umanità.

 

6

Darth Vader (David Prowse, voce di James Earl Jones) - L’impero colpisce ancora

Insomma, ci vuole tatto a scegliere il momento giusto per rivelare a un figlio chi sia il suo padre biologico. A maggior ragione se a fare la rivelazione è lo stesso padre. Ecco, il tatto non è esattamente uno dei pregi di Darth Vader che dice la famosa battuta a Luke Skywalker sapendo di provocarli uno sconquasso emotivo, dopo avergli affettato una mano peraltro. Non si fa così. E proporgli inoltre di passare al Lato Oscuro è veramente da insensibili. Eh.

 

5

Efisio Ledda (Omero Antonutti) - Padre padrone

Ci sono metodi e metodi per insegnare il mestiere di famiglia al proprio figlio. Quelli del padre del film dei fratelli Taviani sono rudi e barbari, così come descritto nell’omonimo romanzo autobiografico di Gavino Ledda. Certo, siamo negli anni 40 in Sardegna e la necessità non lascia altra scelta al capofamiglia che di introdurre il figlio alla pastorizia, però se ne può parlare con calma. Non c’è bisogno di creare traumi prelevando da scuola il bambino senza farcelo più tornare e lasciandolo analfabeta fino ai 20 anni. Per non parlare dei rimedi alla solitudine che il giovane è costretto a trovare.

 

4

Dwight Hansen (Robert De Niro) - Voglia di ricominciare

Non padre, ma patrigno. Ciò non toglie che la figura di riferimento per il quindicenne Leonardo DiCaprio non fosse in grado di rovinargli l’adolescenza. Sgradevole fin dall’inizio, però tutto sommato innocuo, il personaggio di Robert De Niro rivela presto un lato oscuro prendendo di mira il ragazzo. Sadismo, insulti, umiliazioni e violenza fisica, fino a quando è davvero troppo. Da rivedere la scena di lotta in cucina tra i due.

 

3

Bill Maplewood (Dylan Baker) - Happiness

Il film di Todd Solondz contiene molte scene controverse e alcune di queste riguardano il rapporto tra un padre e il figlio di 10 anni. Non è tanto il comportamento che il genitore adotta, in fin dei conti sempre onesto e candido, ma la natura delle conversazioni. Quel padre è malato, è un pedofilo che ha approfittato di bambini amici del figlio e la sua confessione quasi sussurrata al ragazzino, tra imbarazzo e presa di coscienza, è molto molto disturbante.

 

2

Daniel Plainview (Daniel Day-Lewis) - Il petroliere

In generale è un essere umano deprecabile, reso tale da una magnifica interpretazione di Daniel Day-Lewis diretto da Paul Thomas Anderson. Volendo acquisire il punto di vista del figlio, un padre come quello, che definire freddo e insensibile significa fargli un complimento, è capace di traumatizzarti a vita. Soprattutto quando vieni a sapere che sei stato adottato solo per utilità nel dare un’immagine di famiglia al petroliere. E quando non servi più, grazie e arrivederci.

 

1

Jack Torrance (Jack Nicholson) - Shining

Non c’è molto da dire in questo caso. Se un padre si ritrova con un ascia in mano a inseguire il figlio in un labirinto innevato beh, qualcosa è andato irreversibilmente storto nel percorso genitoriale. Che sia colpa dei fantasmi del passato o di turbe psichiche poco importa. È meglio prendere il largo da un tizio così, che anche come marito non è che fosse proprio tutto coccole e carezze.



Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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