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Oscar 2024, gli sconfitti: la maledizione di Scorsese, l'ambizione di Maestro, il ci siamo quasi di Past Lives

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Killers of the Flower Moon, Maestro e Past Lives non hanno vinto nemmeno un Oscar, pur essendo candidati chi a 10 premi, chi a 7 e chi a 2. Perché è successo? Per Martin Scorsese non è certo la prima volta e nemmeno per Bradley Cooper.

Oscar 2024, gli sconfitti: la maledizione di Scorsese, l'ambizione di Maestro, il ci siamo quasi di Past Lives

All'indomani della cerimonia degli Oscar 2024 è festa grande per Oppenheimer, le cui 7 statuette dorate non sono giunte inattese ma hanno comunque rallegrato lo schivo Christopher Nolan e i favolosi Cillian Murphy e Robert Downey Jr. Contenti anche Yorgos Lanthimos ed Emma Stone per i quattro riconoscimenti a Povere Creature!, così come gli altri vincitori, da Hayao Miyazaki per Il ragazzo e l'airone allo sceneggiatore di American Fiction Cord Jefferson, dal regista de La zona di Interesse Jonathan Glazer a Justine Triet per Anatomia di una caduta.

In mezzo a questo tripudio, ci sono alcuni che, tuttavia, non hanno brindato e, magari senza farsi vedere, non sono andati a dormire contenti, perché d’accordo, de gustibus non disputandum est e l'importante è partecipare, ma, considerando soprattutto il caso di Killers of the Flower Moon, che ambiva alla bellezza di 10 Oscar, una domanda sarà sorta a Martin Scorsese: è peggio avere tante candidature e non vincere nemmeno un Academy Award o non averne nessuna ed evitare una più o meno cocente delusione?

E Bradley Cooper, che tanto ha investito nel suo biopic su Leonard Bernstein, cosa avrà pensato nel vedere Cillian Murphy al settimo cielo? A questi interrogativi non possiamo dare risposta, e nemmeno ci è consentito conoscere il parere dei votanti a proposito di Past Lives, che ci ha fatto versare calde lacrime con il suo amore impossibile.

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Killers of the Flower Moon: zero a 10

Come La zona di interesse e Anatomia di una caduta, Killers of the Flower Moon è stato presentato al Festival di Cannes 2024, solo che non era in competizione, e quindi non possiamo fare paragoni. Il kolossal di Scorsese, però, due vittorie le aveva già riportate nella stagione dei premi 2024. L'ottima Lily Gladstone, nativa americana, si era infatti aggiudicata sia il Golden Globe come Miglior Attrice in un Film Drammatico che lo Screen Actors' Guild Award per la Miglior Attrice Protagonista. E invece, pur parlando il film di una minoranza etnica decimata dall'uomo bianco, l'Oscar sta sulla mensola sopra al camino di Emma Stone, che ne ha già uno (per La La Land). E se qualcuno ancora si meraviglia per la mancata nomination a Leonardo Di Caprio, i complottisti hanno prontamente tirato fuori la cosiddetta "maledizione di Scorsese". Altri due film del regista, infatti, hanno ottenuto 10 candidature e sono rimasti a bocca asciutta: The Irishman e Gangs of New York. Per The Aviator e Hugo Cabret, il numero di candidature è salito a 11, ma gli Oscar vinti sono stati cinque tanto nel primo caso quanto nel secondo. Ora, anche se Killers of the Flower Moon non è un film perfetto, certamente è di molto superiore a Hugo Cabret, che molti giudicano l'opera meno riuscita del buon Martin. Il quale Martin soltanto una volta ha trionfato come miglior regista: l'anno era il 2005 e il film The Departed, vincitore anche dell’Oscar per il Miglior Film.

Maestro: zero a 7

Il secondo "sconfitto" dei titoli candidati all'Oscar 2024 per il Miglior Film è stato Maestro di Bradley Cooper, seconda regia dell'attore. Per la sua recitazione Cooper è stato candidato diverse volte, e la nomination era sempre meritatissima: ad esempio come negare la sua grande bravura in American Sniper di Clint Eastwood? Per A Star is Born, Bradley ha gareggiato sia nella categoria Miglior Regista che in quella di Miglior Attore Protagonista. A differenza di Martin Scorsese, non ha riportato nemmeno una vittoria, e forse in questo momento si starà sentendo un po’ frustrato. Maestro avrebbe potuto strappare ai signori dell’Academy 7 riconoscimenti. Secondo noi il più meritato era l'Oscar per la miglior attrice protagonista a Carey Mulligan, che non sbaglia mai un colpo, ma la concorrenza quest'anno era spietata. Il film, migliore nella prima parte in bianco e nero che nella seconda a colori, è un progetto a cui BC teneva moltissimo. Il problema forse, naso finto a parte, è che un omaggio in celluloide a un monumento nazionale come Bernstein richiedeva una maggiore maturità artistica. Non che il territorio di Bradley Cooper debba restare per forza la love story drammatica condita dai duetti con Lady Gaga, ma stavolta il nostro ha fatto il passo più lungo della gamba. Ovviamente questo è il nostro pensiero e non una verità rivelata.

Past Lives: zero a 2

Past Lives è un gran bel film, e infatti il sito di recensioni USA Rottentomatoes lo dà per fresh (buono) al 95%. Il suo valore appare ancora più encomiabile se si pensa che si tratta di un'opera prima, diretta dalla commediografa coreano-canades Celine Song. Past Lives ha fatto furore anche a Sundance e all'ultimo Festival di Berlino, anche per via di una certa grazia e delicatezza che è propria del cinema orientale. Lo struggimento non è quello di In The Mood for Love, dal quale il film si distacca soprattutto per la protagonista femminile. Resta il tema della nostalgia e si parla dell’essere divisi fra le proprie origini e un paese d'elezione come gli Stati Uniti. Inoltre c'è la famosa scelta che ogni cosa determina, proprio come in Sliding Doors, solo che di vita se ne vede una sola, ma ciò non toglie che la domanda "Come sarebbe stato se invece?" continui a risuonare. Probabilmente dietro alla mancanza di Oscar a Past Lives sta un ragionamento ben preciso, o meglio il desiderio dell'Academy dire a Celine Song: "Hey, sei stata brava, continua così e ci rivediamo nei prossimi anni". Past Lives, a nostro giudizio, avrebbe potuto trionfare nella categoria Migliore Sceneggiatura originale, se non avesse avuto come concorrente il temibile, terribile e magnifico La Zona d'interesse.

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