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Stranger Things: Tutti i film citati nella terza stagione

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Vediamo, o almeno ci proviamo, quanti sono i riferimenti cinematografici, espliciti o meno, inseriti dai fratelli Duffer nello show.

Stranger Things: Tutti i film citati nella terza stagione

Quando si parla di Stranger Things, si parla di una serie che fa della ricostruzione d'epoca un elemento inscindibile dal plot. Come in una macchina del tempo, i fratelli Duffer ci riportano indietro, in un passato che alcuni di noi hanno vissuto e ricordano bene ma che per molti, soprattutto per i cosiddetti Millennial che la seguono in massa, è remoto come la preistoria. A noi qua interessa restringere il discorso, nello specifico, ai film del periodo che non solo hanno dato forma alla terza stagione, fornendole la principale ispirazione, ma anche a quelli citati per un motivo o per un altro all'interno degli otto episodi e che tutti, a questo punto, dovremmo aver visto. Per motivi di tempo e di semplicità non diremo sempre in quale puntata sono apparsi, ma ci limiteremo a delle indicazioni generali.

Partiamo dalle immagini iniziali della prima puntata e che che, come molti hanno fatto notare, sono un aperto omaggio a Wargames – Giochi di guerra, del 1983, un film ambientato in piena guerra fredda, dove Matthew Broderick è un giovane geek smanettone che pensando di hackerare il pc di un'azienda di videogame entra in realtà in un programma militare che potrebbe scatenare la terza guerra mondiale. Passiamo poi al centro commerciale, lo Starcourt (che d'ora in poi chiameremo, all'americana, il Mall) dove si svolge una parte fondamentale della serie: al cinema i ragazzi vedono Il giorno degli zombi, terzo capitolo della serie di George Romero, uscito proprio nel 1985, anno in cui si svolgono gli eventi della terza stagione. Si tratta di un'anteprima, perché il film uscì in realtà a fine luglio (sarà arrivato davvero in una cittadina dell'Indiana, immaginaria o meno? Poco importa, al cinema tutto è possibile). Nel film precedente di Romero, Zombi, satira e metafora dell'America degli anni Ottanta, il mall è un posto fondamentale, il luogo dove i morti viventi sono indotti a tornare, come per perpetuare i riti del consumo che celebravano quando erano ancora in vita. Ma lo Starcourt è anche un omaggio al film del 1982 Fuori di testa (Fast Times at Ridgemont High) di Amy Heckerling. In particolare, la ridicola divisa da marinaretto che Steve è costretto a indossare ricorda quella da pirata di Judge Reinhold (foto) quando lavora all'Hook Fish & Chips. E ovviamente il Mall ha anche una parte importante in Ritorno al futuro, su cui torneremo.

Nel terzo episodio è citato Ralph Macchio, protagonista di The Karate Kid del 1984. Più che altro, a chi l'ha visto in inglese, avrà fatto sorridere sentire che gli americani lo pronunciano Maccio (come Capatonda). Parlando invece di film citati e di ispirazione per la trama, visto che i cattivi sono i sovietici, uno di questi è Red Dawn ovvero Alba rossa (foto), del patriottico John Milius (sempre 1984), dove un gruppo di teenager capitanati da Patrick Swayze difendono la loro città dall'invasione delle truppe sovietiche (già). E sempre a proposito dell'impero del male, nel cattivissimo Grigori, macchina per uccidere, c'è un po' una sintesi dei vari personaggi di Arnold Schwarzenegger negli anni Ottanta, con un sentore del pugile Ivan Drago di Rocky IV, interpretato da Dolph Lundgren. Nel confronto tra Hopper e Grigori c'è una scena presa pari pari da Die Hard – Trappola di cristallo. Poi, sempre a proposito di invasioni - ma è probabile sia soltanto una nostra impressione -, la scena della famiglia Wheeler sulla ruota panoramica ci ha ricordato 1941 – Allarme a Hollywood di Steven Spielberg.

Il cinema di John Carpenter la fa da padrone in questa stagione: dalle atmosfere alle citazioni esplicite e non, ma comunque chiare di film come Fog, La Cosa, Christine La macchina infernale (pensate alla scena con Billy in auto fuori dal Mall), Grosso guaio a Chinatown e Il signore del male, tutti film realizzati dal 1982 al 1987. Del resto Carpenter è imprescindibile, ha fatto tutto e spesso meglio di tutti e i Duffer Brothers lo omaggiano in continuazione (fin dalla sigla).  Ovviamente nel mostro coi tentacoli “facehugger”, oltre alla Cosa e a Blob, per il suo modo disgustoso di avanzare, c'è un omaggio a quelli di Alien.

Innumerevoli sono ovviamente, specie da parte del geniale e supernerd Dustin, i rimandi a Star Wars, specie al Ritorno dello Jedi e a Lando Calrissian (Dustin col suo Cerebro si chiama “Gold Leader”, come il nome in codice di Lando nel film del 1983). C'è ovviamente poi più di un'eco de L'invasione degli ultracorpi, l'originale e quello di Philip Kaufman, Terrore dallo spazio profondo (sarà un caso che le scatole di scarpe che contengono ben altro portino il marchio Kaufman Shoes? Può darsi, ma dai Duffer Brothers ci possiamo aspettare di tutto). Ci sono poi molte citazioni de La casa di Sam Raimi, di cui per altro Jonathan ha un bel poster appeso in camera. E l'episodio 4 si conclude con la canzone di Vera Lynn "We'll Meet Again", utilizzata da Stanley Kubrick nel Dottor Stranamore che, anche se non ci siamo come tempi, ha delle analogie tematiche (apocalittiche) con la storia. Sempre alla rinfusa: due film con Chevy Chase: come influenza Fletch – Cronista d'assalto (1989) e, citato, National Lampoon's Vacation (1983), dove la famiglia protagonista si chiama Griswold come Dustin chiama il gruppo rimasto al Mall.

Tra i film che appaiono realmente nel cinema di Hawkins c'è anche, dicevamo all'inizio, Ritorno al futuro, di cui lo stonato Steve, per via delle droghe iniettatigli dai russi, capisce solo che il protagonista “vuole farsi sua madre”. L'applauso finale alla fine del film ci ha colpito, anche perché, alla proiezione a cui assistemmo all'epoca in un cinema italiano, successe esattamente la stessa cosa: il giusto ed esteso omaggio a un film leggendario fin dalla sua uscita. In programmazione nel multiplex di Hawkins ci sono anche il film di Ron Howard Cocoon, Nel fantastico mondo di Oz di Walter Murch, Pee Wee's Big Adventure di Tim Burton e Stuff – Il gelato che uccide di Larry Cohen. Ci ha fatto davvero piacere che i Duffer abbiano inserito nella serie questo omaggio al regista da poco scomparso, anche perché è molto improbabile che i suoi film indipendenti siano mai arrivati in provincia. La storia, poi, è quella di una sostanza gelatinosa trovata e messa in commercio come gelato, che di fatto si impossessa delle persone che la mangiano, ed è perfettamente in linea coi temi di questa stagione.

Nell'ultima puntata, divertente è la scena in cui Dustin e la sua Suzie cantano insieme la canzone de La storia infinita, un tormentone del 1984, così come il film tratto dal romanzo di Michael Ende, popolarissimo tra i ragazzini. Infine, quando Robin e Steve vanno a cercar lavoro nel negozio di video, lei passa a pieni voti l'esame citando tra i suoi film preferiti L'appartamento di Billy Wilder, La fortezza nascosta di Akira Kurosawa e Amanti perduti di Marcel Carné. Senza dimenticare il sindaco, in questa terza stagione interpretato da Cary Elwes, protagonista nel 1987 del cult fantasy La storia fantastica di Rob Reiner, che, se i Duffer ci daranno come promesso altre due stagioni, potrebbe essere citato esplicitamente nella quinta. Questi, fino ad ora, i riferimenti che abbiamo colto, ma per tutti gli altri che sicuramente ci sono sfuggiti, aspettiamo i vostri contributi.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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