Isabelle Huppert biografia

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Biografia

Isabelle Huppert

ETÀ: Ha 64 Anni
ALTEZZA: 160 cm

NASCE A: Parigi, Francia
NASCE IL: 16/03/1955

CONIUGE: Ronald Chammah (s. 1982)

FIGLI: Lolita Chammah, Lorenzo Chammah, Angelo Chammah

Fin da quando è apparsa sul grande schermo per la prima volta, nel 1971, nei Primi turbamenti in cui recitava anche la Adjani, è stato chiaro che Isabelle Huppert non sarebbe mai stata un'attrice come le altre: e oggi, con più di 100 film alle spalle, Isabelle Huppert è una delle regine del cinema europeo e mondiale, per charme e talento, capace di essere aristocratica, sensuale e dark come nessun'altra.
Nata a Parigi il 16 marzo del 1953, la più giovane dei cinque figli di una famiglia borghese della capitale francese, Isabelle scopre la passione per la recitazione da giovanissima, e viene sostenuta dai genitori che ne intuiscono le potenzialità. Così, la giovane Isabelle inizia a frequentare il Conservatorio di Versailles e al Conservatoire d'Art Dramatique di Parigi, e a recitare in teatro e in televisione.
Dopo l'esordio nel film di Nina Companéez, la sua carriera procede spedita: la sua partecipazione a I Santissimi di Bertrand Blier gli dona una certa notorietà, e lavora poi con Bertrand Tavernier (Il giudice e l'assassino) e Otto Preminger (Operazione Rosebud), ma è con La merlettaia, nel 1976, che arriva a conquistare la vera fama.
Grazie al film di Claude Goretta, infatti, ottiene una candidatura ai César come miglior protagonista (la prima di innumerevoli) e vince un BAFTA e un David di Donatello: primi premi di una carriera che ne sarà ricchissima.
Nel 1978, con Violette Nozière, che le vale il premio come miglior attrice a Cannes, ha inizio il sodalizio artistico con Claude Chabrol, che la dirigerà in altri sei film: tra i quali Un affare di donne e Il buio nella mente, per i quali la Huppert otterrà la Coppa Volpi al Festival di Venezia (e per il secondo anche un César, finora l'unico), oltre a Madame Bovary, Rien ne va plus, Grazie per la cioccolata e La commedia del potere.
Nel 1980 recita per la prima volta per Godard in Sauve qui peut (la vie), per Mauro Bolognini in La storia vera della signora dalle camelie, e soprattutto per Michael Cimino nel capolavoro I cancelli del cielo, il suo primo film americano.
Nel 1982 sposa il regista Ronald Chammah, da cui avrà tre figli, Lolita, Lorenzo e Angelo, e per tutti gli anni Ottanta, Isabelle Huppert va costruendo il personaggio d'interprete di personaggi algidi e taglienti che saranno il suo marchio di fabbrica, lavorando con registi come Joseph Losey (La Truite), Marco Ferreri (Storia di Piera), Andrzej Wajda (Dostoevskij - I demoni) e Curtis Hanson (La finestra della camera da letto).
Il decennio successivo vede proseguire il sodalizi con Chabrol ma anche quello con Benoît Jacquot (cinque i film che i due hanno girato assieme: Storia di donne, L'école de la chair, Niente scandalo, La Fausse suivante, Villa Amalia), e l'incontro con autori come Abbas Kiarostami e Werner Schroeter, ma è con l'ingresso negli anni Duemila che Isabelle Huppert riesce ad aggiungere nuove e inquietanti sfumature ai suoi personaggi e alla sua immagini pubblica: e lo fa soprattutto grazie a Raul Ruiz, che la dirige in Figlio di due madri, e ancora di più l'austriaco Michael Haneke, che nel 2001 la vuole come protagonista di La pianista, grazie al quale vincerà un European Film Award e il premio come miglior attrice a Cannes. Con Haneke la Huppert lavorerà poi anche in Il tempo dei lupi, in Amour e nell'imminente Happy End, e sarà proprio lei a premiarlo, da presidente di giuria, con la Palma d'oro per Il nastro bianco.
Ma, a testimonianza della versatilità del talento dell'attrice francese, ecco che dopo La pianista arriva il musicale Otto donne e un mistero di Ozon, grazie al quale arrivano un altro EFA e il premio come miglior attrice al Festival di Berlino.
Tutti, in tutto il mondo, vogliono lavorare con Isabelle Huppert: e lo fanno David O. Russell (I ♥ Huckabees - Le strane coincidenze della vita), Claire Denis (White Material), Marco Bellocchio (Bella addormentata), Brillante Mendoza (Captive), Hong Sang-soo (In Another Country). 
E in ogni film la Huppert è la Huppert. Altrove, forse, gioca più di rimessa, col suo personaggio, si limita a una normale amministrazione che è comunque mille volte più coinvolgente degli sforzi estremi di tante sue colleghe, ma nel 2016 centra una doppietta di altissimo livello: è straordinaria, e niente affatto manierata, infatti, ne L'avenir di Mia Hansen-Løve e ancor di più in Elle di Paul Verhoeven, il film che gli regala la prima nomination all'Oscar della sua carriera.

Filmografia
Frankie (Frankie)
Eva (Eva)
Greta (Greta)
Happy End (Happy End)
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