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Rogue One - A Star Wars Story: curiosità, tecnica e trucchi dietro al ritorno di Darth Vader, Leia e Tarkin

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Considerato il più riuscito spin-off di Star Wars per il cinema, Rogue One ha messo a dura prova gli effetti visivi... ma anche la mimica.

Rogue One - A Star Wars Story: curiosità, tecnica e trucchi dietro al ritorno di Darth Vader, Leia e Tarkin

Rogue One - A Star Wars Story (2016) di Gareth Edwards inaugurò la poi brevissima stagione degli spin-off cinematografici di Star Wars: fu accolto piuttosto bene dai fan, raccontando la storia del recupero dei piani della Morte Nera, poi utili ai Ribelli per le vicende raccontate in Guerre Stellari del 1977. Proprio questo forte legame col film originale portò a un passo avanti non indifferente nella tecnica cinematografica, in campo effetti visivi. Concentriamoci su tre dei più importanti personaggi storici che fecero il loro più o meno inaspettato ritorno.

Rogue One: Tarkin, Peter Cushing e l'Industrial Light & Magic

Una delle due meritate nomination all'Oscar di Rogue One fu quella agli effetti visivi (l'altra fu per il mix del suono). Sicuramente l'Academy pensò all'ormai celebre "affaire Cushing". Il veterano attore inglese Peter Cushing, interprete di Tarkin, il comandante della Morte Nera nel seminale primo Guerre stellari, era morto nel 1994: per far tornare in azione il personaggio, invece di darlo a un altro interprete, l'Industrial Light & Magic si è rimboccata le maniche per... resuscitare Cushing, con l'avvallo ovviamente dei suoi eredi. Nella pratica, si è proceduto così: l'attore Guy Henry, già di per sè somigliante vagamente a Cushing, sul set ha interpretato Tarkin (rapato a zero, per facilitare la sua successiva cancellazione). Guy ha poi ripetuto le scene in studio, munito di un set di performance capture intorno alla testa, per coglierne la recitazione. L'IL&M ha creato modelli in CGI dello stesso Henry e, parallelamente, della testa di Cushing. I movimenti facciali isolati e registrati sul volto di Henry sono stati poi applicati, non senza modifiche manuali, sul volto virtuale di Cushing. Il Tarkin in CGI finito è stato in ultimo integrato con le riprese dal vero, cancellando Henry. Pare che il regista Edwards fosse molto nervoso davanti a questa proposta, ma che si sia tranquillizzato dopo averne saggiato il risultato. L'IL&M, dal canto suo, si era già fatta le ossa su questi esperimenti, ringiovanendo Michael Douglas nelle incredibili scene iniziali di Ant-Man appena l'anno prima.

Rogue One: Leia, Carrie Fisher e il viaggio nel tempo

Un'altra apparizione sensazionale, nonché significativa per la storia, avviene sul finale, quando una giovane Leia riceve i piani della Morte Nera. Per crudele coincidenza, la maggior parte di noi ha visto al cinema il film proprio poco dopo la morte di Carrie Fisher, presente peraltro con tutti i suoi anni nel Risveglio della Forza e Gli Ultimi Jedi. Ma com'è stata ricreata la Leia di Guerre stellari? Il processo è stato simile a quello di Tarkin, con l'unica differenza che l'interessata era ancora viva per dare il suo avvallo e anche ammirarne il risultato, secondo il supervisore degli effetti visivi John Knoll. Diversamente da quanto fatto per la citata scena di Michael Douglas in Ant-Man, Carrie Fisher però non ha interpretato la sequenza come riferimento: al suo posto, in un processo simile a quello vissuto dal collega Guy Henry, è stata l'attrice norvegese Ingvild Deila a recitare nei panni di Leia, accettando naturalmente di essere cancellata dalla Leia in CGI nel film finito.

Rogue One: Darth Vader... è sempre Darth Vader

Scherziamo. Qui niente effetti visivi, solo fortuna. Darth Vader, protagonista in diverse scene e in un climax splendido, è stato naturalmente il personaggio più semplice da riproporre. Nessuna CGI obbligatoria per lui, dato che in quel momento della sua storia Anakin Skywalker non viene mai mostrato in viso. Raramente un personaggio così iconico ha avuto più interpreti, almeno fisici: David Prowse in corpo e fattezze nella trilogia storica (con voce però di James Earl Jones), più Sebastian Shaw per lo svelamento finale del suo viso nel Ritorno dello Jedi; Gene Bryant con voce di James Earl Jones nella chiusura di La vendetta dei Sith; alternati Spencer Wilding e Daniel Naprous appunto in Rogue One, ancora con la voce di Jones. Diciamo che in questo caso l'"effetto speciale" è stata la fortuna di poter disporre continuativamente del doppiaggio di James nel corso degli anni. Il resto l'hanno fatto la buona vecchia mimica e la capacità degli attori (muti) di imitare i movimenti di Prowse. Nella lista non abbiamo nemmeno inserito sporadiche controfigure che sono state Vader in alcuni frammenti delle Special Edition della trilogia originale!



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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