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Marion Cotillard: regina dell'alta moda fra i bassifondi del cuore umano - photogallery per i suoi 40 anni

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Festeggiamo insieme l'attrice francese Premio Oscar.


Dicono di lei: "E’ la grande attrice del muto della nostra epoca, per i suoi occhi grandi che sembrano inghiottire il mondo".
Lei invece dice di sé: "Mi sono sempre sentita un'emarginata, ho qualcosa di strano che mi mette sempre a disagio tra la gente. Ho lottato duramente per superare le mie paure".
Quali sono le paure di Marion Cotillard, alias il volto della maison Christian Dior nonché la terza francese a vincere l’Oscar come migliore attrice protagonista in 73 anni di Academy Awards?

Di sicuro non il timore del palcoscenico, visto che una delle due metà della "Brangelina" d’Oltralpe (l’altra è Guillaume Canet) è cresciuta a pane e recitazione – con una madre che lavorava in teatro e un padre che faceva il mimo.
Certamente non il fantasma del non essere all’altezza generato magari da un’educazione repressiva, dal momento che da bambina, insieme ai fratelli, Marion era libera di disegnare sui muri della grande casa di famiglia.
E allora? Allora, semplicemente, la fragilità e le insicurezze di questa jolie femme dipendono da una malinconia di fondo e da quella tendenza a percepire e vivere le cose del mondo all’ennesima potenza che sono appannaggio delle persone sensibili, specialmente gli artisti.

Artisti come la disgraziata Edith Piaf, il personaggio che è diventato la fortuna della Cotillard ma anche la sua ossessione, e che all’indomani de La vie en rose l’ha precipitata in un gorgo di angosciosa tristezza, costringendola ad andare via lontano e a sottoporsi ai rituali di uno sciamano.
Da allora, la Lady Macbeth di Justin Kurzel ha imparato a "non passare mai dall’altra parte", a non sprofondare negli abissi di un’oscurità totale, a non lasciarsi andare a possessioni più o meno demoniache. Lo ha fatto in nome di un nuovo ruolo, quello di madre, che le è toccato in sorte nel 2011, quando è arrivato il piccolo Marcel. La tendenza a vivere per finta le vite di donne torturate nel corpo e nello spirito (oppure offese nella propria dignità) tuttavia le è rimasta e le ha permesso di interpretare con credibilità e devozione monastica una serie di splendide parti femminili: l’istruttrice senza gambe di Un sapore di ruggine e ossa, la remissiva moglie di Guido Contini in Nine, la prostituta tossicodipendente di Blood Ties.

Per "servire" questi personaggi che pagano senza sosta le conseguenze di un passato disgraziato, l’attrice non hollywoodiana fra le più pagate di Hollywood non ha esitato a imbruttirsi, a levarsi di dosso quell’ allure da diva anni ’40 che è la sua benedizione e insieme la sua condanna, dal momento che Marion Cotillard ha un’anima rock, ascolta Janis Joplin e i Radiohead , e all’occorrenza suona chitarra, basso e batteria.
Lei che tiene in mano come nessun’altra la borsa Lady Dior ha accettato di buon grado di indossare la stessa canottiera rosa in ogni singola scena di Due Giorni, una notte, il film dei Dardenne in cui è una lavoratrice a rischio licenziamento che spera di tornare a lavorare dopo una forte depressione.
Lei che mangia bio e lotta per la salvaguardia dell’ambiente, non si è fatta pregare per minacciare la distruzione di Gotham City ne Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, anche se, nei panni del medico che cerca il paziente zero in Contagion, ha in qualche modo "pareggiato i conti".  Tutto per il mestiere più bello del mondo, insomma. Evviva!

Passata attraverso il cinema e l’immaginazione di Tim Burton, Michael Mann e di Woody Allen, la Cotillard è soprattutto, nella memoria di chi scrive, il villain (di nome Mal) di Inception, creatura fredda, inquieta e alla ricerca di continue fughe dalla realtà che si ricollega idealmente alla Piaf – e il caso vuole che proprio una canzone di quest’ultima ("Je ne regrette rien") abbia un ruolo chiave nel film di Christopher Nolan.

"Je ne regrette rien"… non rimpiango nulla.
Da rimpiangere Marion sembra avere ben poco – considerata la sua fulgida carriera – men che meno la giovinezza, visto che sembra ancora una ventenne. Oggi compie quarant’anni. Le facciamo gli auguri dedicandole una photogallery.

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  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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