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Godzilla e Kong - Il Nuovo Impero, 90 anni di cinema e di kolossal

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Con l'uscita di Godzilla e Kong - Il nuovo impero, da oggi al cinema con Warner Bros. Pictures, dominano ancora il grande schermo due grandi "mostri" che scorrazzano per il cinema da tanto, tanto tempo. Ricostruiamo le loro cronologie, americane e non.

Godzilla e Kong - Il Nuovo Impero, 90 anni di cinema e di kolossal

Erano gli anni Trenta quando il cinema pose le basi del genere che ora esplode con Godzilla e Kong - Il nuovo impero, da oggi 28 marzo in sala per Warner Bros. Pictures, come sempre prodotto dalla Legendary, responsabile del nuovo Monsterverse. Questo capitolo potrebbe essere il secondo di una trilogia ideale pensata dal regista Adam Wingard, ma del futuro ci sarà tempo per parlare. Scaviamo nel passato e nelle storie cinematografiche di questi due colossali Titani...

King Kong, l'americana meraviglia per il gigantesco

Summa dei migliori effetti visivi dell'epoca, King Kong del marzo 1933 fu un capostipite non solo del genere "kaiju" (come sarebbe stato definito in Giappone) ma anche di un certo cinema hollywoodiano kolossal, dal respiro ampio, in grado di interpretare perfettamente lo stupore e l'esaltazione americane per la grandezza. Una manifestazione mostruosa "larger than life". Con la stop-motion di Willis O'Brien che oggi fa sorridere, codiretto da Merian C. Cooper & Ernest B. Schoedsack, si rivelò un tale successo da generare subito un seguìto, sull'interessante onda empatica per il mostro che, in fondo, le sue ragioni pure le aveva (aspetto che l'accomuna a Godzilla). Il solo Schoedsack diresse al volo un immediato Figlio di King Kong (1933), al cinema già a dicembre, nemmeno un anno dopo l'uscita del primo atto.


Il personaggio rimase dormiente per quarant'anni (non in Giappone, come vedremo tra poco), ma riapparve negli anni Settanta, sotto l'egida di Dino De Laurentiis: King Kong (1976) di John Guillermin vedeva l'esordiente Jessica Lange rapita dall'enorme animale, curato dal nostro Carlo Rambaldi in tandem col maestro degli effetti speciali Rick Baker, e nel cast c'erano anche Jeff Bridges e Charles Grodin. Assai meno popolare è il secondo tentativo di De Laurentiis, ancora per la regia di Guillermin, King Kong 2 del 1986, di scarso successo e con un cast del tutto diverso, con la Linda Hamilton fresca di Terminator.
Rimane una parentesi senza seguiti e senza "universi" il bel recupero di Peter Jackson con il suo King Kong del 2005, dove al personaggio di Ann Darrow, interpretata da Naomi Watts, venne dato uno spazio più attivo e più all'altezza dei tempi. Cast ricchissimo con Jack Black, Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Jamie Bell e Andy Serkis nei panni di Kong, tramite performance capture. "Solo" 557 milioni di dollari d'incasso per ben 207 di costo: non fu un bis del Signore degli Anelli, ma portò a casa tre Oscar, per effetti visivi, mix del suono e montaggio del suono.
Bisogna attendere il 2017 per rivedere King Kong, sempre più grande, nella sua prima partecipazione al Monsterverse della Legendary (ne costituisce il secondo tassello dopo il Godzilla del 2014), per conto della Warner Bros.: il film è Kong: Skull Island, diretto da Jordan Vogt-Roberts, con Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, John Goodman e Brie Larson. I quasi 570 milioni di dollari incassati non erano paragonabili ai numeri contemporanei della Marvel, ma c'era vita nel monster movie.

Godzilla, la paura dell'atomica in Giappone

Il primo Godzilla del 1954, diretto da Ishirō Honda per la leggendaria Toho, aveva già una sua dimensione diversa, post-bellica e metaforica. Il suo risveglio avveniva per i bombardamenti nucleari, era una vendetta della natura, che ricordava più il classico americano Them! con le formiche giganti, non a caso dello stesso anno. Il successo in patria fu comunque strepitoso, e sarebbe arduo riassumere in un articolo la quantità di lungometraggi che il cinema nipponico ha dedicato a quest'icona, un'orgogliosa risposta a Kong. Si parla di ben trentadue seguiti (!) nel corso di settant'anni, molti dei quali inediti in Italia. Va notato che il primo incontro tra Godzilla e King Kong avvenne nel Sol Levante, con Il trionfo di King Kong (1962) di Honda, che tra l'altro diresse un King Kong - Il gigante della foresta (1967), col solo enorme gorilla.


A partire dal 2016 c'è stato un interesse internazionale più marcato per le produzioni giapponesi dedicate al personaggio, forti del rilancio nel cinema americano di cui parliamo nel paragrafo successivo. Da Shin Godzilla (2016) di Hideaki Anno si sono cominciati a guardare con più regolarità i lungometraggi giapponesi dedicati a "Gojira", tanto che l'ultimo Godzilla: Minus One (2023) di Takashi Yamazaki ha espugnato gli Academy Award, con un epocale Oscar per i migliori effetti visivi, pur essendo stato realizzato con un budget risibile rispetto a quelli americani. Qualcosa è decisamente cambiato, la patria di Gojira si riprenderà la tradizione dei suoi kaiju movie, film appunto dedicati a gigantesche creature? 

Kong e Godzilla, il gemellaggio di due tradizioni a Hollywood

Il primo tentativo hollywoodiano di adottare Gojira non andò come previsto, nel rapporto tra spesa e ricavi: il Godzilla (1998) di Roland Emmerich fu tutto sommato presto dimenticato, nonostante un cast che includeva Matthew Broderick e Jean Reno. Ci voleva un approccio più metodico, con in testa uno universe in grado di pianificare con più calcolato nerdismo il gemellaggio con quella tradizione. Ci è riuscita la Legendary in accordo con la Warner Bros., col primo atto del Monsterverse, il Godzilla del 2014: firmato da Gareth Edwards, è stato interpretato da Aaron Taylor-Johnson, Ken Watanabe, Elizabeth Olsen, Juliette Binoche, Sally Hawkins, David Strathairn e Bryan Cranston. 160 milioni di dollari di costo per 530 d'incasso: si è presto proseguito con Godzilla II - King of the Monsters (2019) di Michael Dougherty, con la star di Stranger Things, Millie Bobbie Brown. Impatto inferiore di 387.300.000 dollari per quasi 200 di budget, ma questo non ha impedito di credere ancora nel progetto a lungo termine.


Presentato anche Kong col citato Kong: Skull Island, la macchina produttiva dei blockbuster americani ha sguinzagliato le due icone del cinema una contro l'altra per puntare in alto, affidando il tandem kaiju al regista Adam Wingard. Il primo atto di quella che potrebbe diventare una trilogia, Godzilla vs. Kong, pur in una difficile uscita ritardata causa pandemia, nel 2021 è riuscito a portare a casa più del predecessore, 470.100.000 dollari, per la solita spesa sotto i 200. Superata la rivalità, i due mattatori ora collaborano in Godzilla e Kong - Il nuovo impero. Per il cast di queste due storie si è schierata una squadra composta da Rebecca Hall, Brian Tyree Henry, Alexander Skarsgård, Millie Bobby Brown e Dan Stevens.
Come proseguirà ora la vita di Godzilla e King Kong? E soprattutto dove, ora che il cinema giapponese sta rivendicando a livello internazionale la propria autorialità sul "lucertolone"? Il pubblico deciderà, più che mai sovrano quando si parla di un tradizionalissimo intrattenimento da pop-corn.

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