Schede di riferimento
Speciali Serie TV

Fan di Big Little Lies? Ecco 9 Serie TV che potrebbero piacerti allo stesso modo

65

Nove storie incentrate sull'universo femminile, dalla commedia al thriller, che vi coinvolgeranno senza ombra di dubbio.

Fan di Big Little Lies? Ecco 9 Serie TV che potrebbero piacerti allo stesso modo

Negli ultimi anni sono state prodotte tantissime serie, di generi diversi, incentrate sull’universo femminile, molte delle quali hanno avuto successo perché sono riuscite a discostarsi da quei modelli convenzionali, perbenisti e inquadrati che hanno popolato la televisione per decenni, mostrando le donne da un punto di vista più realistico, intimo e finalmente aperto. Big Little Lies, la pluripremiata miniserie da poco in onda con la seconda stagione su Sky Atlantic, è uno degli esempi più lampanti di questa ondata di aria fresca, ma per fortuna ce ne sono molti altri. Di seguito, abbiamo selezionato nove Serie TV che potrebbero piacervi allo stesso modo.

Dead to Me – Amiche per la morte

(Dark Comedy, la prima stagione da 10 episodi è disponibile su Netflix, durata 30’’)

Dead to Me è stata paragonata proprio a Big Little Lies, perché dietro al legame delle due protagoniste, Jen (Christina Applegate) e Judy (Linda Cardellini) c’è un omicidio. Le due donne si incontrano in un gruppo di sostegno per persone che hanno subito un lutto: Jen ha perso il marito in un incidente d’auto con omissione di soccorso, mentre Judy afferma di aver da poco perso il compagno, Steve, per un infarto. Nonostante siano caratterialmente molto diverse, le due si trovano molto bene insieme e instaurano in poco tempo una forte amicizia, che viene messa a dura prova dalla scoperta che Steve (James Marsden, Mrs. America), il fidanzato di Judy, è vivo e vegeto e che Judy, in realtà, è affranta per la morte di un’altra persona, molto vicina a Jen. Insomma, un thriller sotto mentite spoglie, assolutamente irresistibile. Se avrete tempo, la finirete in un paio di pomeriggi. Sappiate che è già stata confermata la seconda stagione.  

Fleabag

(Dark Comedy, due stagioni da 6 episodi l’una disponibili su Prime Video, durata 30’’)

Phoebe Waller-Bridge è sicuramente in lizza per i prossimi Emmy e Golden Globe: la sua irriverente e dissacrante Fleabag è la serie di cui si sta parlando di più in questo momento in America, insieme a Chernobyl, e a ragione. È un piccolo capolavoro di comicità inglese, in cui la protagonista (che è proprio l’autrice, Phoebe Waller-Bridge) sfonda la quarta parete per commentare con noi spettatori le sue disavventure sessuali, familiari e lavorative, senza peli sulla lingua. Mentre affronta con difficoltà la perdita della sua unica amica Boo, che l’ha lasciata a gestire da sola un bizzarro cafè a tema porcellino d’India, Fleabag cerca di infastidire quanto più possibile la matrigna e di ristabilire un legame con il padre e la sorella, ossessionata dall’idea della perfezione, ma intrappolata in un matrimonio tutt’altro che felice con un marito alcolizzato. Si ride a tempi alterni amaramente e di gusto e ci si immedesima anche molto con lei, nei momenti più imbarazzanti. La divorerete in pochissimo tempo, e ne vorrete ancora: questo è poco, ma sicuro.    

Girls

(Dramedy, sei stagioni disponibili su Sky Box Set, durata 30’’)

Quando HBO ha lanciato nel 2012 Girls, la serie che ha consacrato al successo Lena Dunham, il confronto con Sex and the City è stato inevitabile. La stessa autrice sapeva che sarebbe stato così, per cui ha ironizzato sulla questione facendo sì che una delle protagoniste fosse una fan sfegatata della serie con Sarah Jessica Parker. Ma le differenze sono evidenti a partire proprio dalla rappresentazione del sesso: in Girls è molto spesso sgraziato e scomodo, a volte addirittura svogliato, quindi per questo più realistico. Per quanto riguarda la storia, poi, Hannah Horvath non trascorre le sue giornate a comprare Manolo Blahnik e a scoprire posti nuovi: è appena uscita dal college, i genitori le hanno tagliato i fondi, non sa come farà a diventare una scrittrice di successo e ha una vita sentimentale molto complicata, per usare un eufemismo. Marnie, la sua migliore amica, è infelicemente fidanzata e sessualmente frustrata; Jessa ha appena lasciato il college e per superare la dipendenza dall’eroina ha chiesto ospitalità alla cugina, Shoshanna, una ingenua ragazza ancora vergine, che conosce il sesso solo tramite Sex and the City e sogna di trovare al più presto il suo Mr. Big. Insomma sono donne vere, piene di difetti e di insicurezze, e in sei stagioni le vediamo trovare il proprio posto nel mondo dopo una serie di esperienze tutt’altro che positive.

The Handmaid’s Tale

(Drama, tre stagioni, di cui l’ultima ancora in corso, disponibili su TimVision, durata 46/60’’)

Quando Bruce Miller, l’ideatore di The Handmaid's Tale si è trovato per le mani il romanzo di Margaret Atwood, si deve essere reso conto immediatamente di quanto quella storia immaginata negli anni ’80 potesse essere piuttosto pertinente al nostro immediato futuro. Anche se speriamo che un regime simile a quello di Gilead non si realizzi mai (come è già accaduto in passato), è facilissimo capire e immedesimarsi con le protagoniste di questa serie. Partendo dall’idea che in un futuro molto vicino l’umanità dovrà affrontare il problema della progressiva perdita di fertilità, la storia è ambientata in un regime maschilista, in cui le donne fertili sono state rese schiave per consentire ai più ricchi di avere una progenie. Allontanate dai propri affetti e strappate alla propria carriera, la maggior parte delle ancelle cerca di sopravvivere ai numerosi soprusi seguendo le nuove regole stabilite: le più coraggiose, invece, progettano la fuga. Atmosfere molto più cupe di Big Little Lies, ma un cast e una fotografia altrettanto all’altezza.

Una mamma per amica

(Dramedy, otto stagioni disponibili su Netflix, durata 40/90’’)

È anche grazie alla prima creatura di Amy Sherman-Palladino se Big Little Lies ha ottenuto la giusta risonanza, perché è stata una delle prime a rappresentare bene sia i drammi dell’adolescenza che le difficoltà dell’età adulta dal punto di vista delle donne. Gilmore Girls è la storia di Lorelai e Rory Gilmore, che nonostante sembrino due coetanee sono in realtà madre e figlia: Lorelai ha una trentina di anni, è rimasta incinta quando ne aveva sedici e adesso lavora per garantire a sua figlia tutto ciò che le serve, frequentando un corso di laurea serale e dirigendo un hotel di giorno, mentre Rory è una studiosa sedicenne con grandi aspirazioni, un amore folle per i libri e una grandissima cultura musicale (la colonna sonora, infatti, merita). Nonostante le ultime stagioni siano meno coinvolgenti delle prime, resta comunque di diritto una delle 100 migliori serie tv mai realizzate (come decretato anche dal Time nel 2007), per cui se non l’avete mai vista, recuperate subito.

La Fantastica Signora Maisel

(Comedy, due stagioni disponibili su Prime Video, durata 50/60’’)

Dopo Una mamma per amica, Amy Sherman-Palladino ha firmato un’altra serie degna di nota, forse anche più della precedente per la tematica trattata. La fantastica Signora Maisel è ambientata nella New York del 1958 ed ha come protagonista Midge Maisel, una perfetta donna di casa, che vive come ha sempre sognato con il marito e i figli in un bellissimo appartamento nell’Upper West Side. Tutto cambia, anche le sue aspirazioni, quando scopre il tradimento di suo marito e decide di lasciarlo e di iniziare una nuova vita, provando a farsi un nome come comica di cabaret. Ricordiamoci che negli anni ’50 le donne sposate che lavoravano, per di più nel settore della comicità, non erano ben viste dal resto della società, per cui già con questi presupposti è una storia affascinante. Aggiungiamoci anche la presenza del leggendario Lenny Bruce, uno dei cabarettisti più famosi d’America (la cui vita è stata raccontata anche da Bob Fosse nel film Lenny, con Dustin Hoffman), gli ormai caratteristici scambi a mitraglietta della Palladino, un’ottima Rachel Bosnahan ed ecco spiegata l’incetta di Emmy e Golden Globe.  

Russian Doll

(Dark Comedy, una stagione disponibile su Netflix, durata 25’’)

Natasha LyonneLeslye HeadlandAmy Poehler hanno creato una miniserie dal binge watching assicurato, che pur essendo apparentemente comica, in realtà affronta con profondità delle tematiche molto serie come la depressione e il suicidio. Russian Doll è un thriller al contrario, perché la vittima è la protagonista e l’assassino, a quanto pare, è il tempo: nel giorno del suo 36esimo compleanno, Nadia perde la vita venendo investita da un’auto, ma invece di finire nell’aldilà, si ritrova esattamente all’inizio della sua festa di compleanno. Cercando di capire che cosa le sia successo, continua a morire senza sapere come uscire da questo loop impossibile, finché non scopre che un altro ragazzo sta vivendo la sua stessa situazione. È già in produzione una seconda stagione, anche se forse non era necessaria.  

Sharp Objects

(Thriller, un’unica stagione da otto episodi, disponibile su Sky Box Set)

Stesso regista e stessa music supervisor di Big Little Lies, ma protagoniste diverse. Basata sull’omonimo romanzo di Gillian Flynn (l’autrice de L’Amore Bugiardo), Sharp Objects è incentrata su una giornalista con tendenze autolesioniste di nome Camille Preaker (Amy Adams), che ritorna nella sua città natale per indagare sull’omicidio di due preadolescenti. Mentre raccoglie informazioni sul caso, Camille si ritrova nuovamente preda dei giudizi e dell’ingombrante presenza di sua madre, Adora (Patricia Clarkson), con cui ha interrotto i rapporti da diverso tempo e che adesso rivolge tutte le sue attenzioni alla sorellastra Amma (Eliza Scanlen). Un thriller psicologico, per nulla scontato, neanche nella sigla: ogni puntata si apre con una canzone diversa, legata proprio ai pensieri della protagonista.

Workin’ Moms

(Comedy, tre stagioni disponibili su Netflix, durata 30’’)

Finalmente una serie realistica sulle difficoltà delle mamme lavoratrici. Workin’ Moms è una commedia canadese, firmata e interpretata da Catherine Reitman che segue quattro donne trentenni alle prese con il ritorno al lavoro dopo la maternità, i giudizi dei colleghi, il continuo senso di inadeguatezza e la nostalgia delle giornate libere da responsabilità genitoriali. Si ride molto, con un velo di amarezza.



  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming