Schede di riferimento
News Cinema

Franco Zeffirelli: addio a una vita e a una carriera straordinarie

337

Personaggio e artista controverso, il regista fiorentino ha indubbiamente segnato la storia della cultura del Novecento.

Franco Zeffirelli: addio a una vita e a una carriera straordinarie

Franco Zeffirelli è sempre stato un personaggio spigoloso e scomodo. Ma in tempi di nani, quando muoiono i giganti è un lutto doppio. E non vuol dire che i giganti siano privi di difetti, amabili e senza zone d'ombra. Non significa che li abbiamo necessariamente amati, in vita. Ma che la loro presenza ha dato lustro al nostro paese nel mondo, arricchendo la cultura cinematografica e teatrale in modi oggi purtroppo impensabili. L'articolo più bello e completo (e sincero) sulla figura del regista fiorentino, morto a Roma all'età di 96 anni in un caldo sabato di giugno, l'ha pubblicato oggi Maurizio Porro sulla versione online del Corriere della Sera e a quello vi rimandiamo, riassumendo qui brevemente la sua vita lunga e pienamente vissuta, segnata da una serie di contraddizioni: cattolico moralista, uomo di destra, omosessuale risaputo ma mai dichiarato, partigiano e antifascista, con un amore innato per la bellezza e la cura del dettaglio e del particolare. Lo scorso aprile aveva ricevuto un premio in Senato e, nonostante la sofferenza per la malattia che da tempo lo aveva reso infermo, aveva continuato a progettare i suoi futuri lavori, i suoi popolarissimi allestimenti operistici, fino a quando aveva potuto (il suo ultimo lavoro, La traviata, andrà in scena al 21 giugno all'Arena di Verona).

Con Eduardo De Filippo, le cui opere aveva allestito a teatro anche all'estero, aveva in comune la nascita illegittima. Era figlio di un commerciante di stoffe che lo riconobbe solo all'età di 19 anni, quando la madre era già morta. Educato in collegio e allievo dell'amatissimo e impegnato Giorgio La Pira, sindaco democristiano di Firenze dal 1951 al 1957, iniziò la carriera come scenografo, insieme al suo sodalizio personale, prima teatrale e poi cinematografico, in qualità di aiuto regista di Senso e La terra trema, col più anziano Luchino Visconti, all'opposto di lui come idee politiche ma a lui accomunato dal rigore e dall'amore per la perfezione esteriore. In seguito Visconti lo definirà sprezzantemente “il mio arredatore”, ma nel frattempo Zeffirelli arriva al cinema, dopo un tentativo come attore (in L'onorevole Angelina, a fianco della sua grande amica Anna Magnani), anche come regista, col poco visto Camping, una commedia, nel 1957, prima dei suoi due migliori adattamenti scespiriani, La bisbetica domata, celeberrimo film interpretato dalla sua altra grande amica Elizabeth Taylor con Richard Burton e soprattutto, nel 1968, il suo fedele e accurato Romeo e Giulietta in lingua inglese, con i giovanissimi Olivia Hussey e Leonard Whiting. L'anno successivo il film vince l'Oscar per la fotografia di Pasqualino De Santis e i costumi di Danilo Donati, mentre Zeffirelli deve accontentarsi della nomination per il film e la regia (nello stesso anno, per dire dello stato florido del nostro cinema, Gillo Pontecorvo viene candidato per La battaglia di Algeri).

Seguono i sentimentali Il campione e Amore senza fine e una bella trasposizione de La traviata, suo cavallo di battaglia, con Teresa Stratas e Placido Domingo. Da sempre distante dall'ambiente cinematografico italiano, di sinistra e in genere impegnato, Zeffirelli continua per tutta la vita la sua personale ricerca artistica, che a volte sconfina in un estetismo fine e se stesso e nel melò (chi scrive era presente alla proiezione de Il giovane Toscanini alla Mostra del cinema di Venezia, accolta dai sonori sghignazzi della critica). Con il grande successo della sua versione della storia di San Francesco e Santa Chiara, Fratello Sole, sorella Luna nel 1971 aveva fatto commuovere centinaia di giovani cattolici (il disco con le musiche di Riz Ortolani divenne una hit), così come farà il suo Gesù di Nazareth col pubblico televisivo dell'epoca (1977).

Nel 1990 riporta al cinema, con un bel film moderno, l'Amleto, con Mel Gibson protagonista. E tocca poi a Storia di una capinera da Giovanni Verga, Jane Eyre da Charlotte Brontë, l'autobiografico Un tè con Mussolini (Zeffirelli era stato partigiano e antifascista) e il film Callas Forever, dedicato alla sua altra grande amica, la cantante lirica Maria Callas. A noi resterà impresso soprattutto il documentario da lui realizzato nel 1966, all'epoca della tragica alluvione, Per Firenze, il cui commento è affidato a Richard Burton, da cui emergono tutto il suo amore per la cultura e per la sua splendida città alla quale resterà sempre legatissimo, pur vivendo a Roma, e che diventa sede della Fondazione Zeffirelli, a cui lascia un inestimabile patrimonio artistico.

Dal 1994 al 2001 Franco Zeffirelli diventa anche Senatore della Repubblica nelle fila di Forza Italia. Esteta, polemista, tifoso accanito della Fiorentina, tagliente e graffiante, chiacchierato e pettegolo: tutto questo e molto altro era l'uomo Zeffirelli, fatto di luci e ombre come tutti noi ma con in più un dono concesso a pochi, il talento e l'amore per una professione a cui, piacciano o meno le sue opere, ha dedicato tutta la vita, fino all'ultimo respiro.

Lunedì 17 giugno, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, verrà allestita la Camera Ardente per chi volesse rendere l'ultimo omaggio a Zeffirelli, prima del trasferimento e della tumulazione della salma nella tomba di famiglia del regista.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming