Buon compleanno a William Friedkin! - photogallery

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Buon compleanno a William Friedkin! - photogallery

Per alcune persone l'età anagrafica non corrisponde a quella fisica e mentale e se a 80 anni c'è chi è irrimediabilmente vecchio, chi fa un lavoro creativo mantiene spesso un animo giovanile, un fisico in forma e uno spirito avventuroso. Avendo il privilegio di conoscerlo da molti anni – ma lo stesso può dire chiunque lo abbia incontrato e sentito parlare – posso dire che William Friedkin, Billy per gli amici, appartiene alla categoria degli eternamente appassionati, entusiasti, curiosi: in una parola, giovani.

Due anni fa, esattamente il giorno del suo compleanno (che lui non ha mai festeggiato), il 29 agosto, la Mostra del cinema di Venezia gli consegnava un meritato Leone d'Oro alla carriera, forse uno dei premi di cui il regista de L'esorcista, innamorato del cinema europeo e dell'opera di registi come Mario Monicelli, Federico Fellini, Francesco Rosi e Michelangelo Antonioni, va più fiero. Dopo anni di oblio o di sottovalutazione (nel 1997 il Noir in Festival fu il primo in Italia a dedicargli una retrospettiva completa e la sottoscritta per l'occasione a scrivere un libro su di lui), la critica l'ha finalmente messo al posto che meritava e i festival di tutto il mondo se lo contendono.

Ma la carriera dell'uomo che non si è mai considerato autore, pur facendo dell'ambiguità umana la cifra stilistica di un cinema forte, spesso cupo, maschile e mai maschilista, teso come un arco e acuto come la lama di un coltello, non si ferma certo ai suoi 19 film, ai lavori per la tv e alle opere liriche di cui, appassionato melomane, ha curato applauditissimi allestimenti. Di nuovo in Italia, il 14 ottobre prossimo, inaugurerà la Stagione del Teatro Regio di Torino con la sua regia dell'Aida di Giuseppe Verdi. Subito dopo verrà al festival del cinema di Roma, in un imperdibile appuntamento, per parlare del cinema dell'amico Dario Argento. Poi sarà di nuovo a Firenze per il Rigoletto con un altro celebre amico e collaboratore, Zubin Metha, dopo di che forse resterà in Toscana un altro po'' per un progetto ancora segreto, ed entro l'anno firmerà la regia dei 10 episodi di To Live and Die in L.A., serie tv ispirata al suo fantastico film del 1985, con attori emergenti ed ambientazione contemporanea.

Quando ha un po' di tempo libero, assieme all'amatissima moglie Sherry Lansing gira il mondo e scatta bellissime foto. E' al passo con la tecnologia, non solo perché è sempre stato un regista attentissimo allo sviluppo degli strumenti del suo mestiere, ma anche perché è un uomo curioso, che approfitta di ogni nuova opportunità per ampliare la propria cultura. Dal vivo è generoso, simpatico, divertente e a volte sarcastico come molti dei suoi lavori migliori. La sua vena monellesca e “cattiva” di recente si è espressa al meglio nel suo ultimo film, Killer Joe, dove mette in scena divertendosi un sacco e in perfetta sintonia con l'autore Tracy Letts una storia di white trash people, deliziando il pubblico di tutto il mondo.

Tra i tanti meriti di William Friedkin, passato dagli esordi nel documentari al cinema hollywoodiano e tornato alle origini indipendenti, c'è anche quello di essere un eccezionale talent scout e di aver saputo scegliere il meglio anche tra gli attori già affermati: nel 1971 con l'epocale Il braccio violento della legge lancia due assi come Roy Scheider e Gene Hackman (entrambi vincono l'Oscar grazie a lui) e con lui hanno offerto prove fantastiche tantissimi interpreti, esordienti assoluti come John Turturro e William Petersen in Vivere e morire a Los Angeles, così come  Willem Dafoe, all'epoca trentenne e sconosciuto al grande pubblico. E' stato sempre lui a inaugurare la seconda e migliore parte della carriera di Matthew McConaughey e adesso si prepara a lanciare altri attori nella serie tv da To Live and Die in L.A.

E' impossibile scrivere altro su di lui perché lui ha fatto anche questo e come al solito meglio di tutti: nella sua autobiografia “Il buio e la luce” (Bompiani, 2013), una lettura appassionante, divertente e a tratti inaspettatamente umile e commovente, c'è tutto quello che c'è da sapere su di lui. Per questo, anche se lui non tiene conto dei compleanni, diremmo che c'è più di un motivo per festeggiarlo in questa ricorrenza e noi abbiamo scelto di farlo con queste parole e ricordando i suoi film in questa photogallery. (le foto veneziane nell'articolo sono di Massimiliano Zoppo)

 


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