Vivere e morire a Los Angeles

Titolo originale: To Live and Die in L.A.

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Un agente federale, da tempo insieme ad un collega sulle tracce di un inafferrabile falsario, arriva una mattina all'alba nel covo che ospita la zecca clandestina e vi scopre un sacco pieno di dollari in biglietti da venti. Il falsario - Eric Masters - lo uccide. Il collega del poliziotto (morto a tre giorni dalla data del pensionamento) è il giovane Richard Chance, a lui legatissimo e per questo deciso a vendicarlo. Partito in coppia con il suo nuovo "gemello", l'agente John Vukovich, Richard si trova implicato in una serie di avventure rischiosissime contro l'astuto Masters e l'ambiguo e corrotto avvocato di costui; egli si mette in combutta con un certo Cody, un delinquente di mezza tacca, da cui il falsario ritiene di essere stato truffato, e con BiancaTorres (una informatrice della polizia, occasionale amante di Richard medesimo): tutto nell'intento di smascherare Masters e di vendicare l'amico ucciso. Vukovich, tipo non grintoso ma volenteroso, è al suo fianco e i due agenti, per la scarsa collaborazione dell'ufficio da cui dipendono, finiscono con l'uscire dai binari del regolamento, rapinando all'aeroporto un cinese ritenuto un corriere di dollari da destinare a Masters per costringerlo a scoprirsi. Alla fine, questi muore nel rogo della stamperia clandestina, ma muore anche l'impetuoso Richard. Sopravvive Vukovich, che ne eredita il coraggio.



CRITICA DI VIVERE E MORIRE A LOS ANGELES:

"La regia è serrata: la psicologia dei personaggi è delineata con tratti attenti e pertinenti. La fotografia è di notevole qualità e consegue effetti interessanti". ("Segnalazioni Cinematografiche", vol. 101, 1986)

SOGGETTO:

romanzo di Gerald Petievich


fonte "RdC - Cinematografo.it"
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