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Australia: quando volevamo essere una delle mucche di Hugh Jackman

Nei panni del mandriano Drover che fa innamorare Nicole Kidman, l'attore non è mai stato così sexy, come testimonia la scena cult della doccia.

Australia: quando volevamo essere una delle mucche di Hugh Jackman

Dopo il favoloso Moulin Rouge!, che resta ancora uno dei migliori musical moderni di tutti tempi, Baz Luhrmann si lanciò nel progetto più ambizioso della sua intera carriera, un kolossal alla Hollywood vecchia maniera che raccontasse la sua amata Australia. il regista scrisse una sceneggiatura e ambientò la vicenda della nobildonna inglese Sarah Ashley e del mandriano Drover nel 1939, anno di quel Mago di Oz la cui canzone "Over the Rainbow" viene spesso cantata dal personaggio di Nicole Kidman, e comunque Oz è uno dei nomi con cui viene chiamata l'Australia. Accanto all’attrice, già magnificamente diretta proprio in Moulin Rouge!, il regista volle mettere un altro australiano doc: Hugh Jackman.

Era il 2008 e l’attore aveva già una discreta carriera alle spalle. Era stato Wolverine in X-Men, X-Men 2 e X-Men: Conflitto finale, e aveva lavorato con Woody Allen (Scoop), Darren Aronofsky (L'albero della vita) e Christopher Nolan (The Prestige). Naturalmente l'attore conosceva Luhrmann, e quando costui lo chiamò al telefono, dicendogli di volersi lanciare in un film che mescolasse azione, romanticismo, dramma e commedia, Hugh rispose: "Ci sto". Jackman amava la cultura aborigena e gli spazi sconfinati degli Antipodi. Sapeva cavalcare e ancora non immaginava che le mucche che avrebbe dovuto far avanzare disciplinatamente per chilometri e chilometri si sarebbero rivelate animali ora cocciuti ora riottosi. Guardando Australia e l’attore al top della sua forma fisica, abbiamo spesso desiderato di trovarci al posto di uno di quei bovini. Gli avremmo obbedito con devozione, e avremmo accettato anche qualche frustatina. Felici, avremmo sopportato il giogo, ricompensati dalla visione della famosissima scena della doccia, la più hot del film. Poi però saremmo fuggiti lontano, perché Jackman non è vegano come Joaquin Phoenix, e anche a film ultimato ha continuato tranquillamente a nutrirsi di bistecche.

La scena della doccia di Hugh Jackman seminudo

Sul set di Australia, viste le infinite sfumature del suo Drover e i molti riferimenti cinematografici, Hugh Jackman si è sentito ora Clark Gable, ora Errol Flynn, ora John Wayne, ora Clint Eastwood, ora addirittura Indiana Jones. E durante la scena delle doccia chi pensava di essere? Così spalmato di sapone e a torso nudo, forse si sarà paragonato al Richard Gere di American Gigolo quando se ne sta appeso in calzoncini a una sbarra home made all'inizio del film. Stando a una sua dichiarazione durante un’intervista, Jackman non aveva la concentrazione necessaria per fantasticare. Mentre era sul set, con Baz Luhrmann che lo tempestava di indicazioni, l’attore doveva ignorare le risate della troupe. Dopo un primo take, si allontanò per un istante per fare una pausa e, quando tornò, molti erano a torso nudo, chi coperto di sapone, chi di olio. Il boomer brandiva il boom mostrando orgogliosamente i muscoli e sghignazzava sadicamente. In un modo o nell'altro la scena fu girata e Hugh che si lava alla luce della luna e del fuoco è sexy come non le è mai stato. Alla stessa Lady Ashley casca la mandibola per terra, ed è là che comincia a invaghirsi di Drover.

Australia: una serie di sfortunati eventi

La lavorazione di Australia fu funestata da un insieme di disgrazie, e le difficoltà si presentarono prima di girare, durante le riprese e all'indomani dell'uscita in sala. Ecco un elenco di sfortune.

  • Ben prima di pensare ad Australia, Baz Luhrmann era pronto per girare un peplum su Alessandro Magno con Leonardo DiCaprio e Nicole Kidman. Ma l'astuto Oliver Stone arrivò prima di lui e iniziò la lavorazione di Alexander, così al regista australiano non restò che ripiegare su un altro progetto, qualcosa che fosse più vicino a casa.
  • La prima scelta per il ruolo di Drover fu Russell Crowe, che però, irascibile com'era, se ne andò stizzito nel momento in cui, per problemi di budget, la produzione si vide costretta a ridurgli la paga.
  • Quando le riprese cominciarono, Nicole Kidman aveva appena scoperto di essere incinta. Siccome sul set il caldo era insopportabile, all'attrice capitò diverse volte di svenire mentre era a cavallo. Ogni giorno, inoltre, doveva combattere con le nausee mattutine.
  • Mentre la troupe girava in una remota landa dell'Australia occidentale, una pioggia torrenziale, la prima così forte in 50 anni, trasformò il set in una distesa di fango.
  • A metà lavorazione, i cavalli del film, così come la maggior parte di quelli che correvano felici in Australia, si ammalò di febbre equina.
  • Poco prima dell’uscita di Australia, un giornalista del Daily Telegraph scrisse che Baz Luhrmann aveva riscritto all'ultimo momento il finale del film per poi rigirarlo. Il motivo? Le pessime recensioni dei pochi che avevano visto Australia con discreto anticipo. Il regista negò e il co-presidente della Fox Tom Rothman disse che Luhrmann aveva avuto il final cut. Il regista ammise poi di aver scritto 6 finali diversi e di averne girati 3.
  • Metà della critica internazionale non gradì Australia e, nonostante il successo in patria, al botteghino americano il kolossal andò maluccio.
  • Quando la Kidman vide il film sul grande schermo, si pentì amaramente di averlo girato. Più tardi disse a un giornalista radiofonico di Sydney: "Non riesco a guardare questo film ed essere fiera di ciò che ho fatto. Per me è impossibile identificarmi emotivamente con ciò che racconta".
  • Il budget del film passò in un battibaleno da 100 a 150 milioni
  • Durante la lavorazione Hugh Jackman rischiò di essere punto da uno scorpione. Fu Nicole Kidman ad accorgersi che l'insetto si stava arrampicando sulla gamba del collega. Prontamente lo scansò con un cappello e l'attore ebbe forse salva la vita.
  • Mentre promuoveva il film, durante un talk show tedesco, la Kidman suonò un didgeridoo, tipico strumento musicale aborigeno consistente in un bastone nel quale si soffia. Gli aborigeni non gradirono affatto: secondo la loro tradizione, le donne non devono suonare il digeridoo. Se lo fanno, perdono la fertilità.

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