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Aspettando The Bikeriders: 5 film per tutti i gusti da (ri)vedere se amate le moto

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Amanti delle 2 ruote, a rapporto! Mentre attendete ansiosamente il debutto nelle sale di The Bikeriders, vi consigliamo 5 titoli tutti da (ri)vedere, a prova di rombo di motore! Sono film molto diversi tra loro per genere, anno di uscita e cast ma con un importante elemento in comune: le moto e l'adrenalina!

Aspettando The Bikeriders: 5 film per tutti i gusti da (ri)vedere se amate le moto

Il 19 giugno arriverà nei cinema italiani l'attesissimo The Bikeriders, ultima fatica di Jeff Nichols distribuito da Universal Pictures Italia. Il film con Tom Hardy, Austin Butler e Jodie Comer, ambientato negli Anni Sessanta, racconta la nascita dei Vandals MC, gang di motociclisti di Chicago destinata a diventare una vera e propria organizzazione criminale.

Le motociclette, simbolo di trasgressione e libertà, hanno sempre esercitato un discreto fascino sul grande schermo. Con loro, i motociclisti: ora spietati vagabondi, ora indomiti avventurieri. In ogni caso, spericolati ed impavidi artefici del proprio destino. Per restare in tema, proponiamo 5 titoli imperdibili per chi ama le scorribande a tutta birra su due ruote. Si tratta di film per tutti i gusti: che in sala preferiate la commedia, il biopic o il classico road-movie.

Li conoscete tutti?

1) Easy Rider di Dennis Hopper (1969)

Apriamo le danze con un grande classico che è, al tempo stesso, una pietra miliare del cinema della Nuova Hollywood. Easy Rider ha collezionato una valanga di vittorie e nomination ai premi più prestigiosi e, dal 1998, l'American Film Institute l'ha inserito nella lista dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi. In sella alle loro Harley Davidson, gli iconici protagonisti Capitan America (Peter Fonda), Billy (Hopper) e George Hanson (Jack Nicholson) intraprendono un viaggio dalla California a New Orleans, al termine del quale non saranno più gli stessi.

Ispirato al cult Il Sorpasso di Dino Risi, Easy Rider è un titolo intramontabile ed imprescindibile per gli amanti delle moto. A suon di motori rombanti, la pellicola ha tradotto in immagini il fermento e la controcultura del '68, fatta di desiderio d'evasione e di nuove sfide, audaci e senza limiti.

2) Troppo Forte di Carlo Verdone (1986)

Scritto da Carlo Verdone, Sergio Leone e Alberto Sordi, il film racconta la rocambolesca epopea di Oscar Pettinari (Verdone). Il romano, che si atteggia a duro figlio della strada, sogna di sfondare nel cinema con ruoli à la Sylvester Stallone, ma va incontro ad un'amara delusione delusione dietro l'altra. Dopo essersi reinventato come stuntman, viene convinto da un avvocato mitomane (Sordi) a truffare un ricco produttore cinematografico con un falso incidente stradale.

Cosa c'entrano le moto? Il protagonista della commedia campione d'incassi è inseparabile dalla sua Yamaha FZ750, uno dei modelli più performanti ed ambiti degli Anni Ottanta. In questo caso, il veicolo rappresenta uno status: quello del ragazzaccio di periferia tutto d'un pezzo dal quale è meglio stare alla larga. Sotto la corazza, tuttavia, Oscar ha il cuore d'oro di un sognatore. Curiosità: Eddie Lawson, quattro volte campione del mondo, nell'anno di uscita di Troppo Forte vinse la 200 miglia di Daytona con una moto dello stesso modello.

3) I Diari della Motocicletta di Walter Salles (2004)

Ispirat dai diari di viaggio di Ernesto 'Che' Guevara e premiato con l'Oscar per la Miglior canzone, I diari della motocicletta si colloca a metà tra il road movie e il biopic. Siamo nel 1952 e due giovani studenti universitari, Alberto Granado (Rodrigo de la Serna) ed Ernesto Guevara (Gael García Bernal) partono a bordo della 'Poderosa' (una Norton 500 M18 del 1939) per un viaggio attraverso il Sud America. L'avventura su due ruote, cominciata all'insegna della spensieratezza, si trasformerà in una vera e propria presa di coscienza grazie al confronto con diverse civiltà e al desiderio di rivoluzione.

I Diari della Motocicletta non s'ispira solo al già citato Latinoamericana di Che Guevara, ma anche a Un gitano solitario di Alberto Granado. La sceneggiatura porta la firma di Josè Rivera (On the Road) e la fotografia è di Eric Gautier (Into the Wild).



4) Ghost Rider di Mark Steven Johnson (2007)

Un pizzico di trash non si nega a nessuno, dunque cambiamo completamente terreno e spostiamoci nell'universo del cinecomic. Neanche la Marvel è rimasta immune al fascino delle moto ed ecco dunque Johnny Blaze (Nicolas Cage) - personaggio ispirato al celebre stuntman americano Evel Knievel - che combatte il male in sella al suo chopper. Quest'ultimo non è altro che la fedele riproduzione della Capitan America, la moto del personaggio di Peter Fonda in Easy Rider. Fun Fact: l'attore e regista fa parte a sua volta del cast di Ghost Rider, nel ruolo di Mefistofele.

Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare di un possibile reboot del franchise e, secondo i rumors, il divo più papabile a raccogliere l'infuocata eredità di Cage è Ryan Gosling. In effetti, in passato, l'attore dichiarò apertamente che gli sarebbe piaciuto interpretare lo scheletro centauro vincolato da un patto col diavolo. Al momento, nulla di concreto bolle in pentola.

5) Il Selvaggio di László Benedek (1953)

Difficile dimenticare Marlon Brando nel ruolo del ribelle motociclista Johnny Strabler. Torniamo, dunque, dove tutto ha avuto inizio. Ancor prima di Easy Rider, la rappresentazione delle moto sul grande schermo - e dello stereotipo del biker rissoso con indosso un giubbotto di pelle - affonda le radici ne Il Selvaggio. Strabler è il capo del Black Rebels Motorcycle Club, una gang di motociclisti che vandalizza e terrorizza varie cittadine. Arrivato a Wrightsville, Johnny conosce Kathie Bleeker (Mary Murphy), la figlia dello sceriffo, di cui si innamora. Al tempo stesso, in città giunge la gang rivale, The Beetles, capeggiata da Chino (Lee Marvin) e assetata di scontro.

Il cult trae ispirazione da un incidente accaduto nel 1947 a Hollister, in California. Per tre giorni e tre notti, 4000 motociclisti invasero le strade della cittadina senza che la polizia riuscisse a far nulla per impedirlo. La moto guidata da Brando nel film è una Triumph Thunderbird T6 650 cc del ‘49. Fu la prima Thunderbird che l'azienda inglese lanciò sul mercato e, al termine delle riprese, divenne la moto personale del divo. Quest'ultimo, per prepararsi al ruolo, frequentò alcune bande di giovani motociclisti, finendo anche col passare una notte in prigione.

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