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Un Piccolo Favore: spiegazione del film thriller vestito da commedia nera

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Tratto dall'omonimo romanzo di Darcey Bell, il brillante thriller Un piccolo favore si prende molte libertà rispetto al libro e, per averne chiaro lo svolgimento, questa spiegazione può tornare utile. Attenzione agli SPOILER se non avete ancora visto il film.

Un Piccolo Favore: spiegazione del film thriller vestito da commedia nera

Avviso Spoiler: se non avete ancora visto Un piccolo favore e non volete rovinarvi i colpi di scena del film, non dovete leggere questo articolo. Se non temete gli spoiler perché vi piace sapere in anticipo cosa accade oppure avete effettivamente visto il film e cercate una spiegazione, siete i benvenuti.

Forse vi è capitato di vedere Gone Girl - L'amore bugiardo e di aver pensato che questo Un piccolo favore potesse essere un suo lontano cugino. I due film hanno una struttura narrativa simile, ma un tono completamente diverso. Il primo è un thriller cupo e inquietante, il secondo è una commedia nera che si insinua nei meandri del mistero a colpi di fashion. Mantenere un tono leggero e giocoso nel raccontare un thriller è un'operazione estremamente difficile ma è stata questa possibilità, per quanto ardua, ad attrarre il regista Paul Feig nell'adattamento dell'omonimo romanzo di Darcey Bell (che non ha toni da commedia).

Le interpretazioni brillanti delle protagoniste Blake Lively e Anna Kendrick danno un significativo contributo al carattere sfrontato di Un piccolo favore che non vuole prendersi troppo sul serio, nonostante rivendichi una personalità tutta sua e riesca a omaggiare al contempo i thriller di Alfred Hitchcock, i libri di Patricia Highsmith e il celebre film del 1955 I diabolici di Henri-Georges Clouzot. La colonna sonora con la pop music francese degli anni 60, con un paio di brani di Serge Gainsbourg, si rivela infine la l'abito perfetto per vestire il mood della storia. Ma tornando alla trama, proseguite nella lettura per avere chiarezza sullo svolgimento degli eventi.

Un piccolo favore: la spiegazione del film con Blake Lively e Anna Kendrick

Nella prima scena del film appare Anna Kendrick nel ruolo di Stephanie. Il personaggio si sta riprendendo con una videocamera e si rivolge ai follower del suo vlog per aggiornali sulla scomparsa dell'amica Emily, avvenuta ormai cinque giorni prima. Ma giustamente per non far sentire smarriti i nuovi spettatori (noi inclusi), la donna fa un riepilogo di come loro due siano si siano conosciute (un incontro in cui tutto è messo a frutto per la storia tutto il fascino di Blake Lively) fino a quando Emily le ha chiesto Un piccolo favore, ovvero di prendere anche il suo bambino all'uscita da scuola perché lei avrebbe avuto un contrattempo sul lavoro. Il racconto più avanti si riallaccia al momento attuale che sta vivendo Stephanie e la narrazione prosegue in tempo reale.

Stephanie dunque sta investigando. Le viene detto dalla casa di moda in cui Emily lavora, che la sua amica è partita per Miami per alcuni. Intrufolandosi nel suo ufficio, Stephanie trova una strana fotocopia di un primo piano di Emily con scritto "Gotta have faith", bisogna avere fede. Seguendo la traccia di una follower del suo vlog che le dice di aver riconosciuto Emily a bordo di una Kia bianca a un distributore di benzina in Michigan, la polizia svolge le indagini in quella zona, rintraccia l'auto e ripesca da un lago il corpo di Emily senza vita. L'autopsia rivela danni al fegato per una frequente consumazione di alcol e tracce di abuso di eroina.

I sospetti si orientano verso il marito Sean, interpretato da Henry Golding, quando salta fuori un'assicurazione sulla vita di Emily del valore di 4 milioni di dollari stipulata pochi giorni prima della sua scomparsa. Questo non impedisce a Stephanie di avere una relazione con lui e di trasferirsi a casa sua con suo figlio, nonostante i pettegolezzi della gente. Quando Emily si fa viva "dall'oltretomba", Stephanie decide di condurre ulteriori indagini e incontra la pittrice che ha ritratto Emily tempo prima, con un nudo dal basso verso l'alto. Stephanie inizia a delineare un profilo molto più contorto della sua amica, tanto affascinante quanto vampira e bugiarda. Qui recupera una vecchia t-shirt di Emily, una nuova traccia da seguire.

La vlogger arriva allo Squaw Lake Bible Camp in cerca di inidizi e scopre che Emily si chiama in realtà Hope (speranza) e ha una gemella di nome Faith (fede). Quando aggiorna il vlog per i suoi follower che stanno crescendo esponenzialmente, come mostra il conteggio in basso destra, Stephanie è certa che Emily stia vedendo i suoi video e lancia un messaggio anche per lei.

È poi Emily stessa che ci fa sapere che una terza gemella di nome Charity (carità) morì alla nascita, un elemento che suggerisce il contesto familiare non esattamente salubre in cui lei e la sorella sono cresciute. Il padre abusava di loro e per questa ragione da ragazzine hanno incendiato un'ala della casa uccidendolo. Le due gemelle si separarono e mentre Hope/Emily riuscì a costruirsi una vita di successo con un'altra identità, Faith finì per vagabondare in preda a droga e alcol. Comprendiamo a questo punto l'estrema riservatezza di Emily nel parlare del suo passato e il desiderio di non apparire in alcuna fotografia.

In qualche modo Faith riesce a trovare la gemella e torna nella sua vita per ricattarla. Il fatto che fosse stata stipulata una polizza sulla vita di Emily è una coincidenza, ma al piano di far fuori la sorella, la donna aggiunge l'opportunità di riscattare quei 4 milioni spacciando il cadavere di Faith per il suo. Non può che funzionare, sapendo che nessuno, neanche il marito Sean, è a conoscenza dell'esistenza di una gemella. Purtroppo per lei, c'è di mezzo quella vlogger nerd che è sulla buona strada.

Per portare Stephanie dalla sua parte e impedire che riveli tutto, Emily tenta di persuaderla a incastrare Sean cercando di convincerla (con la registrazione che le fa ascoltare) che l'uomo non abbia sentimenti per lei. Nel frattempo Stephanie si coalizza con Sean creando la messinscena del colpo di pistola, con tanto di sangue finto, per indurre Emily a confessare l'omicidio della sorella, essendo la casa piena di cimici della polizia. Emily effettivamente confessa solo per stare al loro gioco. La donna aveva previsto questo scenario e aveva già rimosso tutti i microfoni nascosti.

Arriva il momento del doppio bluff. Con enorme sorpresa di Emily, Stephanie si era portata avanti di parecchio. Dal momento in cui è entrata in casa, era in corso un live streaming sul suo vlog grazie a una microcamera cammuffata da bottone della camicetta. Emily è fregata e tenta la fuga quando in strada, prima che possa sparare a Stephanie, è investita da Darren, che fino a quel momento era sempre stato un personaggio di contorno. Un piccolo favore termina con le didascalie tipiche dei film basati su una storia vera, per raccontare che fine hanno fatto i personaggi, ma non è che un altro elemento goliardico per ribadire quanto il film non voglia prendersi troppo sul serio.

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