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Saving Mr. Banks, la storia vera della mamma di Mary Poppins, Pamela Travers

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Saving Mr. Banks con Tom Hanks ed Emma Thompson racconta il difficile rapporto di lavoro tra Walt Disney e Pamela Travers, autrice di Mary Poppins. Ma chi era veramente Pamela Travers?

Saving Mr. Banks, la storia vera della mamma di Mary Poppins, Pamela Travers

Saving Mr. Banks con Tom Hanks ed Emma Thompson ci ha raccontato la lunga preproduzione di Mary Poppins negli anni Sessanta: un processo sofferto perché Walt Disney (Hanks) ebbe molte difficoltà a convincere la scettica Pamela Travers (Thompson) a concedergli i diritti dei suoi libri per l'infanzia, aventi come protagonista la severa ma sorridente governante (Julie Andrews nel film originale, Emily Blunt nel Ritorno di Mary Poppins).

Siccome Saving Mr. Banks si concede flashback nella vita della vera Pamela Travers, potremmo riflettere un attimo sulla sua biografia.

Saving Mr. Banks, Mary Poppins e la vera storia di Pamela Travers

Helen Lyndon Goff nasce nel 1899 a Maryborough, in Australia, da madre Margareth e padre Travers Robert Goff (nel film è Colin Farrell), un dirigente di banca declassato a impiegato a causa del suo alcolismo. Helen perde il papà quando ha sette anni. Durante la I Guerra Mondiale frequenta il liceo nel New South Wales: già da adolescente si diletta a scrivere poesie, ma specie negli anni successivi abbraccia il teatro. Ama cantare, ballare e recitare, però la sua famiglia è contraria, così sceglie un nome d'arte, Pamela Lyndon Travers, in chiaro omaggio al padre scomparso. Si unisce all'Allan Wilkie's Shakesperean Company, in tour per l'Australia e la Nuova Zelanda, prima di partire nel 1924 per l'Inghilterra. Il nome d'arte diventa nome reale: P. L. Travers.
Il suo talento per la scrittura e l'amicizia con il poeta ed editore George William Russell le permettono di incontrare e confrontarsi con nomi del calibro di W. B. Yeats, e mantiene una crescente ammirazione per i lavori di James Barrie, creatore di Peter Pan. Tra il 1927 e il 1934 convive con l'amica Madge Burnand, prima a Londra poi nel Sussex: nonostante Pamela abbia avuto rapporti sentimentali con uomini nel corso della sua vita, il legame con Madge ha portato più di un biografo a suggerire un'unione più profonda. Ad ogni modo è proprio nel Sussex, nell'inverno del 1933, che il primo libro con Mary Poppins prende corpo, anche se il personaggio era già nato in un racconto inedito del 1926. Mary Poppins (1934) e Mary Poppins Comes Back (1935), poi base del film Disney, rappresentano l'esordio di Pamela Lyndon Travers nel romanzo: nel corso della sua vita scriverà altri sei libri dedicati al personaggio, fino al 1988.

Saving Mr. Banks, la storia vera di Walt Disney e Pamela Travers

Nella foto: Julie Andrews, Walt Disney e Pamela Travers



Pamela Travers aveva mantenuto stretti rapporti con gli Stati Uniti: a cavallo della II Guerra Mondiale trascorse due estati tra i nativi americani, Navajo, Hopi e Pueblo, rimanendo per del tempo al Radcliffe College e allo Smith College, entrambi nel Massachusetts, come ospite. Proprio in questo periodo Walt Disney, che aveva conosciuto i libri di Mary Poppins grazie all'entusiasmo delle sue figlie, iniziò il suo stalking creativo ventennale nei confronti della Travers, per ottenere i diritti della trasposizione cinematografica. Non sappiamo se sia avvenuta davvero l'emozionante scena in cui Walt si reca a Londra, per parlare a Pamela a cuore aperto di padri e assenze. Sappiamo però che in effetti Disney viaggiò più di una volta in Inghilterra per incontrarsi con la Travers, magari per confronti meno retorici e poetici. Il viaggio di Pamela negli studi Disney del 1961 però è reale, come reali furono le difficoltà del team incaricato della trasposizione, nel rapportarsi con l'insofferenza dell'autrice. In effetti Walt assegnò alla Travers uno chauffer, portato sullo schermo da Paul Giamatti.
Nel film non c'è traccia di Camillus, il figlio adottivo irlandese di cui Pamela si prese cura a 40 anni, quando andò a vivere da sola. Il rapporto col giovane, poi precipitato nell'alcolismo come papà Travers, fu burrascoso: la sceneggiatura del lungometraggio non tocca l'argomento, ma riecheggia l'idea di figure maschili problematiche nel raccontare la vicenda.
La cocciutaggine di Pamela nell'accettare il registro del film risponde a verità, ma il film edulcora il confronto finale tra lei e Disney: è vero che Walt non l'invitò alla prima e lei lo pretese. Non sappiamo però se si commosse come in Saving Mr. Banks: sappiamo invece che, nel party dopo la proiezione, gridò a Walt che la sequenza animata andava assolutamente tagliata (e non lo disse commossa come nel film). Disney rispose, mettendo fine a ogni loro legame: "Pamela, la nave è salpata".
La Travers in seguito negò i diritti per qualsiasi sequel, impedendo anche ai compositori Richard & Robert Sherman di comporre nuove canzoni per la trasposizione teatrale del film. A dispetto delle sue rimostranze, le royalties del lungometraggio Disney le fruttarono tantissimo denaro. Alla sua morte nell'aprile 1996 a 96 anni, il suo patrimonio ammontava a oltre 2 milioni di sterline. Leggi anche La recensione di Saving Mr. Banks

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