La Bella e la Bestia: variazioni su una fiaba senza tempo

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La Bella e la Bestia: variazioni su una fiaba senza tempo

Con l'arrivo nei cinema italiani della versione live action di Bill Condon con Emma Watson e Dan Stevens, ricordiamo insieme le versioni più belle di La Bella e la Bestia, a partire proprio dal film d'animazione Disney del 1991 e andando a ritroso indietro nel tempo fino alla pellicola in bianco e nero di Jean Cocteau del 1946.

La bella e la bestia (1991)



La bella e la bestia del 1991 si afferra all'immaginario collettivo per non lasciarlo andare più, anche grazie alla colonna sonora composta da Alan Menken, regalandoci personaggi indimenticabili di cui sentiamo terribilmente la mancanza nelle versioni dove non sono presenti. Quasi non è la stessa la fiaba senza Lumière, Tockins, Mrs. Bric e Chicco, la tazzina scheggiata che quando torna bambino ha un adorabile spazio fra gli incisivi.
Belle sogna una vita a misura di libro: un'avventura grande in copertina, qualcuna piccola nel mezzo e il suo nome sopra la costa. Se capita, un amore messo lì tra le pagine. In un paesino che scarseggia di libri e di avventure, finisce per trovare la biblioteca più grande del mondo (alla faccia della metafora) nel castello di una spaventosa Bestia.
Il film, diretto dalla coppia Gary Trousdale e Kirk Wise (Il gobbo di Notre Dame e Atlantis - L'impero perduto), rimesta gli elementi della fiaba classica, li svecchia e li sradica dalla Francia settecentesca per trapiantarli nella Francia del Rinascimento Disney (si parla dei film degli anni '90), dove “Marie, le baguette!” e “vive l'amour, vive la dance!” diventano inni di una francesità stereotipata bene. Bene il cancan delle salviette a cena, bene l'accento “stupondo” del candelabro, bene l'appendiabiti coiffeur e il forno a legna chef di cucina. Benissimo i movimenti leggiadri di Belle che l'animatore Mark Henn (Jasmine, Mulan) impronta a quelli di una ballerina di Degas; lo notiamo ad esempio quando si siede a leggere con teatrali grand plié o piroetta per la città quasi in punta di piedi. Mentre la Bestia, sapientemente disegnata da Glen Keane è un collage perfetto di leone, gorilla, bufalo e cinghiale. Gaston infine è l'antagonista più arrogante e superficiale che si sia mai visto, anche se, per i misteri della comicità cartoon, risulta impossibile da odiare: come si fa a prendere sul serio uno che si vanta di primeggiare nelle gare di sputi?

La bella e la bestia (2014)



La versione più recente, quella francese del 2014 diretta da Christophe Gans, è una fiaba romantica a tinte fantastiche, più simile nel mood ai Fratelli Grimm e l'incantevole strega che al film d’animazione del 1991. La trama ha come punto di partenza la fiaba di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve (e non la versione ridotta di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont). E di fatti lo schermo è invaso da scenografie traboccanti d'oro, ampi costumi di seta, creature misteriose che popolano il castello, la natura è quasi viva con rampicanti di rose che si attorcigliano intorno ai finestroni e al grande camino al centro della sala, lungo le colonne e i corridoi, sulle pareti esterne e intorno alle guglie. Tutto questo lo rende un film da domenica pomeriggio, da guardare dimenticando per qualche ora le dinamiche misurate del magnifico cartoon Disney. Questa Bella è figlia di un mercante in rovina e ha 5 fratelli, ma finisce ugualmente prigioniera nel regno incantato della Bestia. Sotto il design felino del mostro, incredibilmente somigliante a quello del film di Cocteau, si scorge la mascella marcata e triangolare di Vincent Cassel. La trama prende una piega decisamente diversa dalle altre, condita di elementi sovrannaturali e colpi di scena che fanno di questa, se non la più bella, la versione più originale della storia.

Beastly (2011)



Primo e unico film non in costume di questa lista. Qui la storia d'amore è letteralmente spogliata di eccessi fiabeschi, Kyle e Lindy, i due protagonisti si muovono in jeans e sneakers. Addio farsetti, benvenute giacche di felpa. Alex Pettyfer, che interpreta la Bestia, non indossa costumi soffocanti tappezzati di pelliccia e anzi, i piercing a spirale e i tatuaggi che gli si arrampicano sul collo, ne fanno la prima Bestia punk, meno principe e più cantante di band. La Bella, invece, ha i tratti ispanici di Vanessa Hudgens.
Ispirato liberamente alla fiaba settecentesca, Beastly di Daniel Barnz non ha la pretesa di essere un adattamento fedele, ma una rivisitazione moderna senza sovrastrutture (maniche a sbuffo o canzoni "a buffo") e per questo si prende anche un sacco di licenze: il padre di Lindy "inventa" balle che proprina alla figlia per nascondere la dipendenza dalla droga; Mrs Brick fa da governante e Lumière da insegnante privato. Finalmente conosciamo meglio anche la fata/strega che lancia la maledizione, trascurata nelle versioni precedenti e interpretata in questo film da un'arruffata Mary-Kate Olsen.

La Bella e la Bestia (musical 1987)



Prima del film d'animazione del 1991, il regista Eugene Marner porta sullo schermo una versione musicale della fiaba. La bella e la bestia del 1987 fa parte dei Cannon Movie Tales, una serie di film creati dalla Cannon alla fine degli anni 80, ispirati alle fiabe dei Grimm, di Andersen e Perrault. Siamo nel sedicesimo secolo. Lo si intuisce dalle cappe pesanti e i calzoni gonfi sulle cosce "incalzamagliate". I fratelli di Beauty sono giovani viziati e capricciosi, coi giacchetti traforati con gioielli e la testa traforata e basta: i buoni consigli della sorella entrano da un orecchio ed escono dall'altro, effetto scolapasta. Rebecca De Mornay, la Bella della storia, è perfetta nel ruolo, con i suoi occhioni azzurri e i capelli biondi che si gettano nelle stoffe dorate, lungo i bustini damascati. Sul volto senza labbra della bestia (John Savage), invece, cresce il muso tronco e triangolare di un leone, la criniera si spettina andando verso l'alto in una specie di cresta di gallo che neanche David Bowie - ma in fondo sono gli anni 80. Nello sguardo poi ha qualcosa di malinconico, più di tutte le altre maschere di make up create fino a oggi. Il particolare più innovativo di questa versione è sicuramente l'aggiunta dei sogni della ragazza, nei quali tutte le notti incontra un bellissimo principe in cerca d’aiuto. Le canzoni invece non sono abbastanza coinvolgenti per competere con le musiche di Menken.

La bella e la bestia (1946)



Per salvare la vita di suo padre, Belle viene fatta prigioniera da una temibile bestia. Pian piano si accorge che l'orrido aspetto esteriore non corrisponde all'anima gentile del suo ospite e se ne innamora. Tutti gli adattamenti della fiaba francese partono da qui, da questo primo tentativo in bianco e nero di Jean Cocteau. Il bianco e nero accentua la minaccia dei corridoi e degli angoli in penombra, e fa risplendere per contrasto i dettagli di luce: i candelieri d'argento, le gorgiere ingioiellate e gli occhi della Bestia. La Bestia che è una miscela di tratti felini, manto tigrato e ondulate ciocche lanuginose, nasconde il volto di Jean Marais, sottoposto ad almeno 5 ore di trucco per entrare nel personaggio. E per tutto il castello, per tutto il film, riecheggia il suo ruggito: "LA BEEELLE!".
Forse agli spettatori dall'immaginazione comoda, abituati agli effetti speciali ultrarealistici della CGI e ai colori lampeggianti degli schermi HD, questa pellicola sgranata potrà non sembrare un granché. E tuttavia i film che più amiamo non ci sarebbero, o sarebbero molto diversi senza quel leone codardo (ricorda moltissimo il personaggio del Mago di Oz) che è la Bestia di Marais.

Altre versioni di La Bella e la Bestia, anche in TV



Tra le trasposizioni del racconto francese, non possiamo non citare il film tv del 1976 con George C. Scott e Trish Van Devere, che porta in scena una Bestia dall'aspetto di un cinghiale con il pelo fulvo e il portamento elegante, e una Bella più matura e consapevole delle altre. Oppure il tentativo austro-tedesco del 2012, Die Schöne und das Biest, in cui il destino della Bestia dalle corna caprine è legato all'intero giardino di rose che cresce intorno al castello. Elsa, la Bella, vive nella magione del mostro insieme ai due domestici, anch'essi afflitti dalla maledizione: uno ha orecchie d'asino, l'altra il grugno a fisarmonica di un maiale.

Anche il piccolo schermo ha la sua collezione di Belle infiocchettate e non, e Bestie più o meno animalesche. Nell'episodio dedicato della serie anni 80 Nel Regno delle fiabe, nei panni della Bella troviamo una giovanissima Susan Sarandon. Mentre Emilie de Ravin presta il volto al personaggio innamorato di Tremotino in C'era una volta. Esiste persino una versione nostrana, una miniserie per la tv che invece di tratti animali, piazza sulla faccia del protagonista (Alessandro Preziosi) una maschera, nemmeno, un monocolo bianco identico a quello del Fantasma dell'opera.


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