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Formula per un delitto: la storia vera che ha ispirato il thriller con Sandra Bullock e Ryan Gosling

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Come Nodo alla gola di Alfred Hitchcock anche Formula per un delitto tra spunto da uno dei casi di cronaca nera più atroci del ventesimo secolo.

Formula per un delitto: la storia vera che ha ispirato il thriller con Sandra Bullock e Ryan Gosling

Nel 2002 Barbet Schroeder, regista di film di successo come Barfly e Il caso von Bulow, presenta fuori concorso al festival di Cannes Murder by Numbers, Formula per un delitto, un giallo con Sandra Bullock, Ryan Gosling (al suo quarto film), Michael Pitt, Ben Chaplin e il compianto Chris Penn. Il titolo originale fa riferimento a una celebre canzone dei Police sulle regole del delitto perfetto. Sul set nacque una storia tra la protagonista e Gosling, che durò poco più di un anno. Ma Formula per delitto è in realtà il quarto adattamento cinematografico, almeno per quanto riguarda lo spunto iniziale, di una nota vicenda di cronaca nera avvenuta nel 1924.

La trama di Formula per un delitto

Due compagni di liceo, Richard Haywood (Gosling), ricco e popolare, e Justin Pendleton (Pitt), timido e introverso, escogitano insieme un piano per compiere il delitto perfetto. Uccidono una donna e fanno in modo di far ricadere i sospetti dell'omicidio su un bidello spacciatore di marjuana, di cui Richard è cliente. Quando il corpo della vittima viene ritrovato, incaricata delle indagini è la giovane detective Cassie Mayweather (Bullock) assieme al nuovo partner Sam Kennedy (Chaplin). Mentre lei sospetta immediatamente dei due, il caso le viene tolto dal suo superiore per il timore dell'intervento dei ricchi e influenti genitori di Richard e il danno che ne verebbe alla polizia. Sam continua a indagare da solo arrivando fino al bidello, che in seguito viene trovato morto proprio da Richard...

Il caso Leopold-Loeb che ha ispirato Formula per un delitto e altri film

Come dicevamo, Formula per un delitto è uno dei film che prende ispirazione, pur cambiando ambientazione e modalità specifiche, da un omicidio commesso nel 1924 da due giovani studenti dell'università di Chicago, Nathan Leopold Jr. e Richard Albert Loeb, che si conoscevano fin dall'adolescenza. I due, in quella che consideravano una prova della loro superiorità intellettuale e per compiere il delitto perfetto, uccisero un ragazzino di 14 anni, Bobby Franks. Il caso fece un grande scalpore e all'epoca venne chiamato “il delitto del secolo”. Entrambi vennero condannati all'ergastolo, ma Loeb fu ucciso in carcere da un detenuto nel 1936 mentre Leopold uscì in libertà vigilata nel 1958. Entrambi erano stati influenzati nel loro folle piano dalle teorie del superuomo del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, ovviamente interpretate in modo perverso.Nathan Leopold era figlio di una facoltosa famiglia di ebrei tedeschi immigrati ed era stato un bambino prodigio. All'epoca dell'omicidio aveva vent'anni e stava per iniziare gli studi alla scuola di legge di Harward dopo un previsto viaggio in Europa. Era poliglotta ed aveva una discreta fama come ornitologo. Il suo complice, Richard Loeb, era figlio dell'avvocato e vice presidente in pensione di Sears, Roebuck & Company, la celebre catena di grandi magazzini. Anche lui di intelligenza superiore alla media, era avanti di parecchio con gli studi ed era appassionato di storia. Era il più estroverso dei due: gli piaceva giocare a tennis, socializzare e leggere romanzi gialli. Prima dell'omicidio si esercitarono commettendo atti di vandalismo e furti. All'età rispettiva di 19 e 18 anni Leopold e Loeb decisero di rapire e uccidere un ragazzo e la loro scelta cadde su Bobby Franks, secondo cugino di Loeb e figlio a sua volta di un facoltoso industriale nel settore dell'orologeria. I due passarono sette mesi a progettare tutto nei minimi particolari, incluse le complesse modalità di richiesta dell'(inutile) riscatto, la costruzione di un alibi e il modo di rendere irriconoscibile il cadavere. L'arma del delitto scelta e acquistata fu uno scalpello. Il delitto avvenne il 21 maggio nell'auto guidata da Loeb che aveva fatto entrare il ragazzino con la scusa di un passaggio. Il 29 maggio i due confessarono il delitto, tutt'altro che perfetto, dopo esser stati convocati dalla polizia quando il loro alibi era ufficialmente crollato ed entrambi si accusarono reciprocamente dell'esecuzione materiale del delitto.

Formula per un delitto e gli altri film ispirati al caso Leopold-Loeb

Il primo a ispirarsi a questo clamoroso caso fu il commediografo Patrick Hamilton, che scrisse la pièce Rope, andata in onda sulla BBC nel 1939 e portata sul grande schermo nella versione più celebre e fedele da Alfred Hitchcok nel film Nodo alla gola con James Stewart del 1948, girato interamente in un unico, impossibile e apparente piano sequenza che ha fatto a lungo scervellare gli studiosi di cinema. Tutti ricordiamo la scena densa di suspense in cui l'azione si svolge attorno al baule dove è rinchiuso il corpo della vittima. Nel 1959 dal romanzo “Compulsion”, di Meyer Levin, che raccontava in forma di finzione l'accaduto, il regista Richard Flescher trasse il film Frenesia del delitto, con Orson Welles e Dean Stockwell. Dopo il film di Schroeder, Daniel Clowes ha preso ispirazione dal caso per il graphic novel “Ice Haven” (2005) e nel 2005 la storia è diventata oggetto di un musical off-Broadway, Thrill Me: The Leopold and Loeb Story.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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