Schede di riferimento
Interviste Cinema

Francis Ford Coppola, l'uomo delle sfide impossibili: "andare lì dove non sai cosa troverai è il mio unico vero talento"

54

Abbiamo incontrato il grande regista americano, re incontrastato dell'edizione 2019 del Cinema Ritrovato di Bologna con il suo Apocalypse Now - Final Cut.

Francis Ford Coppola, l'uomo delle sfide impossibili: "andare lì dove non sai cosa troverai è il mio unico vero talento"

Dopo essersi speso oltre il pensabile, nel corso di una Masterclass divenuta momento di confronto e scambio tra un signore di 80 anni che non si vuole rassegnare al ruolo di venerato maestro e quelle che forse sono le giovani promesse di domani, Francis Ford Coppola ha fatto il bis mostrandosi sorridente e disponibile di fronte alla stampa presente al Cinema Ritrovato, poche ore prima di salire sul palco allestito in Piazza Maggiore gremita in maniera quasi inverosimile per presentare al pubblico Apocalypse Now - Final Cut.
"Cadendo il quarantennale del film, dal Tribeca mi hanno chiesto quale versione volessi mostrare in occasione dei festeggiamenti, se la versione theatrical del 1979 o la Redux uscita nel 2001," racconta il regista. "Per me la prima era troppo corta: le pressioni da parte dei distributori mi avevano imposto tagli che mi erano risultati dolorosi; mentre nella seconda abbiamo messo davvero tutto quello che avevamo girato, tutto quello che ci pareva accettabile almeno, e alla fine era troppo lunga. Quindi ho pensato di rimetterci le mani per arrivare a una via di mezzo che potesse rappresentare la versione migliore, che servisse al meglio i temi del film. Per me un film deve essere sintetizzato in una o due parole: Il Padrino, per esempio, è un film sull'ambizione; La conversazione sulla privacy; e Apocalypse Now è un film sulla moralità."

Già al Teatro Manzoni, Coppola aveva rivendicato come il suo fosse stato il primo film a raccontare la guerra del Vietnam ("Il cacciatore era uscito prima, ma solo perché noi eravamo ancora impelagati nel montaggio"), e ricordato come quel film avesse rappresentato una sfida rischiosissima, e torna così suquell'esperienza: "Nella mia carriera ho sempre voluto evitare di fare sempre lo stesso film. Ho sempre pensato che se avessi fatto film diversi avrei imparato di più, e avrei finalmente da vecchio trovato il mio stile, perché da giovane non lo sai quale sia, il tuo stile. Io non sapevo come avrei fatto Apocalypse, ma tu sei attento è il film a dirti come deve essere fatto, ci metti quello che ti sembra giusto sul momento. Poi, certo, avevo paura. Rischiavo di mandare in bancarotta la mia famiglia e la mia carriera, perché non sapevo come il film sarebbe andato a finire. Ma in fondo è la vita stessa a essere così, non sai mai davvero come andranno le cose: e andare lì dove non sai cosa troverai è forse il mio unico vero talento."
Gran consolazione, ricorda il regista, era avere con sé sul set tutta la sua famiglia. "Ho sempre avuto una regola: se dovevo stare lontano da casa per più di due settimane, portavo i miei figli con me. Così io trovavo sostegno, e loro si divertivano, imparando anche come funziona il cinema."

Sempre proiettato verso il futuro, sempre aperto verso i giovani, "che riescono a vedere cose che noi vecchi non vediamo più, ad avere idee e intuizioni che noi non siamo più in grado di avere", Coppola si fa molto serio quando deve parlare di Megalopolis, il suo progetto arenato da anni in cerca di fondi produttivi. "Megalopolis è un film molto grande, richiede un budget importante: mi piacerebbe molto riuscire a farlo, ma la situazione un po' come quella di Apocalypse Now: gli attori sono scettici e nicchiano a legarsi al progetto, e le produzioni non se la sentono di rischiare i loro soldi. Vedremo se sarò mai in grado di farlo," spiega. "Ancora una volta si tratta di correre dei rischi: certo, può essere meglio non farlo e vivere tranquilli, ma l'evoluzione dell'umanità è stata tale grazie alle persone che si sono prese dei rischi non sapevo quale sarebbe stato l'esito della loro impresa. Ho solo una vita," dice il regista, "e voglio affrontare tutte le avventure che mi si presentano davanti, anche se si tratta di viaggi di cui non conosco la destinazione. Non puoi fare arte se non corri qualche rischio."

Da qui, a una sorta di pacata ma netta invettiva contro l'attuale sistema hollywoodiano e il capitalismo fuori controllo, il passo è breve: "Le major ti vendono sempre la stessa cosa per fare soldi, un cinema è che arte dannosa e malata, l'equivalente cinematografico del junk food, e di quei cibi di scarsa qualità promossi dall'industria alimentare che poi alimenta il business delle case farmaceutiche. Per me è orribile questo stato delle cose," afferma Coppola." Non ci sono più regole su quel che è lecito fare pur di guadagnare, il cinema è parte di questo. Pensate agli Stati Uniti e alle stragi che avvengono di continuio: la libera vendita delle armi è parte del problema, ma lo è anche il fatto che ci sia questo enorme disagio psicologico diffuso, figlio di quelle pubblicità che fanno leva sulle insoddisfazioni e le ansie delle persone, che ti vogliono ricco e di successo a ogni costo.
Io sono entrato nel mondo del vino nel momento giusto, e sono abbastanza bravo, e così ho guadagnato abbastanza per vivere bene, ma la ricchezza non importa. Puoi essere felice anche con poco, la vera ricchezza quella di una vita semplice, piena di affetti e di amicizia."



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming