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Woody Allen dà l'addio al cinema: il film che sta girando in Francia sarà il suo ultimo

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Ora è ufficiale: Dopo il film che sta girando a Parigi, Woody Allen smetterà di fare il regista. Lui stesso ne ha dato notizia a un giornale spagnolo. Inutile dire che ci mancherà moltissimo.

Woody Allen dà l'addio al cinema: il film che sta girando in Francia sarà il suo ultimo

Istruzioni per l'uso del breve articolo che segue: questo non è un coccodrillo, un epitaffio, l'annuncio di un lutto, e quindi è vietato rattristarsi e versare lacrime, perché la natura spesso fa il suo corso, la vita è imprevedibile e non tutti sono Clint Eastwood. L'avete letto nel titolo della news e forse già lo sapete perché non si parla d'altro: Woody Allen ha deciso di congedarsi dal cinema. Il suo nuovo film, attualmente in lavorazione, sarà l'ultimo, anche perché si tratta del cinquantesimo, e cinquanta è un bel numero tondo con cui congedarsi. 

Il sospetto che il film francese con attori francesi di Woody Allen sarebbe stato la sua ultima fatica, lo avevamo già, lui stesso l'aveva anticipato, ed è bello che il regista che ha descritto New York come nessuno mai abbia scelto di girare a Parigi, che poi è la sua città europea del cuore e il posto migliore in cui perdersi a mezzanotte. Già perché Woody ha avuto sempre grandissima popolarità nel vecchio continente, specialmente da quando gli sono piovute addosso accuse di molestie sessuali e attori che avevano lavorato con lui hanno sdegnosamente preso le distanze. Il regista di Radio Days si è rammaricato, ma ha preferito non combattere all'infinito, e a un certo punto ha dichiarato: "Presumo che per il resto della mia vita un gran numero di persone penserà che sono stato un predatore. Qualunque cosa dica suona egoistica e difensiva, quindi è meglio se vado a modo mio e lavoro".

Woody, insomma, ha evitato diluvi di giustificazioni ma a modo suo ha risposto con Rifkin’s Festival, che non è uno dei suoi film migliori, ma che, attraverso il professore di cinema interpretato da Wallace Shawn, esprime la malinconia di chi non si riconosce più nel mondo cinematografico di cui ha fatto parte. Come Mort Rifkin che si apriva alla vita, all'incanto di un palpito d'amore e alla contemplazione della bellezza di un luogo, Mr. Allen ha scelto di assaporare piano piano gli anni che verranno e di impiegare in altro modo la sua creatività.

L'addio di Woody Allen alla regia

Woody Allen ha dichiarato che si fermerà a 50 film durante un'intervista al giornale spagnolo La Vanguardia. Ha detto, appunto, che il prossimo film sarà l'ultimo e che dedicherà il tempo a venire alla scrittura, attività che gli riesce benissimo. Nel 2020 il regista ha pubblicato la sua autobiografia, intitolata "A proposito di Niente", e fra poco uscirà la sua raccolta di racconti "Zero Gravity". Nella stessa intervista Allen ha detto che il suo nuovo film sarà un thriller in stile Match Point, e quindi incentrato su un'ossessione amorosa, e che lo si può definire "divertente, drammatico e anche molto sinistro".

Nonostante le sue commedie siano fra le migliori di questo secolo e del secolo scorso (e a voi la scelta fra commedie slapstick, commedie sofisticate, commedie degli equivoci e commedie romantiche), non ci dispiace che il dittatore dello stato libero di Bananas termini la sua carriera con un film drammatico, e questo perché è in capolavori come Crimini e misfatti che viene fuori la sua visione del mondo, che altro non è se non una gigantesca Babele abbandonata da Dio (che infatti non esiste) e abitata perlopiù da uomini presuntuosi come il tizio che in Io e Annie pontificava mentre era in fila per entrare al cinema. A Woody la vita è apparsa sempre come amava descriverla il padre di Zelig, è cioè "un incubo di dolore senza senso". Solo l'arte lo ha salvato, insieme al sogno che andava in scena nelle sale cinematografiche e che una volta (ne La rosa purpurea del Cairo) ha perfino invaso il la realtà. Ora quel sogno è cambiato, è diventato effimero ed è stato mortificato e destinato a schermi sempre più piccoli. Mesi fa il regista ha detto: "Il brivido se n’è andato". Non c’è cura per questo calo di energia, e a noi non resta che adeguarci. E quindi ci faremo andare bene le storie scritte, completando la costruzione di luoghi e personaggi con la nostra immaginazione. Nel farlo, terremo bene a mente che Manhattan è splendida soprattutto con la pioggia, che Coney Island irradia una luce arancione e che il Sud della Francia è un po' come lo ha lasciato Francis Scott Firzgerald.

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  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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