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The Blair Witch Project, gli interpreti originali prendono di petto la Lionsgate, per soldi e per principio

Dopo lo sfogo di qualche giorno fa di Joshua Leonard, si sono uniti a lui Heather Donahue e Michael C. Williams per chiedere alla Lionsgate di essere consultati e remunerati per lo sfruttamento del marchio The Blair Witch Project da parte della Lionsgate. Alla luce del nuovo reboot annunciato.

The Blair Witch Project, gli interpreti originali prendono di petto la Lionsgate, per soldi e per principio

Qualcosa era nell'aria, e si era già capito dallo sfogo di Joshua Leonard dopo l'annuncio di un nuovo reboot per The Blair Witch Project: gli interpreti del film originale del 1999, che oltre a Leonard erano Michael C. Williams e Heather Donahue (che ora si chiama Rei Hance), hanno pubblicato su Facebook un comunicato pubblico rivolto alla Lionsgate, proprietaria del marchio. Ci sono richieste economiche ma anche morali. Leggi anche The Blair Witch Project, il reboot spinge uno degli attori originali a uno sfogo

The Blair Witch Project, il trio originale chiede di contare nelle decisioni della Lionsgate

Budget di 60.000 dollari, incasso mondiale di quasi 250 milioni: il rapporto costi/ricavi dell'originale The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair del 1999, scritto e diretto da Edúardo Sánchez & Daniel Myrick, fa ancora sognare qualsiasi casa di produzione. Ci fu un sequel confezionato a tempo di record, che andò però molto al di sotto delle aspettative: Il libro segreto delle streghe - Blair Witch 2 (2000) di Joe Berlinger incassò nel mondo 47.700.000 dollari per 15 milioni di budget (fonte Boxofficemojo). La Lionsgate, attuale proprietaria del marchio, ha diversi anni dopo tentato di rilanciare la saga con Blair Witch (2016) di Adam Wingard, sempre fermandosi sui 45 milioni di dollari al boxoffice mondiale, seppur con un budget più cautelativo sui 5. Successi relativi, ma non trionfali come l'originale, tanto che la Lionsgate ha unito le sue forze a quelle del producer esperto di horror Jason Blum, per tentare la carta di un nuovo reboot. A questo punto però Joshua Leonard, Michael C. Williams e Rei Hance (precedentemente nota come Heather Donahue), gli interpreti del capostipite, non ci stanno e pretendono di essere riconosciuti, creativamente ed economicamente. Il comunicato è accompagnato da un altro di sostegno alle richieste del trio, giudicate legittime dagli autori del film originale, cioè i registi Sánchez e Myrick, oltre ai producer Gregg Hale, Robin Cowie e Michael Monello. Esaminiamo ora le richieste nel comunicato.


I due attori e l'attrice chiedono prima di tutto di ricevere le percentuali sindacali, retroattive e future, per lo sfruttamento del film originale: eticamente corretto, ma potrebbe essere facile per la Lionsgate resistere a questa richiesta sul piano legale, perché i tre, come ammettono loro stessi, non erano iscritti al sindacato SAG-Aftra e il film non fu realizzato seguendone le regole. In secondo luogo, Leonard, Williams e Hance si sentono coautori e corresponsabili del marchio, e chiedono finalmente di essere consultati creativamente per ogni iniziativa futura che lo riguardi. In terzo luogo, simbolicamente, chiedono che la Lionsgate si impegni a donare 60.000 dollari a giovani autori o autrici che vogliano realizzare il loro primo lungometraggio, con la stessa cifra che usarono loro. Le richieste avranno seguito? Le reazioni dei fan del film originale, dalla parte del trio, potrebbero boicottare un altro reboot che gli ignorasse ancora? 

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