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The Blair Witch Project, il reboot spinge uno degli attori originali a uno sfogo

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Joshua Leonard, uno degli interpreti originali di The Blair Witch Project, all'annuncio del reboot ha scelto Instagram per sfogarsi sul trattamento economico riservato a lui e agli altri interpreti del film-fenomeno del 1999.

The Blair Witch Project, il reboot spinge uno degli attori originali a uno sfogo

Da qualche giorno è stato annunciato ufficialmente un reboot della saga di The Blair Witch Project: la notizia ha scatenato uno sfogo frustrato di Joshua Leonard, parte del terzetto che "si perse nel bosco" nell'ormai lontano 1999, quando un film girato per appena 60.000 dollari ne portò a casa nel mondo 248.640.000 (fonte Boxofficemojo). Nacque il marketing virale, nacque l'economico filone dell'horror "found footage", che simulava il ritrovamento di riprese amatoriali. Persino Paranormal Activity ne è un erede, ma chi creò quella rivoluzione - a detta di Joshua oggi - continua a essere trattato come l'ultima ruota del carro. Leggi anche The Blair Witch Project, un reboot del celebre horror è in fase di sviluppo: l'annuncio di Jason Blum

Joshua Leonard e le frustrazioni di The Blair Witch Project

The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair (1999) di Edúardo Sánchez & Daniel Myrick è stato uno dei più grandi successi della storia del cinema, se paragonato al suo ridicolo budget di produzione. Qualche giorno fa la Lionsgate e la Blumhouse ne hanno annunciato un reboot (il secondo!), a 25 anni di distanza dal prototipo, che simulava di aver ritrovato le riprese amatoriali di tre ragazzi scomparsi, mentre realizzavano un documentario su una strega: erano Heather Donahue, Michael C. Williams e Joshua Leonard. Erano i loro veri nomi, in un tilt tra finzione e realtà che funzionò alla grande per attirare pubblico, addirittura dandoli per scomparsi! Una procedura perfetta per l'era pre-social (e con internet non ancora padrona delle nostre vite). Proprio Leonard ha però saputo del reboot solo per caso, come tutti noi. La cosa lo ha esasperato... e non è la prima volta che si sente messo da parte nello sfruttamento del marchio. Ecco cosa ha scritto su Instagram:

Dunque, questa è la MIA faccia su un comunicato stampa riguardante un film fatto da due studi importanti, per i quali ho lavorato e che rispetto. La COSA ASSURDA è che io non ne sapevo nulla finché un amico non mi ha mandato uno screenshot ieri, con sopra scritto "Congratulazioni". La mia frustrazione è aumentata dal fatto che ho cercato di coinvolgere la Lionsgate per oltre un mese in una proiezione di beneficenza di BWP, che sto organizzando per gli artisti senza copertura sanitaria, e NESSUNO mi ha filato. E sì, sono stato a riflettere questa volta, dopo aver visto i miei collaboratori su BWP di recente e aver condiviso con loro alcuni ricordi... belli e DI MERDA.
FATTO: Nel 1999, il distributore originale di BWP sostenne di aver diffuso il più remunerativo film indipendente di tutti i tempi (comprato per 1 milione, ne fece 250), mentre internamente ci vene detto che in realtà stavano perdendo soldi col marketing, quindi NOI eventualmente avremmo dovuto dare A LORO dei soldi.
FATTO: Siccome nel primo film usammo i nostri veri nomi, lo studio li mise sotto copyright. Abbiamo dovuto trascinarli in una corte federale per riottenere i NOSTRI NOMI.
FATTO: Una gola profonda di Hollywood ha detto alla stampa che noi del cast fummo pagati 4 milioni di dollari per cedere la nostra quota di proprietà del film, quando in realtà facemmo 300.000 dollari... e non abbiamo MAI PIU' VISTO altri soldi. Dopo aver comprato una macchina e aver pagato i debiti da studente, Mike è tornato a lavorare nei traslochi a dodici mesi dall'uscita del film, mentre era ancora sulle copertine delle riviste.
Ci sono stati molti fattori che hanno resto BWP un successo: il momento giusto, il marketing... ma c'era anche il FATTO che noi pazzi ci mettemmo insieme, praticamente senza avere risorse, e FACEMMO UN FILM CHE FUNZIONAVA! Possiamo mettere agli atti che il film stesso è una buona parte del motivo per cui ne parliamo ancora dopo 25 anni?
Io sono fierissimo del nostro piccolo film punk-rock, e AMO i fan che ne mantengono vivo il ricordo. Ma a questo punto parliamo di 25 anni di mancanza di rispetto, da parte delle persone che si sono intascate il grosso dei soldi dal NOSTRO lavoro, e questa cosa è allo stesso tempo schifosa e inelegante.
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