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Non solo Parasite: con K-Cinema arrivano al cinema a luglio quattro film coreani da non perdere

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Little Forest, A Taxi Driver, The Gangster, The Cop, The Devil e Burning compongono in pacchetto confezionato dalla Tucker Film.

Non solo Parasite: con K-Cinema arrivano al cinema a luglio quattro film coreani da non perdere

Dopo la Palma d'Oro vinta al Festival di Cannes, continua il grande successo internazionale di Parasite, il nuovo film del regista sudcoreano Bong Joon-ho (e a questo link vi raccontiamo di più su di lui).
Dopo gli incassi del primo weekend in patria, la corsa trionfale ai botteghini sta continuando, e il film sta per diventare il maggior incasso di sempre per una Palma d'oro; in Australia, ha appena vinto il Sydney Film Festival; e da noi, gli ottimi riscontri avuti nelle rassegne Cannes a Roma e Cannes a Milano fanno ben sperare per il suo risultato commerciale quando, nel tardo autunno, Academy Two lo distribuirà nei cinema.

C'è da sperarlo, perché Parasite è un film di grande valore, e perché sarebbe ora che in Italia si vincesse il pregiudizio di larga parte del pubblico nei confronti del cinema orientale, spesso identificato con un cinema eccessivamente autoriale, e comunque noioso. E invece il cinema orientale, e quello sudcoreano in particolare (che oramai è la quinta potenza cinematografica mondiale in quanto a incassi), è tutt'altro, è spesso e volentieri cinema popolare di elevatissima qualità; e lo sanno bene quelli di Tucker Film, la società di distribuizione friulana dietro la quale ci sono gli organizzatori del Far East Film Festival, che è una delle maggiori manifestazioni mondiali dedicata al cinema orientale.

E allora, un po' per cavalcare - giustamente - il successo di Parasite, e un po' per preparare il pubblico italiano alla sua uscita, ecco che Tucker Film ha preparato un pacchetto di quattro ottimi recenti film provenienti dalla Corea del Sud, battezzato K-Cinema, che verrà distribuito dalle migliori sale italiane in luglio.
A comporre questo poker di titoli sono: la commedia Little Forest di Yim Soon-rye (2018),il blockbuster d'impegno civile A Taxi Driver di Jang Hun (2017), il thriller d'azione The Gangster, The Cop, The Devil di Lee Won-tae, visto anche lui allo scorso Festival di Cannes e già in predicato di essere rifatto a Hollywood da Sylvester Stallone e, last but not least, l’attesa anteprima del bellissimo Burning – L’amore brucia di Lee Chang-dong, che poi sarà distribuito autonomamente a settembre, sempre sotto il segno della Tucker Film.

Qui di seguito ecco come vengono presentati i film da quelli di Tucker:

LITTLE FOREST
Tratto da un manga giapponese, ma adattato allo stile narrativo sudcoreano, Little Forest racconta (anzi: dipinge) con sorprendente delicatezza la storia di una fuga e di una rinascita. La fuga e la rinascita della giovane Hye-won, in crisi professionale e sentimentale, che abbandona la frenesia della metropoli per imparare la lentezza della vita rurale. I codici e i segreti dell’essenzialità. Little Forest è uno sperduto villaggio dove le radici (emotive) dell’infanzia corrispondo alle radici (fisiche) della terra. Little Forest è una piccola cucina dove i nudi frutti dell’orto diventano golose ricette conviviali. Abbiamo bisogno di tanto altro, per essere felici?

A TAXI DRIVER
La mente corre a De Niro e Scorsese, certo, ma questa non è la New York degli anni ‘70: è la Seoul degli anni ‘80. Jang Hoon ci fa salire su un taxi e ci (ri)porta nel buio di Gwangju, dove sta per esplodere la grande rivolta popolare contro la dittatura di Chun Doo-hwan. Dieci giorni di lotta, dieci giorni di feroce repressione. Il 18 maggio 1980 rappresenta ancora una ferita aperta, nel cuore della Corea del Sud, e i dodici milioni di spettatori che hanno applaudito A Taxi Driver lo dimostrano. Blockbuster o inno civile? Un inno civile che parla il linguaggio del blockbuster, affidandosi – tra lacrime, risate, azione – al gigantesco Song Kang-ho: il pupillo di Bong Joon-ho da Memories of Murder a Parasite.

THE GANGSTER, THE COP, THE DEVIL
Le vie dell’action-thriller sono infinite, o quasi, e il cinema sudcoreano le sa percorrere a occhi chiusi. Dal punto di vista delle strutture narrative e, naturalmente, dal punto di vista stilistico. Pensiamo a The Chaser. Pensiamo a The Man from Nowhere. Pensiamo ai tanti cult che gli appassionati conoscono a memoria. The Gangster, The Cop, The Devil, però, non si accontenta e moltiplica tutto per tre: l’elemento crime, l’elemento poliziesco, l’elemento noir. Più che l’ennesima variazione sul tema, un appassionante – e divertente! – virtuosismo pop. La storia di un’alleanza spericolata tra uno sbirro e un bandito, impegnati a costruire una tregua per neutralizzare un serial killer. Chi sono i buoni e chi sono i cattivi?

BURNING – L’AMORE BRUCIA
Come Little Forest, anche Burning deriva da uno spostamento fra Giappone e Corea del Sud: il Giappone di Murakami, autore del racconto alla base del film (Granai incendiati), e la Corea del Sud di Lee Chang-dong, regista del memorabile Poetry (Tucker Film – 2011), che ha saputo trasformare quelle brevi pagine in un massiccio “romanzo cinematografico”. Un potentissimo dramma dell’anima che osserva la sintassi del mistery-thriller, scavando dentro le inquietudini e le ombre di uno strano triangolo (amoroso?). Ieri e oggi, ricchezza e povertà, dovere e piacere: tutto è doppio, tutto può doppiamente ingannare gli occhi e il cuore… Per Barack Obama, icona stessa dell’Occidente contemporaneo, il miglior titolo del 2018.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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