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Bong Joon Ho: chi è il vincitore della Palma d'oro del Festival di Cannes 2019 e dove vedere i suoi film

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In attesa che il film premiato, il bellissimo Parasite, arrivi nei cinema italiani distribuito da Academy Two.

Bong Joon Ho: chi è il vincitore della Palma d'oro del Festival di Cannes 2019 e dove vedere i suoi film

Il Festival di Cannes 2019 si è chiuso sabato sera, e a vincere la Palma d'Oro è stato un film amatissimo dal pubblico e della critica presenti sulla Croisette: Parasite, che è il nuovo film del regista coreano Bong Joon Ho. Questo, probabilmente, lo sapete tutti o quasi; altrettanto probabili è che molti di voi non conoscano - in toto o nel dettaglio - la carriera e i film di questo grande regista, che con il collega Park Chan-wook (quello di Old Boy, Stoker e The Handmaiden, tanto per capirci) è senza dubbio il nome più importante del cinema coreano contemporaneo, e di quella New Wave locale che - a partire dalla fine degli anni Novanta - ne ha fatto una delle cinematografie più vitali e interessanti del mondo, sostenendo anche un'industria che, oggi, sforna blockbuster in grado di rivaleggiare con gli omologhi hollywoodiani.

Classe 1969, figlio di un designer e nipote di un importante scrittore coreano, Bong Joon Ho si appassiona al cinema durante gli studi universitari di sociologia, e vi si dedica completamente dopo la laurea.
Dopo aver lavorato come sceneggiatore, nel 2000 dirige il suo primo film, una commedia nera intitolata Barking Dogs Never Bite, ispirata dal racconto di Marie Louise Ramée "Il cane delle Fiandre", molto popolare in estremo oriente. Il film - storia di un professore universitario che, sfinito dai suoi latrati, rapisce il cane del vicino, venne presentato in concorso al Festival di San Sebastian, e ottenne riconoscimenti anche allo Slamdance e a Hong Kong.
Ma la grande popolarità in patria e all'estero il regista l'ha ottenuta con il successivo Memories of Murder, uno straordinario thriller ispirato alle vicende di un omicida seriale avvenute nella provincia di Gyunggi negli anni Ottanta, quando il paese era sotto una dittatura militare, e raccontate anche in una pièce teatrale che a Bong è servita da canovaccio. Anche questo presentato a San Sebastian (ma anche a Torino, dove vinse il premio del pubblico) Memories of Murder mescola in maniera sapiente thriller, dramma, commedia e storia della Corea moderna, ed è stato uno dei film che ha attirato su Bong l'attenzione di un cinefilo vorace e molto esperto di cinema orientale come Quentin Tarantino. Oltre ad essere stato un campione d'incassi in patria.

Purtroppo Memories of Murder non è disponibile in streaming, e sul mercato italiano dell'home video esiste solo un DVD della Dolmen, ma su Netflix è invece possibile vedere The Host, che di Bong è stato il film della consacrazione, con oltre 13 milioni di biglietti staccati in Corea e successi di critica e pubblico in tutto il mondo. Uno dei migliori monster movie del Ventunesimo secolo, The Host racconta di una spaventosa creatura anfibia che emerge dalle acque del fiume Han, che attraversa Seoul, e contro la quale lotteranno non solo le autorità, ma anche e soprattutto una famiglia di derelitti.

Dopo The Host, Bong viene chiamato, assieme a Michel Gondry e Leos Carax, a dirigere uno dei tre episodi che compongono il collettivo Tokyo!, che trovate disponibile per il noleggio e in vendita su Rakuten TV, Tim Vision, Google Play e Chili; successivamente firma il suo quarto lungometraggio, Mother, che è un film intenso e commovente a cavallo tra il dramma e thriller, raccontando la storia di una madre anziana e testarda che si mette alla ricerca del vero autore di un omicidio di cui è stato accusato suo figlio.  Mother segna la prima partecipazione di Bong al Festival di Cannes, sezione Un Certain Regard, ed è disponibile in Italia solo in formato DVD, targato PFA Films.

Dopo Mother, Bong collabora con Park Chan-wook per il suo primo film in lingua inglese, il distopico Snowpiercer, che è l'adattamento serie a fumetti francese "Le Transperceneige", storia di un convoglio ferroviario che viaggia senza mai fermarsi attorno a una Terra oramai piombata in una nuova era glaciale, dove la divisione in classi dei vagoni diventa qualcosa di più che una semplice metafora.
Snowpiercer è disponibile in streaming su Netflix (ma anche su Chili, Tim Vision e molte altre piattaforme), e proprio il marchio di Netflix porta il successivo Okja, che venne presentato in concorso al Festival di Cannes nel 2017, l'anno che segnò la rottura dei rapporti tra il festival francese e il colosso dello streaming. Unico passo falso del regista coreano fino a oggi, Okja porta comunque la firma del suo autore nelle idee alla base della sceneggiatura (si parla ancora una volta di classi sociali, ma anche di animalismo e capitalismo), e in numerose sequenze di grande efficiacia. Ovviamente, è in streaming sulla piattaforma di Netflix.

Il consiglio spassionato è quello di recuperare il maggior numero possibile dei film di Bong Joon Ho, preferibilmente andando in ordine cronologico, o comunque non prescindendo da Memories of Murder, The Host, Mother e Snowpiercer. Non solo per arrivare preparati all'uscita italiana di Parasite, che Academy Two distribuirà nel corso dei prossimi mesi (al momento, si parla di dicembre 2019), ma per godere del talento di un regista capace di coniugare lo spettacolo e la qualità come pochi altri e che, fino a questo momento, le nostre distribuzioni hanno colpevolmente ignorato.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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