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Le Regole del Caos: verità e finzione nel secondo film da regista di Alan Rickman

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Nel secondo film da regista del compianto attore inglese la storia d'amore inventata tra il vero architetto di Luigi XIV André Le Nôtre e il personaggio fittizio di Madame De Barre.

Le Regole del Caos: verità e finzione nel secondo film da regista di Alan Rickman

Sono già 4 anni che il grande, indimenticabile attore britannico Alan Rickman ci ha lasciato prematuramente. E non lo ha fatto solo lasciandoci orfani di tutte le interpretazioni che avrebbe ancora potuto regalarci, ma anche dei film che avrebbe potuto dirigere. Come attore ci ha dato il malvagio Hans Gruber di Die Hard – Trappola di cristallo, il fantasma innamorato nel film omonimo, lo sceriffo di Nottingham in Robin Hood – principe dei ladri, il crudele giudice Turpin di Sweeney Todd e ovviamente il più popolare, il professor Python di Harry Potter. I ruoli da cattivo, per via della sua voce profonda e del suo aspetto severo e imponente, riuscivano benissimo a quest’uomo nella vita estremamente amabile. Prima di lasciarci, Rickman ha scritto e diretto anche due film: L’ospite d’inverno, con le vere madri e figlia Phillida Law e Emma Thompson (sua amica e spesso compagna di set) e Le regole del caos, dove ha anche la sua ultima apparizione nel ruolo nientemeno che del re Sole, Luigi XIV. Il film racconta l’amore tra due architetti paesaggisti, il celebre André Le Nôtre e Sabine de Barra (un personaggio inventato), in competizione per la costruzione dei giardini di Versailles. A interpretarli sono una coppia di attori bravissimi: Kate Winslet e il belga Matthias Schoenaerts. Ma cosa c’è di vero nella storia che ha tanto affascinato Alan Rickman?

Le regole del caos: chi era il vero André Le Nôtre

Nato a Parigi nel 1613, André Le Nôtre è l’uomo che ha dato forma definitiva al cosiddetto giardino alla francese, il cui esempio più perfetto si trova proprio a Versailles. Aveva ereditato l’arte e la posizione dal padre, che era stato guardiniere di Luigi XIII, e quando era al servizio - dal 1645 al 1670 - delle manie di magnificenza del cosiddetto Re Sole, ovvero Luigi XIV, fu da lui incaricato di curare anche i giardini delle sue altre residenze. Nel 1664 il politico ed economista Jean-Baptiste Colbert lo incaricò di abbellire i Giardini delle Tuileries: si deve a lui l’inserimento dei filari di alberi e l’ampliamento di prospettiva di quelli che diverranno poi gli attuali Champs Elysées. Ma il celebre paesaggista lavorò anche in Italia: per la precisione si deve a lui il rifacimento del parco di Racconigi, commissionatogli da Emanuele Filiberto di Savoia. La storia del film è ovviamente inventata e i particolari cronologici sono di fantasia: il film è ambientato all’epoca della costruzione dei giardini di Versailles, che durò vent’anni. Si parla anche della morte della regina Maria Teresa, avvenuta nel 1863, quando il re aveva 45 anni e Le Nôtre, che era più anziano, ne aveva 70. Per ragioni drammaturgiche, il re è più anziano. Quando, nel 2015, uscì il film, Rickman aveva 69 anni e Matthias Schoenaerts 38.

Alan Rickman parla de Le regole del caos

All’epoca dell’uscita di Le regole del caos, Rickman raccontò che avrebbe voluto fare più film da regista e che a impedirglielo era stata proprio la saga di Harry Potter. “Quando ho firmato il contratto” - disse – erano usciti solo tre libri e non sapevo se sarei stato nel quarto. Non puoi dirigere un film senza dedicargli un anno o più della tua vita, e io passavo parecchie settimane all’anno sui set di Harry Potter”. Ma nemmeno la saga di J.K. Rowling gli aveva impedito di dirigere a teatro, in modo da tenersi comunque in allenamento. La prima stesura della sceneggiatura, scritt da Alison Deegan, gli era piaciuta molto fin dalla prima lettura e aveva scelto degli attori in grado di essere fedeli al testo: “Come attore credo che ci si debba mettere al servizio dell’autore e che il nostro lavoro sia quello di fare da tramite tra lo scrittore e il pubblico”. Quanto alla sceneggiatura di Le regole del caos, Rickman riuscì ad apprezzarla nonostante il fatto che, essendo l'attrice dislessica, era lunga 180 pagine e senza punteggiatura: “Ma c’era qualcosa di inconfondibile nel dialogo e nel fatto che aveva creato una protagonista femminile che non avrebbe potuto esistere all’epoca, che è una totale invenzione. Ma è questo che fanno i film, puoi prendere un periodo storico che è totalmente dominato dai maschi e inserirci una donna moderna e indipendente e fare un’affermazione sul femminismo attraverso il prisma della storia”. Per la cronaca: il film è girato interamente in Inghilterra, tradizionalmente ricco di dimore storiche, in location che spaziano in diversi castelli e palazzi, tra cui Cliveden House, Blenheim Palace, Waddesdon Manor, Hampton Court Palace, Ham House, Ashridge House e Chenies Manor.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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