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James McAvoy: "A chi mi chiede, scusa dove ti ho visto, dico che faccio molti film gay"

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In una recente intervista, l'attore scozzese James McAvoy ha parlato di sé confermando, se mai ce ne fosse stato bisogno, di possedere quel carisma che infonde nei personaggi che interpreta.

James McAvoy: "A chi mi chiede, scusa dove ti ho visto, dico che faccio molti film gay"

È un tipo tosto James McAvoy.
Scozzese verace, una carriera ormai lunga 27 anni, una fama internazionale e un'indole molto poco tendente alla mondanità. Se non fosse diventato un attore, sarebbe stato probabilmente un calciatore. Partecipa regolarmente da anni alle partite per beneficenza del Soccer Aid e il suo massimo momento di orgoglio sul campo lo ha avuto durante uno di quei match.
Era il 2014 quando José Mourinho allenava la squadra del Resto del Mondo, impegnata contro l'Inghilterra, in un selezione generale di personalità del mondo dello spettacolo e vecchie glorie calcistiche (tra le quali quell'anno c'era anche Alessandro Del Piero, fresco di ritiro). L'immagine che vedete in fondo, in cui Mourinho sussurra a McAvoy una scherzosa strategia di gioco (fingere un infortunio nei minuti finali), l'attore se l'è fatta incorniciata e l'ha appesa in casa.

Questo ed altro James McAvoy racconta alla versione britannica del magazine GQ.
Nell'intervista, il 43enne attore regala alcune confidenze legate al suo attuale percorso professionale che, tra teatro, cinema e serie, si sta indirizzando unicamente verso progetti che rappresentino per lui esperienze interessanti. "Se il mio personaggio non ha una parte coinvolgente nel raccontare la storia, mi si distrugge l'anima" dice, sentendosi un discreto numero di anni di carriera sulle spalle. "Mi piace sempre recitare, ma non amo la quotidiana routine del mondo del cinema e della TV e, anche di fronte a un buon script, non riesco a razionalizzare di andare sul set alle cinque del mattino e restarci fino alle otto di sera".

James McAvoy: la rinuncia alla campagna per l'Oscar di Espiazione

Anche l'ambiente dell'industria Hollywoodiana non fa per lui, tanto da aver rinunciato di fare promozione per la sua performance in Espiazione, che avrebbe potuto portargli una candidatura ai premi Oscar.
L'anno prima aveva partecipato alla campagna per il collega Forest Whitaker per L'ultimo Re di Scozia (che poi vinse la statuetta), "e mi era parso chiaro che fosse un'attività a beneficio di altre persone... e mi stava benissimo, ma per Espiazione avevo 26 o 27 anni e mi sono detto non lo posso fare, non lo voglio fare, non lo farò", di sottostare alle cerimoniose chiacchiere e alla instancabile elargizione di sorrisi agli eventi dell'industria cinematografica. "Non potevo prestarmi a quella parte. L'ho fatto per il film, perché più gente andasse a vederlo, ma la campagna per l'Oscar... no, mi sarei sentito dozzinale".

James McAvoy e il cazzeggio con chi lo ferma per strada

A proposito della gente che lo riconosce e gli si avvicina, in strada o quando è al bancone di un pub a bere birra, McAvoy dice di essere contento "che qualcuno ascolti davvero le cazzate che dico, perché di solito le persone hanno sempre uno sguardo vitreo quando dico loro cose che penso siano spiritose". Ciò che più lo diverte è rispondere a chi gli chiede "Ti conosco, dov'è che ti ho visto?", con espressione impassibile, "faccio molti film gay... spesso lo dico quando me lo chiedono insieme alle loro mogli. Onestamente penso faccia parecchio ridere, ma non reagiscono. Che cavolo!".

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