In principio c'era Poltergeist - Demoniache presenze

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In principio c'era Poltergeist - Demoniache presenze

All'inizio degli anni Ottanta il texano Tobe Hooper - autore 8 anni prima del selvaggio e seminale horror Non aprite quella porta - si siede a un tavolo con Steven Spielberg, geniale regista de Lo squalo e Incontri ravvicinati del terzo tipo, per realizzare un film che il primo dirigerà e di cui il secondo sarà produttore e sceneggiatore. Sono amici da tempo e si stimano a vicenda. Per il loro horror in collaborazione si fanno ispirare da un film che amano molto entrambi, Gli invasati di Robert Wise e – come racconta Hooper nel libro di Paolo Zelati “American Nightmares” - si documentano sui fenomeni paranormali, consultando un libro trovato proprio in quello che un tempo era il suo ufficio.

Si faceva presto, in quegli anni, a creare una leggenda: nella mensa degli Studios Spielberg vede una bambina bionda e bellissima: è lì per caso, visto che ha accompagnato con la madre la sorella maggiore, impegnata sul set di Spiccioli dal cielo. La scrittura immediatamente per il ruolo della piccola protagonista, Carol Anne, che diventa il bersaglio e il portale d'accesso degli spiriti che vivono nella casa. La piccola Heather O'Rourke, che fissa le scariche statiche dello schermo catodico e con la sua vocina pronuncia la celebre they're here, sarà protagonista anche dei due sequel, prima purtroppo di morire a soli 12 anni per le conseguenze di una malattia e di una diagnosi sbagliata. Gli altri membri della famiglia Freeling protagonista  della vicenda sono due bravi attori lanciati proprio da questo film, JoBeth Williams (che rivedremo in un altro film simbolo degli '80,  Il grande freddo) e Craig T. Nelson. Il figlio è Oliver Robins, la cui carriera cinematografica si conclude col sequel del film, mentre la figlia adolescente è Dominique Dunne, ereditiera e sorella dell'attore Griffin, bravissima attrice in ascesa, uccisa dal fidanzato poco prima dell'uscita del film.

E' una terribile fatalità, ma non esiste alcuna "maledizione di Poltergeist":  sul set tutto fila al meglio, nonostante le dicerie smentite concordemente e a più riprese da Spielberg e Hooper in merito all'effettiva regia del film. Non è vero che a dirigere il film sia stato il primo, impegnato con E.T.  e comunque molto presente sul set: Si tratta di una collaborazione riconosciuta e accettata da entrambi ed è facile vedere come le loro rispettive visioni si integrino alla perfezione in quello che resta uno degli horror popolari più riusciti e di maggior successo di sempre.

Rivederlo oggi non fa che confermare questa impressione, soprattutto considerando che il CGI era appena agli albori e che le magie che si vedono nel film, a parte alcuni effetti ottici, sono tutte ottenute in modo meccanico. Insomma, i letti e le suppellettili volano davvero. C'è anche un sottotesto politico molto evidente per i più attenti: gli speculatori che hanno creato il complesso residenziale modello di Cuesta Verde sono passati letteralmente sopra ai morti per farlo e il giovane padre legge un libro su Ronald Reagan. In compenso il figlio vive in una stanza piena del merchandising di Star Wars. E' un film pieno di omaggi e di cosiddetti in-jokes al mondo del cinema di genere, a partire dal capo di Nelson che si chiama Lewis Teague come il regista. E c'è molto horror reale, come i veri scheletri importati dall'India perché più realistici di quelli di plastica disponibili in America.

Ci sono ironia e scene spaventose, e c'è la fantastica Zelda Rubinstein, un'attrice che ha fatto molto per la causa delle cosiddette little persons e che offre una godibilissima performance nel ruolo della medium Tangina (vi consigliamo di recuperare con lei anche L'angoscia di Bigas Luna, se non l'avete visto). Poltergeist - Demoniache presenze è un film tipico degli anni Ottanta, che anticipa – "It" uscirà solo nel 1986 - la paura dei clown con la figura di un inquietante pupazzo a grandezza naturale e offre ancora oggi molti spunti interessanti. 33 anni dopo sta per arrivarne in sala il reboot: l'uno non esclude l'altro, ma resta il fatto che il film di Tobe Hooper è un classico del cinema dell'infestazione, dal quale anche film come la serie di Insidious e The Conjuring hanno attinto a piene mani.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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