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Il ritratto del Duca, l'incredibile storia vera dietro al film con Jim Broadbent e Helen Mirren

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Da oggi nelle sale una storia meravigliosamente ispiratrice, Il ritratto del Duca, che racconta le vicende di un noto furto d'arte ad opera di un improbabile ladro, interpretato da Jim Broadbent. Nel cast c'è anche Helen Mirren.

Il ritratto del Duca, l'incredibile storia vera dietro al film con Jim Broadbent e Helen Mirren

Il ritratto del Duca, al cinema dal 3 marzo, ultima regia di fiction del compianto Roger Michell (già autore di Notting Hill), vede Jim Broadbent nei panni di un pensionato che nel 1961 rubò un dipinto dalla National Gallery di Londra. Un'impresa impossibile per un'incredibile e ironica storia vera, che qui vogliamo raccontarvi, soffermandoci anche sul film, interpretato da Broadbent con Helen Mirren.

Il ritratto del Duca, la strana storia vera di Kempton Bunton, l'obiettore di coscienza al canone tv

Chi era Kempton Bunton (1904-1976), che nel 1961 beffò Scotland Yard, rubando dalla National Gallery di Londra il "Ritratto del Duca di Wellington", dipinto da Francisco Goya tra il 1812 e il 1814? Kempton era forse un novello Arsenio Lupin o, data l'atmosfera, un diabolico emulo del professor Moriarty? Niente di tutto questo: era semplicemente un autista di autobus pensionato, che si era già fatto conoscere dalle forze dell'ordine per una sua crociata personale. Kempton infatti riteneva immorale costringere dei pensionati, con pochi soldi a disposizione, a pagare il canone tv, tanto che le sue proteste l'avevano persino portato in prigione. Quando nel 1961 un ricco collezionista d'arte americano acquistò il suddetto dipinto per 140.000 sterline d'allora, con l'idea di portare con sé l'opera dall'altra parte dell'oceano, il governo inglese si affrettò a offrirgli la stessa somma per ricomprarlo. La cifra astronomica indignò Kempton.

Il ritratto del Duca, il crimine perfetto o quasi secondo Kempton Bunton

Dopo aver saputo che i sistemi di allarme della National Gallery venivano disattivati al mattino presto per le pulizie, Kempton ebbe la folle idea, la mattina del 21 agosto 1961, di entrare nel museo e portar via il quadro. Poco dopo un'anonima lettera pervenuta all'agenzia di stampa Reuters chiedeva che, in cambio della restituzione, 140.000 sterline fossero devolute al pagamento del canone tv degli indigenti, assicurando anche l'impunità per il ladro.
Al prevedibile rifiuto delle autorità, Kempton tenne con sé il quadro per ben quattro anni, finché nel 1965 non lo restituì anonimamente, per poi costituirsi un mese e mezzo dopo la restituzione. Paradossalmente fu condannato a tre mesi di reclusione solo per il furto della cornice (che non restituì), ma non per il furto del vero e proprio quadro, perché secondo lui stesso e secondo la difesa, il suo scopo non era mai stato quello di sottrarlo per sé. Lo aiutò un cavillo legale che poi un aggiornamento delle leggi del 1968, proprio in seguito al suo gesto, provvide a rettificare, rendendo un reato già la rimozione non autorizzata di un oggetto esposto al pubblico.
Ma era stato davvero Kempton a rubare Il ritratto del Duca? Sin dall'inizio si ipotizzò che lo spostamento materiale del dipinto fosse stato eseguito da qualcun altro. Solo nel 2012 venne reso pubblico un documento legato all'arresto nel 1969 (per altre ragioni) del figlio di Kempton, John, per un altro reato: in quella circostanza John ammise di essere stato lui a prendere il quadro, per passarlo a suo padre, ai fini della sua campagna di protesta. Pare che Kempton avesse voluto proteggere John e l'altro figlio "complice", Kenneth, dall'arresto. Kempton non fu imprigionato nuovamente per falsa testimonianza: il nuovo processo si sarebbe dovuto basare sulle parole di John, ritenuto "teste inaffidabile", così la questione fu chiusa lì... anche perché l'opera era tornata al suo posto, dove si trova tuttora.

Il ritratto del Duca, la gag di James Bond

Il furto del Ritratto del Duca di Goya colpì talmente tanto l'opinione pubblica inglese da diventare uno scherzo nel primo film di James Bond 007, alias Sean Connery: in Agente 007 - Licenza di uccidere (1962), lo scenografo Ken Adam ricreò il dipinto (all'epoca ancora nascosto da Kempton), a partire da immagini d'archivio. La copia fu collocata nell'immaginario covo del dr. No, dove appunto Bond rimane impietrito nel riconoscere l'opera d'arte rubata. Oggi si definirebbe un "easter egg", il cui senso sessant'anni dopo potrebbe sfuggire del tutto. Ma questo lungometraggio ci dà una mano a calarci meglio nella cultura popolare britannica del periodo.

Il ritratto del Duca, l'ultimo film di Roger Michell

Il regista Roger Michell era una garanzia per la commedia, e il suo Il ritratto del Duca non fa eccezione, anche se appartiene a un sottogenere diverso dalla commedia sentimentale del suo altro film più famoso, Notting Hill. Il lungometraggio è stato girato poco prima dello scoppio della pandemia, ma Roger è morto nel settembre 2021 prima che fosse finalmente distribuito. Non è tuttavia l'ultimo lavoro in assoluto di Michell, perché è attualmente in post-produzione il suo documentario postumo Elizabeth: A Portrait in Parts, dedicato a Elisabetta II.
Formidabile attore della migliore scuola britannica, Jim Broadbent porta sullo schermo Kempton. Classe 1949, Broadbent ha vinto un solo Oscar, come migliore non protagonista in Iris - Un amore vero (2001), dove recitava con Judi Dench, ma ha ottenuto anche una Coppa Volpi per la sua interpretazione in Topsy Turvy (1999) di Mike Leigh. Helen Mirren invece interpreta Dorothy Bunton, la moglie di Kempton, comprensibilmente stupefatta dal gesto del marito. È la seconda volta che Broadbent e Mirren interpretano lo stesso film, perché nel 2008 ci fu il corale fantasy Inkheart - La leggenda di Cuore d'inchiostro, però è la prima in cui interagiscono in modo così esteso: un motivo in più per divertirsi con Il ritratto del Duca. Guarda anche Il ritratto del Duca: videointervista a Jim Broadbent e Roger Michell e una clip in anteprima esclusiva

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