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Captain Marvel vola in Sardegna: incontro con Brie Larson, l'attrice che il cinema ha reso più gentile

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Al Filming Italy Sardegna Festival continuano ad arrivare le star. Oggi è stata la volta di Brie Larson, attrice riservata che un po’ teme i giornalisti. Abbiamo scoperto che ama il cinema italiano e che per lei recitare è un modo per conoscere nuove emozioni e avere la mente aperta.

Captain Marvel vola in Sardegna: incontro con Brie Larson, l'attrice che il cinema ha reso più gentile

Uno dei valori aggiunti del Filming Italy Sardegna Festival è che gli ospiti illustri, siano essi superstar hollywoodiane, attori italiani, registi mainstream o filmmaker indipendenti, vengono al Forte Village senza i loro publicist, che solitamente sono più severi di un maestro di scuola del secolo scorso armato di bacchetta e di registro da riempire di note. Ciò consente a noi giornalisti sia di incontrare i vari artisti in situazioni più rilassate e informali che di avere più tempo a disposizione per intervistare e quindi per scoprire qualcosa di più della persona che abbiamo di fronte.

Oggi è stata una giornata ricca di soddisfazioni per noi e i nostri colleghi, perché abbiamo cominciato la giornata di lavoro incontrando Brie Larson, attrice premio Oscar nonché interprete della Carol Danverse/Captain Marvel dell'MCU, che abbiamo ammirato in Captain Marvel, Avengers: Endgame e The Marvels.
La prima cosa che notiamo, guardando Brie che sorride a un gruppo di fotografi, è la sua bellezza: pelle perfetta, forma fisica invidiabile, lucenti capelli biondi, dita lunghe e affusolate smaltate di bianco. La Larson non è spigliata o compagnona come Rosario Dawson (altra ospite del Filming Italy). È timida, riservata e non ama la nostra categoria, infatti ci rivela che la sua più grande paura sono i giornalisti perché sono molto influenti. Proviamo a obiettare dicendole che oggi la categoria viene spesso bistrattata, e allora lei risponde che potrebbe parlare di questo cambiamento in un suo film da regista, ma quando le domandiamo in che film la vedremo prossimamente, risponde di avere la bocca cucita. Proviamo con il passato, chiedendole quale progetto le abbia dato più soddisfazione. Lei tira un sospiro di sollievo e volentieri spiega: "Forse perché è molto recente, ma Lezioni di chimica (miniserie in 8 puntate ndr) mi appare come un grande risultato perché ero sia davanti che dietro alla macchina da presa. Era una storia importante e sono molto soddisfatta di come la serie sia venuta fuori".

Per chi non ne avesse mai sentito parlare diremo che Lezioni di chimica racconta la storia di una chimica che si reinventa come presentatrice di un programma di cucina. Tornando all'incontro con l'attrice, veniamo a sapere in che modo Brie sceglie i film o i ruoli: "La risposta più semplice alla vostra domanda sarebbe non lo so, è come una cotta che uno si prende. Se siete stati innamorati, certamente vi sarà capitato di domandarvi per quale ragione sia successo proprio con quella persona e non un'altra. Scommetto che il più delle volte non siete riusciti a capirlo e quindi sapete di cosa sto parlando. A volte la mia folgorazione per un film ha a che fare con il personaggio che devo interpretare, con la storia che viene raccontata o magari con i compagni di lavoro, ma ciò che alla fine mi fa decidere di legare il mio nome a un progetto è una sensazione indefinibile, tuttavia c'è sempre qualcosa nella storia  o nel personaggio che mi emoziona, e allora non posso fare a meno di dire di sì. Ci vogliono anni per portare a termine un film e quindi, per quanto mi riguarda, deve trattare un argomento che mi interessa".

Brie Larson sta certamente lavorando a un nuovo film da dirigere e, da come risponde a una domanda sui progetti futuri, è probabile che si stia dedicando a un biopic, ma di nuovo diventa muta come un pesce quando la incalziamo e allora proviamo con la domanda evergreen sul mestiere dell'attore e i suoi vantaggi: "È tutta la vita che recito e quindi è difficile immaginare una vita senza questo lavoro - dice - "ma mi ha davvero aperto la mente e la mentalità, in parte grazie ai personaggi che ho interpretato e in parte perché fare l'attrice mi ha dato la possibilità di andare in giro per il mondo, e quando fai qualcosa di artistico insieme a persone che vengono da posti magari lontani, impari cose nuove ma nello stesso tempo capisci di avere molto in comune e soprattutto di parlare la stessa lingua., Inoltre recitare ti fa rendere conto di avere delle capacità o qualità che magari non avresti tirato fuori né condiviso con altre persone. Mi è capitato di litigare gridando davanti alla macchina da presa, che per esempio è una cosa che non ho fatto né farei mai nella mia vita di ogni giorno. Grazie al mio lavoro faccio nuove esperienze e capisco cosa significa esprimere una determinata emozione. Recitare significa imparare a conoscere tutti i modi per entrare in connessione con gli altri, e credo che questo mi abbia insegnato ad essere una persona più gentile anche fuori dal set, anche perché mi sono resa conto che altre maniere di rapportarsi al prossimo non portano a niente di buono".

La Larson, che oltre ad essere attrice suona e canta, ama andare al cinema e anche vedere vecchi film. Tra le sue passioni c'è Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni: "Di quel film ho trovato straordinarie le performance femminili. Vedere una donna che si espone, mostrandosi com'è veramente, è piuttosto raro nel cinema americano. Inoltre ho trovato davvero unico l'uso che Michelangelo Antonioni fa del colore. Non avevo mai visto nulla del genere e ho trovato magnifico apprendere che, per ottenere le tonalità cromatiche giuste, faceva dipingere gli alberi. Amo anche io i colori e quello stile di regia, e quella maniera di fare cinema che esprime bellezza ma contemporaneamente ha qualcosa di selvaggio è stata per me una preziosa lezione".

Non bisogna dire a Brie Larson che è una delle persone più influenti al mondo perché altrimenti si sente sotto pressione. Non le dispiace invece accennare al suo rapporto con i fan e con i social: "Sto molto attenta a cosa condivido con le persone. Sfortunatamente i personaggi pubblici non hanno sempre la possibilità di scegliere cosa far sapere al resto del mondo, ma il mio desiderio è rendere comunque il mondo un posto migliore, e ciò determina sia l'uso che faccio dei social media che i film che scelgo".

Prima di andare a prepararsi per la serata, Brie Larson ci svela come sia diventata la sua vita dopo la vittoria dell'Oscar per Room: "L'Oscar ha cambiato tante cose, diciamo che ha fatto sì che molte persone abbiano cominciato a fidarsi del mio giudizio in quanto attrice e artista, e ciò mi ha permesso di scegliere più liberamente i ruoli da interpretare. Non sono andata all'università e quindi non ho un attestato o un titolo di studio dopo il diploma, e perciò l'Academy Award è come una laurea, oltre a darmi la possibilità di decidere cosa fare o non fare".

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