La casa di famiglia: Stefano Fresi, Lino Guanciale e Matilde Gioli presentano il film

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La casa di famiglia: Stefano Fresi, Lino Guanciale e Matilde Gioli presentano il film

Augusto Fornari, che ha alle spalle una solida esperienza di attore e regista teatrale e che al cinema è stato diretto da Pupi Avati, Rocco Papaleo e addirittura da Woody Allen, esordisce nella regia di un lungometraggio con una commedia che racconta una famiglia non esattamente modello ma tutto sommato tenera. La compongono i due gemelli che non si somigliano affatto Oreste (Stefano Fresi) e Giacinto (Libero De Rienzo), l'irresponsabile e fanfarone Alex (Lino Guanciale) e la brava e dolce Fanny (Matilde Gioli), che ancora non si è ripresa dall’abbandono da parte del marito. In comune hanno una casa che hanno deciso di vendere all'insaputa del loro disgraziato padre, che è in coma da cinque anni. Un giorno però l’amato genitore si risveglia, e al quartetto non resterà che fare di tutto per accaparrarsi nuovamente la dimora in cui sono cresciuti.

Distribuito da Vision Distribution e in uscita nelle sale il 16 novembre, La casa di famiglia è stato presentato oggi a Roma. Ne abbiamo parlato insieme a Fresi, Guanciale, alla Gioli e al regista, che ha spiegato l'origine della sua prima avventura dietro alla macchina da presa: "Il soggetto era di Andrea Maia, era una vecchia idea che lui aveva nel cassetto e anni fa la trasformammo in una pièce che portammo a teatro. Fu un successo, la ripetemmo per due stagioni e quasi ne facemmo una terza. Naturalmente lo spettacolo era diverso dal film, si svolgeva tutto nella casa ed era una specie di prequel de La casa di famiglia perché ruotava intorno alla litigata fra i quattro fratelli per decidere se vendere o no la casa. Grande spazio aveva la votazione e si raccontava qualcosa in più dei protagonisti, c'erano inoltre dei monologhi più lunghi. Nel film abbiamo anticipato il risveglio del papà, siamo usciti dalla casa e abbiamo cercato altre location".

Poi il regista ha parlato del lavoro svolto insieme ai suoi attori prima di arrivare sul set: "Abbiamo fatto qualche lettura a tavolino e abbiamo lavorato prima singolarmente con alcuni attori. Poi ci siamo riuniti a casa mia e abbiamo cenato spesso insieme. Devo dire che Lino mangia tantissimo, ma Matilde di più. Per me Matilde, Lino e Libero si sono rivelati delle grandi scoperte. Stefano lo conosco quasi da 30 anni e lavoriamo insieme da 25, abbiamo cominciato a collaborare a teatro, abbiamo fatto tantissime cose insieme e per me ne La casa di famiglia è stato una piacevole conferma".

A Stefano Fresi, Lino Guanciale e Matilde Gioli è piaciuto molto il modo in cui La casa di famiglia affronta il tema della famiglia e ci hanno raccontato ciascuno qualcosa dell’ambiente in cui sono cresciuti e del rapporto che hanno con i propri cari: "Quando la famiglia è numerosa, si presta alla nascita di dinamiche simili a quelle che raccontiamo nel film" - ha detto la Gioli. "Io stessa vengo da una famiglia numerosa. Siamo quattro fratelli di età diverse, e poi ho tanti zii e cugini. Secondo me quello che succede nel film, e che sembra esasperato e quasi eccessivo, in realtà è verissimo. Per Oreste, Giacinto, Alex e Fanny il risveglio del padre è un'occasione meravigliosa per riprendere dei rapporti che, senza un motivo davvero valido, si sono raffreddati. Nella vita succede che ci si allontani per ragioni magari stupide e, quando ci si ritrova, si capisce che si è perso tempo. E si può ricominciare a volersi bene".

"Uno dei motivi per cui le famiglie si azzuffano è la divisione dei beni" - è intervenuto Lino Guanciale. "Ogni volta che c’è una casa, addirittura una cantina da spartirsi, scoppia il caos, io so di famiglie che si sono sfasciate per un box auto. E' sempre una cosa penosissima e che tira fuori il peggio delle persone coinvolte, perché nella famiglia covano tante cose belle ma anche forti risentimenti che poi ognuno amplifica a dismisura. Di questo film mi è piaciuto molto che un argomento così delicato venga trattato con rispetto e con un pizzico di malinconia, però anche con ironia e con la voglia di sdrammatizzare, perché certa cose o le si cerca di affrontare con leggerezza oppure finiscono per schiacciarci. Infine, mi ha divertito molto il fatto che mi sia toccato il ruolo del 'detonatore' dello scandalo privato che è la vendita della casa da parte dei quattro fratelli".

Stefano Fresi ha una famiglia molto diversa da quella che viene raccontata ne La casa di famiglia: "La mia famiglia è fastidiosamente funzionante, sembriamo quelli delle pubblicità in cui la mamma si sveglia già pettinata e truccata, si fa colazione tutti insieme e ci si sveglia con il canto del gallo. A casa mia siamo sempre stati tutti uniti e a nessuno passerebbe mai in testa di vendere la casa di famiglia all’insaputa di un padre malato. Fuori dalla famiglia, puoi far credere di essere chiunque, puoi fare il figaccione. In famiglia, invece, non ti puoi inventare niente, non ci si può prendere in giro, e quindi si è molto più veri dentro casa che fuori".

Se Fresi è sempre e comunque a proprio agio con parenti vicini e lontani, a Lino Guanciale capita di sentirsi scomodo con i propri familiari, soprattutto quando c’è di mezzo il suo lavoro di attore: "Quando i miei vogliono venire a vedere un mio spettacolo a teatro, compro per loro dei biglietti flexi. Dico: ok, venite, ma non mi dite quando, perché se so che ci sono loro in sala io muoio di imbarazzo. Prima di tutto mi vergogno un po’ di quello che faccio e di non fare un lavoro serio, e poi sono consapevole di avere un problema al quadrato, perché non devo soltanto convincere il pubblico, ma anche qualcuno che ha di me una conoscenza che in qualche modo pesa, perché c’è dentro l’affetto e perfino qualche pregiudizio".

A Matilde Gioli, Lino Guanciale e Stefano Fresi è stato chiesto se, nel nostro mondo che non ascolta e in cui ci si sente sempre più soli, la famiglia sia più necessaria che mai. "Si ha bisogno sempre di famiglia, se la famiglia è un posto sicuro" - ha risposto Fresi - "un posto in cui ci sono gli affetti. Nei momenti neri serve di più, certo questo momento nero dura da troppo".

"In una fase storica come questa" - ha detto la Gioli, "avvelenata dai telefoni e dai social, il bello di una famiglia dove c’è un amore sano e puro è che puoi sempre trovare qualcuno che ti ascolta e che puoi sbagliare e avere la possibilità di essere perdonato".

Più duro nel suo giudizio è stato Lino Guanciale, che nonostante non sia disilluso e non venga da una famiglia che ha litigato furiosamente per un box auto, è a favore dell’onestà e della solidarietà al 100%: "D'accordo, c’è bisogno di famiglia, ma c’è anche bisogno che ci siano famiglie a cui poter fare riferimento e che le famiglie siano un luogo di accettazione e di amore. Se ci sono questi elementi allora viva la famiglia, sennò anche... fanculo la famiglia".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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