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Tenet: i colori rosso e blu non sono casuali (ma Matrix non c'entra)

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Un'altra interessante sfumatura di Tenet riguarda i colori rosso e blu. Si tratta di un riferimento cinematografico o scientifico?

Tenet: i colori rosso e blu non sono casuali (ma Matrix non c'entra)

Avete visto Tenet e volete saperne di più, altrimenti non sareste qui adesso.
Avete il commento facile sui social, ma non vi è ancora chiaro se volete scrivere elogi o insulti (a Nolan, a Comingsoon.it, all'entropia, al professore di fisica del liceo che ve l'ha fatta passare lunga...).
Quindi, oltre agli articoli sulla spiegazione della trama, sul finale, sul quadrato di Sator, sul volume di dialoghi ed effetti, sulla teoria legata al bambino, vi beccate anche questo che spiega perché Christopher Nolan abbia scelto i colori rosso e blu per rappresentare le due direzioni del tempo. Ah, certo, siamo sempre in territorio spoiler, siatene dunque consapevoli.

Tenet: la scelta del rosso e blu ha una base scientifica

Nonostante si tratti sempre di science-fiction, Tenet non cita Matrix. La pillola rossa e la pillola blu non sono il riferimento preso da Christopher Nolan per dare i colori alle due direzioni del tempo di Tenet.
Indubbiamente, il fatto di distinguerle ci dà un fondamentale aiuto per capire chi stia facendo cosa e in quale verso. Avrete altresì notato l'illuminazione all'interno delle due stanze del tornello quando Sator tiene in ostaggio Kat mentre interroga il Protagonista: rosso dalla parte del flusso normale, blu dalla parte dell'inversione. Allo stesso modo, la toppa rossa o blu sulla spalla dei soldati ci fa identificare bene quale gruppo stia lavorando a ritroso nel tempo e quale no.

Leggi anche Tenet: spiegazione e guida del complicato film di Christopher Nolan

Prima ipotesi: come abbiamo capito, l'idea dell'inversione del tempo in Tenet deriva dall'inversione dell'entropia. L'entropia è una grandezza che misura il disordine molecolare di un oggetto in un ambiente, che ci permette di comprendere come accadono i fenomeni naturali che sono spontaneamente tendenti al disordine, a una dispersione di energia non reversibile. Certo, possiamo riportare ordine alla molecole di un liquido, per esempio, congelandole in un cubetto ghiacciato, ma è necessario l'intervento artificiale di un freezer che consuma energia e che dunque, nel processo, contribuisce al disordine. È possibile che Nolan si sia lasciato ispirare dall'esperimento teorico del Diavoletto di Maxwell che tentava di confutare il secondo principio della termodinamica di cui l'entropia fa parte.

James Clerk Maxwell, fisico scozzese padre delle teorie moderne sull'elettromagnetismo, ipotizzò questo esperimento (foto in basso): due camere riempite con lo stesso gas alla stessa temperatura sono adiacenti e separate da una botola che può essere aperta soltanto da un diavoletto che possiede una vista microscopica. Quando il diavoletto vede le molecole che si muovono più velocemente avvicinarsi alla botola, la apre e le lascia passare nell'altra camera, per poi richiudere tutto. Così facendo, ovvero spostando le molecole veloci da A a B, ne risulterebbe un aumento di temperatura, in quanto maggiore è la velocità media delle molecole, maggiore è il calore. La camera B diventerebbe dunque più calda e quella A più fredda, con conseguenza inversione dell'entropia. I colori rosso e blu identificano, semplicemente, la differenza di temperatura dove il rosso è disordine, energia in maggiore movimento, e il blu è ordine causato da un'inversione del processo. Tutto questo senza alcun consumo di energia.

Non è ancora stato possibile (e probabilmente mai lo sarà) dimostrare nella pratica l'esperimento di Maxwell, soprattutto per l'impossibilità di identificare il diavoletto in un elemento reale. Non è del tutto sbagliato associare metaforicamente la figura del diavoletto, che in inglese è chiamato demone, a quella di Sator, il quale nel film incarna il maligno che rovescia le leggi della fisica.

Seconda ipotesi: il rosso e il blu trovano una giusta corrispondenza con l'effetto Doppler, il fenomeno fisico analizzato dall'austriaco Christian Andreas Doppler che misura la variazione di un'onda emessa da una sorgente verso un osservatore, che si tratti di un onda sonora o elettromagnetica (ma la classificazione delle onde è ampia). L'onda si propaga nel tempo e nello spazio trasportando energia. Poiché lo spettro dei colori visibili all'occhio umano ha agli estremi il rosso e il blu, lo spostamento verso il rosso (in inglese redsfhit) è il fenomeno che si verifica quando la sorgente della luce o di un'altra onda elettromagnetica è in allontanamento (oppure è l'osservatore ad allontanarsi). In senso opposto, il blueshift indica l'avvicinamento con una maggiore intensità delle onde. In termini cosmologici, ed è da qui che Nolan potrebbe aver tratto ispirazione, il redshift prova la continua espansione dell'universo, quindi la direzione costante del tempo e dello spazio secondo la nostra percezione.

Qui sotto un video sulla lavorazione di Tenet.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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