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Parigi può attendere: il debutto alla regia di una storia di finzione di Eleanor Coppola

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Protagonisti del film sono la candidata all'Oscar Diane Lane e Alec Bladwin.

Parigi può attendere: il debutto alla regia di una storia di finzione di Eleanor Coppola

Nel 2016, a quasi un ventennio di distanza dal suo leggendario documentario sulla lavorazione di Apocalypse Now del marito Francis, Eleanor Coppola, allora ottantenne, ha diretto Parigi può attendere, una commedia piena di romanticismo e un invito a riscoprire i veri piaceri della vita.

Eleanor Coppola: dai documentari alla finzione di Parigi può attendere

Eleanor Coppola, classe 1936, è - come suggerisce il cognome - la moglie di Francis, nonché la madre di Sofia e di Roman.
Eleanor e Francis si sono conosciuti sul set di Dementia 13, l'esordio registico del secondo, nel 1962. Sposati nel 1963, quando lei era già incinta di Gian-Carlo, il loro primo figlio, i due non si sono mai più lasciati. Anche quando Francis era sul set, si faceva spesso accompagnare da Eleanor e dai figli, e sono state queste esperienze a spingere la donna a scrivere e dirigere backstage e documentari attorno alle lavorazioni dei film di Francis: il primo e più famoso dei quali è il famosissimo Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse, documentario uscito nel 1991 sulla lavorazione epica, leggendaria e complicatissima di Apocalypse Now, cui Eleanor aveva già dedicato un libro dal titolo "Notes on the Making of Apocalypse Now", pubblicato nel 1979.
Dopo numerosi lavori di questo genere (anche attorno al CQ diretto dal figlio Roman e al Marie Antoinette di Sofia), Eleanor Coppola ha esordito nella regia di un lungometraggio di finzione da lei stesso sceneggiato pochi anni fa, nel 2016, l'anno del suo ottantesimo compleanno: e il film - che ne ha fatto una delle più anziane esordienti di sempre - è la commedia romantica Parigi può attendere.

Parigi può attendere: la trama del film

Parigi può attendere racconta la vicenda di Anne, moglie di un importante produttore di Hollywood che arriva assieme a lui a Cannes per il festival e che, a festival finito, vede il marito dover partire all'improvviso per Budapest anziché andare a Parigi con lei come avevano programmato. Impossibilitata a prendere l'aereo per via di un problema all'orecchio, Anne accetta di andare a Parigi su una vecchia auto (una splendida Peugeot 504 cabriolet) insieme a Jacques, il socio francese di suo marito. Il loro viaggio sarà improntato a uno stile lontano anni luce dal pragmatismo e dall'efficientismo degli americani: Jacques infatti la condurrà verso la capitale attraverso strade secondarie e panorami incantati, fermandosi spesso e volentieri per tappe gourmand, per far assaporare alla compagna di viaggio, con la necessaria lentezza, i veri piaceri della vita. Strada facendo, Jacques sarà conquistato facilmente da Anne e dalla sua abilità di fotografa, e anche l'americana, sebbene più restia, non sarà indenne al fascino di questo insolito e anacronistico viveur.

Parigi può attendere: il trailer del film

Il cast di Parigi può attendere: Diane Lane e tutti gli altri

Nei panni di Anne, Eleanor Coppola ha voluto da subito la brava Diane Lane, che ben si adatta ai toni e alle atmosfere del film. Nei panni di Jacques e di Michael, il marito di Anne, ci sono invece Arnaud Viard e Alec Baldwin, che hanno rimpiazzato nella fase di preproduzione del film Yvan Attal e Nicolas Cage (nipote dei Coppola, come noto), che erano stati inizialmente contattati per i rispettivi ruoli.

Parigi può attendere: dal Festival di Toronto all'Italia

Il film diretto da Eleanor Coppola è stato presentato in prima mondiale al Festival di Toronto nel settembre del 2016. Perché arrivasse nelle sale si è dovuto però aspettare fino al maggio del 2017, quando ha fatto il suo debutto nei cinema americani, mentre in Italia nel mese di giugno dello stesso anno.
Pieno di cliché e retoriche sulla Francia come sugli Stati Uniti, e sui caratteri dei rispettivi abitanti, Parigi può attendere è comunque un film dotato di una sua innegabile gradevolezza. Soprattutto, considerati i tempi burrascosi e frenetici che viviamo, non si può non apprezzarne l'invito implicito a riscoprire ritmi e modi di vita più pacati, che permettano la piena espressione di sé e permettano di godere delle cose belle (e buone) che ci sono di fianco e di cui, troppo spesso, non ci accorgiamo più.
Qui c'è la nostra recensione completa di Parigi può attendere.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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