Meravigliosa Ingrid: 100 anni di Ingrid Bergman - photogallery

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Meravigliosa Ingrid: 100 anni di Ingrid Bergman - photogallery

Esistono poche altre attrici su cui si sia scritto tanto come su Ingrid Bergman, che però è sempre stata, a differenza di molte sue celebri colleghe e coetanee, una diva diversa, anche controversa, forse addirittura un'antidiva, nonostante la fama e l'amore che l'hanno circondata. Il suo volto di pura e inadulterata bellezza - che una volta sbarcata a Hollywood riuscì a difendere dalle pressioni degli Studio per trasformarlo con la chirurgia estetica -, i film che scelse di interpretare, la sua passionale vita privata, il coraggio delle sue scelte, hanno fatto di lei quella che amiamo: una donna che restò sempre fedele a se stessa, anche quando questo poteva costarle (e a volte le costò) molto caro. Una donna capace di confessare nella sua autobiografia perfino un altro amore fedifrago, che sarebbe forse rimasto segreto per sempre se lei non avesse scelto di renderlo pubblico: la passione per il grande fotografo Robert Capa, conosciuto a Parigi quando era ancora sposata infelicemente col medico svedese Petter Lindström, padre della figlia Pia, che lascerà poi per Roberto Rossellini.

Di Ingrid Bergman, della sua vita, delle sue figlie e dei suoi amori si sa praticamente tutto. Sulla sua liaison col fotografo spagnolo si farà addirittura un film diretto da James Mangold. E' illuminante però leggere le parole di stima e ammirazione espresse nei suoi confronti da registi come Alfred Hitchock, con cui lavorò tre volte, dagli attori che le furono a fianco, come Cary Grant e Gregory Peck, con cui ebbe un breve ma intenso flirt, e soprattutto dal produttore che la portò in America e la mise sotto contratto, il celebre David Selznick, che così scrisse di lei nel 1939, quando quella ragazzona 24enne stava girando il suo primo film americano, Intermezzo, remake di una sua omonima pellicola svedese, in una lettera al responsabile del suo ufficio stampa:

Miss Bergman è l'attrice più totalmente coscienziosa con cui abbia mai lavorato, nel senso che non pensa ad altro che al lavoro prima e durante le riprese. In pratica non lascia mai lo studio e ha perfino suggerito di arredare il suo camerino in modo che possa viverci durante il film. Non ha mai, nemmeno una volta, proposto di andar via alle sei o cose del genere. Dal momento che avevamo quattro star al lavoro in Via col vento, le nostre suite per le star erano tutte occupate e abbiamo dovuto assegnarle una suite più piccola. Lei ne è stata felicissima e non faceva che dire di non aver mai avuto una suite così bella in vita sua. Tutto questo è fatto senza affettazione ed è una cosa assolutamente unica e penso che sarebbe un'angolazione fantastica da utilizzare per la sua pubblicità, in modo che la sua naturale dolcezza, l'attenzione e la coscienziosità divengano leggendarie. Questo è coerente col mantenere quella personalità e quell'aspetto fresco e puro che mi hanno indotto a scritturarla.

Nella lettera, Selznick coglie a perfezione le caratteristiche di passione, entusiasmo, dedizione e spontaneità che  facevano dell'attrice svedese un'eccezione nel firmamento divistico della Hollywood del tempo. Fu proprio la sua passionalità che la portò a innamorarsi di Roberto Rossellini, prima dell'arte e poi dell'artista, e a cambiare pelle come attrice interpretando film molto diversi da quelli fatti fino ad allora. Seppe invecchiare con dignità e riservatezza, lavorando fino all'ultimo anche quando un cancro feroce la divorava, senza mai lamentarsi, signora fino in fondo.

Fu una splendida Giovanna d'Arco, la donna che Charles Boyer cercava sadicamente di far impazzire in Angoscia, la giovane prostituita picchiata e violentata dal crudele mr. Hyde di Spencer Tracy e in fine di carriera una perfetta incarnazione, in tv, della statista indiana Golda Meir. Ernest Hemingway le disse che la Maria di Per chi suona la campana era proprio lei e il mondo intero ha amato e pianto con l'infelice e romantica Ilsa di Casablanca, il personaggio in cui forse è stata più bella e il suo film giustamente più celebre.

7 nomination e 3 premi Oscar, 4 Golden Globes, 1 Coppa Volpi, 2 David di Donatello e innumerevoli altri premi bastano appena a dare un'idea del talento di questa grande attrice, nata esattamente 100 anni fa, il 29 agosto 1915. Per celebrarla le dedichiamo una photogallery dei suoi grandi ruoli e invitiamo tutti a riscoprirne e i giovani magari a scoprire le sue interpretazioni, perché le attrici come Ingrid Bergman sono veramente molto rare.


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