Harry Dean Stanton: 90 anni, 250 film e 25 indimenticabili performance

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Harry Dean Stanton: 90 anni, 250 film e 25 indimenticabili performance

“È un attore che sa che il suo volto è una storia”, dice di lui l’attore e commediografo Sam Shephard, autore di Follia d’amore, portato al cinema di Robert Altman, nel bellissimo documentario Harry Dean Stanton: Partly Fiction, presentato alla Mostra del cinema di Venezia del 2013. Basta la sua presenza, non ha quasi bisogno di recitare, perché nel suo volto possiamo leggere tutto. Un altro estimatore e amico fraterno, David Lynch, definisce l'attore “un innocente”. Col suo volto scavato e la sua naturalezza ci è sempre sembrato uno di noi, l’amico del bar, quello che le spara grosse, a cui vogliamo bene per come sa farci ridere ma che è sempre rimasto un po’ un enigma e che nasconde magari sotto un aspetto tanto comune un passato drammatico, come il Travis per cui Wim Wenders lo volle protagonista di Paris, Texas. Per questo chi ama il cinema ama senza riserve Harry Dean Stanton, uno di quei caratteristi che arricchiscono con la loro presenza qualsiasi film, che fa piacere ritrovare e riconoscere, vecchi amici che ci accompagnano da anni in quella meravigliosa vita alternativa che è la finzione cinematografica.

Questo gran fumatore, filosofo, attore, musicista e cantante (soprattutto folk e mariachi, ma ascoltatelo nel trailer del documentario cantare “Everybody’s Talkin’” di Harry Nillson, da brividi) il 14 luglio compie 90 anni. Imdb.com gli attribuisce 196 titoli tra film e tv, ma lui, pur non ricordandoli tutti, dichiara che forse sono addirittura 250. È una cifra tonda e ci piace prenderla per buona, perché ci permette di scegliere un decimo dei suoi ruoli cinematografici e televisivi che abbiamo amato di più o che – nel caso di questi ultimi – ci piacerebbe vedere, dal momento che molti sono inediti da noi. Come molti caratteristi della sua generazione, il kentuckiano Harry Dean inizia la sua carriera in televisione, apparendo in decine di show famosi, soprattutto western. Non è raro imbattersi in sue foto mentre imbraccia il fucile o impugna la pistola in un’ambientazione da Old Wild West, o in serie gangsteristiche famose come la celeberrima Gli intoccabili. Pensiamo a titoli come I racconti del West, Laramie, Bonanza, Gli uomini della prateria e sappiamo che è lì che si è fatto le ossa uno dei caratteristi più straordinari che l’America possa vantare, capace perfino, all’occorrenza, di diventare splendido protagonista.

Per motivi anagrafici, noi lo abbiamo incontrato e riconosciuto dagli anni Settanta in poi, sempre più magro e segaligno, coi capelli spesso sugli occhi, in tanti ruoli indimenticabili, che in parte ricordiamo con questa photogallery. Tante le sue collaborazioni eccellenti con personaggi del calibro di Jack Nicholson, Robert Altman, Marlon Brando, Monte Hellman, Sean Penn, David Lynch, Sam Shepard, Francis Ford Coppola, Alex Cox, Sam Peckinpah, Bob Dylan, Warren Oates, Kris Kristofferson, Debbie Harry, John Carpenter, Wim Wenders e Bertrand Tavernier. E’ stato citato dai personaggi dei libri di Elmore Leonard e per lui (e il collega M. Emmet Walsh) Roger Ebert creò la celebre regola per cui nessun film in cui ci fosse l’uno o l’altro come coprotagonista poteva essere interamente brutto.

Harry Dean Stanton, mettendo se stesso nei suoi personaggi, ha reso onore al noto detto per cuie non esistono piccole parti ma solo piccoli attori. Non ha mai smesso di lavorare e siamo contenti di saperlo adesso sul set di Lucky, dove è un uomo molto anziano in cerca di una via e di un senso della vita, che potrebbe quasi essere il Travis di Paris, Texas, 32 anni dopo. Accanto a lui c’è David Lynch, che lo ha voluto anche nel revival di Twin Peaks e in vita sua, racconta, si è fatto le più matte risate proprio in compagnia di quest’uomo totalmente imprevedibile, capace ogni volta di superare le aspettative. Auguri dunque di cuore a un grande outsider, a cui è impossibile non voler bene.


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