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Franco Battiato: il poliedrico genio di un vero Uomo del Rinascimento

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Cineasta, attore, pittore, sperimentatore musicale, poeta, maestro di spiritualità ed esoterismo: cosa è stato Franco Battiato per molti di noi e perché oggi lo piangono più generazioni.

Franco Battiato: il poliedrico genio di un vero Uomo del Rinascimento

“Il silenzio del rumore delle valvole a pressione...”, cantava, o meglio, recitava, Franco Battiato, con lo sfondo iniziale della soave musica di Storielle del bosco viennese di Johann Strauss II, accompagnandosi con un prototipo di sintetizzatore. Una canzone bellissima, ancora moderna, tratta dal suo secondo album Pollution, dopo il memorabile Fetus, che nel remoto 1972 (o 1973), quattordicenne, ebbi la fortuna di ascoltare dal vivo durante un indimenticabile concerto gratuito, proseguito per una intera giornata, di vari gruppo e artisti, allo Stadio Porta Elisa di Lucca. Fu un imprinting indimenticabile, quello con l'artista siciliano che ci ha lasciato oggi 18 maggio 2021, orfani del suo talento e della sua immensa personalità. Nel corso degli anni, pur non avendo più la possibilità di ascoltarlo in concerto, ho avuto molte altre occasioni di imbattermi nei suoi lavori, che spaziano dalle sperimentazioni nate dall'incontro con la musica dodecafonica di Karl-Heinz Stockhausen, il maestro nume di molti artisti alternativi dell'epoca, alle celebri canzoni che tutti conoscono e cantano, a quelle scritte col filosofo Manlio Sgalambro e la collaborazione del maestro Giusto Pio, ai film, alle sue apparizioni in opere di altri, all'impegno politico e amministrativo (una breve esperienza che probabilmente lo disilluse del tutto) e alla continua ricerca di un senso della vita, allo studio di Gurdjeff e dei grandi mistici d'Oriente e d'Occidente.

Franco Battiato: il genio di un vero Uomo del Rinascimento

Ricordo – e ne restai allibita - anche una vecchia e irritante intervista che il conterraneo Pippo Baudo gli fece durante un'edizione di Domenica In, in cui non vennero alle mani ma non mancarono scontri verbali anche accesi, tanto che a un certo punto Battiato, a cui il conduttore aveva fatto una battuta sul fatto che certa musica si ascoltasse in bagno, ribatté: “in bagno si ascolta la musica che ascolti tu”. Per questo probabilmente Franco Battiato - all'anagrafe Francesco, ribattezzato per non confonderlo con Guccini, quando si affacciò alla ribalta come autore di canzoni di protesta: dobbiamo essere grati a Giorgio Gaber per la sua scoperta – non è mai stato a suo agio con la superficialità di certi programmi e interviste, a cui si è sottratto a lungo. Un solo mezzo espressivo non sarebbe bastato a contenere il talento di questo vero e proprio uomo del Rinascimento: la musica, il cinema, la pittura, la scrittura sono state per lui tutte tappe di un cammino mai terminato. È stato anche un talent scout (Alice e Giuni Russo), autore di colonne sonore originali (anche per il conterraneo e quasi omonimo Giacomo Battiato e per Pasquale Scimeca) e ha partecipato più volte al festival di Sanremo, manifestazione nazional popolare per eccellenza, lasciando ogni volta un segno: il suo segno.

Se i suoi tre film non sono stati spesso compresi è perché non sono per tutti, ma fanno parte di quella ricerca esoterica di cui solo gli iniziati riescono a cogliere dettagli e significato, anche se il primo, Perdutoamor, gli vale un Nastro d'Argento come miglior esordiente. In Musikanten, suo secondo film da regista, dirige un artista e lui affine nella ricerca spirituale come Alejandro Jodorowsky, che interpreta Ludwig Van Beethoven. Ma Battiato, con la sua inconfondibile figura, è stato anche attore, immagine, personaggio: dalla indimenticabile pubblicità del divano degli anni Settanta, che vedete qua sopra, all'apparizione in Baba Jaga, dal fumetto di Valentina di Crepax, nel film diretto da Corrado Farina, dal video dei Bluvertigo L'Assenzio, in cui non può essere che l'alchimista, al Padre nel film omonimo di Giada Colagrande.

Come tutti gli artisti dalla sensibilità esasperata, Battiato ha avuto anche delle uscite poco felici che hanno irritato molti: della sua vita privata non si sa giustamente niente ma è stato spesso tacciato di misoginia. Ma tutto questo oggi non ha alcuna importanza, quello che conta è il lascito di questo intellettuale. Chiudiamo il cerchio tornando a “Il silenzio del rumore”: “Non hai forza per tentare di cambiare il tuo avvenire, per paura di scoprire libertà che non vuoi avere. Ti sei mai chiesto quale funzione hai? Quale funzione hai ti sei mai chiesto?”. Ecco, Franco Battiato, scomparso oggi all'età di 76 anni, dopo aver scritto, fatto e soprattutto pensato un numero incalcolabile di cose, a quella domanda ha cercato di dare risposta finché ha avuto vita. E per questo, e per gli stimoli che ci ha dato, possiamo solo essergli grati.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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