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Back to Black: chi è Sam Taylor-Johnson, la regista del biopic su Amy Winehouse

Back to Black, film biografico dedicato a Amy Winehouse, è diretto da Sam Taylor-Johnson, regista e artista concettuale inglese a cui dobbiamo anche Cinquanta sfumature di grigio. Vi raccontiamo qualcosa sulla sua vita e la sua carriera

Back to Black: chi è Sam Taylor-Johnson, la regista del biopic su Amy Winehouse

Quando Sam Taylor Johnson si è imbarcata nell'ardita e difficile impresa di raccontare Amy Winehouse in un biopic, ha giustamente preteso di avere il pieno controllo di Back to Black, in altre parole il final cut. La famiglia della cantante tragicamente scomparsa il 23 luglio del 2011 aveva approvato il progetto e l'approccio della regista alla scottante materia, ma Sam voleva essere sicura sicura, e questo perché le era capitato di avere contro la regina del romanzo rosa ad alta tensione erotica. Parliamo naturalmente della tirannica E.L. James, che l'ha voluta per trasformare in un film "Cinquanta sfumature di grigio", salvo poi renderle la vita impossibile. Memore dell'esperienza, la Taylor-Johnson ha scelto di raccontare la Winehouse attraverso le sue canzoni, descrivendo il mondo intorno a lei dal suo punto di vista ma anche attraverso gli occhi di suo padre Mitch, che nel documentario Amy era il cattivo numero 1, seguito a breve distanza da Blake Fielder-Civil, l’uomo che Amy ha amato disperatamente e che l'ha portata con sé nell'abisso delle droghe.

Forte di un'attrice protagonista come Marisa Abela, Sam Taylor-Johnson ha preso spunto dai grandi musical, ha potuto utilizzare i vestiti e i gioielli di Amy Winehouse, e quando hanno cominciato a circolare le prime foto rubate dal set di Back to Black e i fan della Winehouse hanno manifestato la loro disapprovazione, la regista ha fatto spallucce, perché una cosa del genere le era già capitata con il suo primo film, che parla nientemeno che di John Lennon.

Sam Taylor-Johnson: gli inizi e Nowhere boy

Sam Taylor-Johnson è un personaggio molto interessante. Innanzitutto bisogna dire che non è soltanto una regista cinematografica. Lei si definisce "artista concettuale", laddove il termine concettuale sta ad indicare che le idee espresse attraverso un'opera d'arte sono più importanti del risultato estetico. Inoltre Sam fa parte del movimento Young British Artist, nato negli anni '80 quando un gruppo di "visual artist" cominciò a esporre le sue opere a Londra, preferibilmente all’interno di vecchie fabbriche e magazzini. La Taylor-Johnson, dunque, fin da giovane ha dimostrato di avere talento, personalità e il giusto anticonformismo. Le sue fotografie e i suoi video hanno fatto il giro dei musei e la sua passione per la musica l'ha portata a collaborare con i Pet Shop Boys. Sam adora i Beatles, e dei Fab Four il suo preferito è John Lennon. Ecco perché nel 2009 le è stato proposto di dirigere Nowhere Boy, che narra l'adolescenza dell'autore di "Imagine".

Su Rottentomatoes Nowhere Boy ottiene l'80% di recensioni positive. Interessante è l'argomento, perché non molti conoscono la prima giovinezza di John Lennon, ragazzo ribelle iniziato alla musica da sua madre (che preferì farlo crescere alla sorella) e appassionato di Elvis. Il film racconta anche la nascita del sodalizio artistico tra Lennon e Paul McCartney, gracile ragazzino quindicenne dalla voce prodigiosa. In molti scrivono che Nowhere Boy è un "must see", che la ricostruzione d'epoca è perfetta e che il giovane protagonista Aaron Taylor ha grande talento. I detrattori invece lamentano l'assenza di uno sguardo personale. Trasposizione del libro "Imagine this. Io e mio fratello John Lennon", scritto dalla sorellastra di Lennon Julia Baird, il film ha il pregio di non celebrare Lennon come un'icona della musica del XX° secolo e di avere personaggi dotati di grande spessore psicologico.

Cinquanta sfumature di grigio e A Million Little Pieces

Ci dispiace per E.L. James, ma Cinquanta sfumature di grigio è il film migliore della trilogia cinematografica con protagonisti Christian Grey e Anastasia Steele, e quando lo abbiamo visto, abbiamo pensato che superasse di molte lunghezze il romanzo, e infatti abbiamo scritto, nella nostra recensione, che "il best seller di E.L. James che ha trasformato il bondage e i frustini in un lessico familiare per desperate housewives diventa un film, se non vibrante, almeno formalmente impeccabile e felicemente non pruriginoso". Ma soprattutto il Fifty Shades di Sam ha una buona dose di ironia, beneficia del talento di Jamie Dornan e scava nei traumi di quest'ultimo avvicinandolo allo spettatore. Manca un po’ di sana carnalità nel film, complice la fotografia patinata.

Cinquanta sfumature di grigio vince 4 Razzie Awards, la critica lo massacra ma il film incassa una vagonata di bigliettoni. Quando è solo un progetto, se lo litigano vari colossi della distribuzione. Ad avere la meglio è la Universal, che mette a disposizione della regista 40 milioni di dollari. In Italia vanno tutti a vederlo, tanto che dopo i primi otto giorni l'incasso si aggira intorno agli 8 milioni e mezzo di dollari.

Regista di tre cortometraggi e di qualche sporadico episodio di un paio di serie televisive e forse più, Sam Taylor-Johnson ha diretto, nel 2018, il drammatico A Million Little Pieces, che prende spunto dall'omonimo libro autobiografico di James Frey e parla di un giovane uomo che prova a combattere la propria dipendenza dalla droga in un rehab. La critica lo stronca e da noi il film non arriva. Co-sceneggiatore e interprete principale è Aaron Taylor, che da diverso tempo ha cambiato il suo nome completo in Aaron Taylor-Johnson, e questo perché lui e Sam sono sposati, e certamente rappresentano una delle coppie più belle e durature del mondo del cinema, nonostante una differenza di età di 23 anni. C’è una vasta letteratura sulla love-story fra Sam e Aaron Taylor-Johnson, e quindi è d'obbligo fare almeno un accenno.

Sam Taylor-Johnson e Aaron Taylor-Johnson: un amore grande 

Aaron e Sam si conoscono nel 2008, quando lui fa il provino per il ruolo di John Lennon in Nowhere Boy. Aaron sta girando Kick-Ass e Sam ha appena divorziato dal marito, un mercante d'arte di nome Jay Jopling. Sam invita Aaron a casa sua per il provino e, non appena gli apre la porta, pensa: John Lennon è lui! Il provino va benissimo e Aaron rimane molto colpito da Sam, tanto che ancora ricorda com'era vestita quel giorno. L'attore lavora già da 6 anni e si sente decisamente più maturo dei suoi coetanei. Sul set di Nowhere Boy c'è grande intesa fra Sam e Aaron. e tutti se ne accorgono, ma non accade nulla fra i due. A fine riprese lui dice a lei, che intanto sente le farfalle nello stomaco, che la sposerà. I due si mettono finalmente insieme ed esattamente un anno dopo lui si inginocchia davanti a lei e le fa la proposta di matrimonio. Il fidanzamento viene annunciato pubblicamente in occasione della première inglese di Nowhere Boy, nell'autunno del 2009, e il 7 luglio del 2010 nasce la loro prima figlia Wylda Rae, seguita, il 18 gennaio del 2012, da Romy Hero. Il 21 giugno del 2012 Sam e Aaron convolano a nozze. È in questa occasione che la regista e l'attore decidono di unire i loro cognomi. Nel 2017 Aaron vince il Golden Globe per la sua performance in Animali notturni di Tom Ford e nel discorso di ringraziamento parla di sua moglie dicendo: "Sei la mia anima gemella, ti amo tanto, sei la mia benedizione". Nonostante l’insistenza dei media nel sostenere che la loro unione è destinata a finire, Sam e Aaron continuano a dichiararsi amore eterno e affidano il loro sentimento reciproco ai social postando spesso su Instagram romantiche foto insieme. Sam e Aaron hanno inoltre suggellato la loro unione facendosi tatuare l'uno il nome dell’altra sul corpo: lui sul petto accanto al cuore, lei vicino alla clavicola. Infine, in occasione del loro decimo anniversario di nozze (nel 2022), hanno rinnovano le promesse.

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