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Addio a Giorgio Albertazzi: a 92 anni scompare il grande attore italiano

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Icona del palcoscenico, personaggio focoso e controverso, è stato protagonista anche al cinema e in televisione.

Addio a Giorgio Albertazzi: a 92 anni scompare il grande attore italiano

Pochi mesi dopo Paolo Poli, se n'è andato un altro nostro grande attore del Novecento, Giorgio Albertazzi, di cui si può dire che è praticamente morto in scena, almeno metaforicamente (solo 2 anni fa aveva stabilito un vero e proprio record partecipando a 90 anni al programma televisivo Ballando con le stelle). Fiorentino come Poli (per la precisione fiesolano), era per molti aspetti agli antipodi del suo concittadino, ma aveva la stessa debordante personalità e un grande innegabile talento, qualsiasi mezzo scegliesse per esprimerlo. Albertazzi è morto in Toscana, nella casa della moglie Pia de' Tolomei (Pia Tolomei di Lippa, discendente dalla nobile famiglia, la cui omonima fu immortalata da Dante), da cui lo dividevano 36 anni di età e che aveva sposato nel 2007 con rito civile officiato da Walter Veltroni. Secondo le sue volontà di non credente non ci sarà un funerale ma solo un saluto agli amici nella tenuta di famiglia nel grossetano.

Nato nel 1923, a 20 anni il giovane Albertazzi si arruola nell'esercito della Repubblica di Salò. Dopo la guerra, condannato, viene amnistiato dopo due anni di carcere. Si laurea in architettura e col suo bell'aspetto e la splendida voce inizia a carriera artistica, apparendo in fotoromanzi, a teatro e al cinema. Il debutto sul palcoscenico avviene nel 1949 con Luchino e Visconti nel Troilo e Cressida shakespeariano. Sempre a teatro nel 1964 Franco Zeffirelli, suo coetaneo, lo dirige a Londra in Amleto, con Anna Proclemer (a lungo sua partner sulle scene e nella vita) e Anna Maria Guarnieri. Al teatro, dove allestirà anche con la propria regia decine di prestigiosi spettacoli (tra cui il suo cavallo di battaglia, "Memorie di Adriano", dal romanzo della Yourcenar), si dedica quasi esclusivamente dalla metà anni Settanta in poi.

Al cinema debutta nel 1951 con Lorenzaccio, nel ruolo protagonista. Dopo una serie di titoli come Il mercante di Venezia, Gioventù alla sbarra, Uomini ombra e altri film – tra cui un'apparizione non accreditata al primo Don Camillo – è la voce narrante de Le Notti bianche di Luchino Visconti, prima di affascinare il pubblico internazionale, nel 1961, con la sua interpretazione del misterioso italiano che cerca di convincere Delphine Seyrig che non si ricorda di lui, di averla incontrata l'anno precedente in L'anno scorso a Marienbad di Alain Resnais. Nonostante continui ad apparire al cinema fino a pochi anni fa - nel suo curriculum anche film come Ti ho sposato per allegria di Luciano Salce con Monica Vitti e 5 donne per l'assassino di Mario Bava - non gli capiterà più un altro ruolo tanto carismatico, mentre sarà la televisione a offrirglieli e a renderlo popolarissimo presso il pubblico che affolla i teatri in cui recita.

Nel 1959 è il principe Myshkin nello sceneggiato L'idiota dal romanzo di Feodor Dostoevskij, nel 1965 è Dante Alighieri in Vita di Dante e nel 1969 dirige e interpreta Jekyll, una delle migliori trasposizioni del romanzo di Stevenson, in cui nei panni di Hyde terrorizza i ragazzi dell'epoca, che da anni lo conoscono in vesti più rassicurati negli spot di Carosello. Memorabile anche la sua interpretazione, nel 1974, dell'investigatore Philo Vance, dai gialli di S. S. Van Dine.

Molti ricorderanno (se hanno l'età per farlo) quanto l'onta del suo passato giovanile abbia pesato sul giudizio di molti critici e spettatori in tempi molto politicizzati. Eppure sembrò a tutti giusto e naturale vederlo in scena, nel 2004, assieme all'anarchico Dario Fo (che per altro si era come lui, giovanissimo, arruolato volontario nell'esercito di Salò), per raccontare la storia del teatro in Italia. Quella storia che personaggi come loro, Arnoldo Foà e Paolo Poli hanno contribuito a creare e che almeno al momento, purtroppo, sembra non avere eredi all'altezza di questi grandi e orgogliosi leoni.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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