Interviste Cinema

The Informer: incontro col regista Andrea Di Stefano, talento italiano prestato al cinema internazionale

Arriva al cinema il 17 ottobre il bel crime con Joel Kinnaman, opera seconda dell'attore e regista romano, pieno di progetti, che ha confessato di essere "una groupie" di Marco Bellocchio.

The Informer: incontro col regista Andrea Di Stefano, talento italiano prestato al cinema internazionale

Il 17 ottobre arriverà nelle nostre sale con Adler Entertainment un bel crime urbano e thriller carcerario, The Informer, con Joel Kinnaman, Rosamund Pike, Clive Owen e Common. Ambientato a New York, nonostante il budget medio-basso e la produzione indipendente, gioca le sue carte con grande classe, grazie alla bravura dei protagonisti e soprattutto alla bella regia di Andrea Di Stefano. Romano, classe 1972, ha iniziato la carriera come attore sotto l'egida di Marco Bellocchio, per cui fa un tifo sfegatato al punto da definirsi scherzosamente “una groupie” del regista e di tifare come un matto per Il traditore agli Oscar) col Principe di Homburg. Sono seguiti per lui ruoli in film come Vita di Pi, Prima che sia notte, Il fantasma dell'opera, Cuore sacro e il più recente In guerra per amore, di Pif. All'Actor's Studio newyorkese ha avuto come mentore un gigante del cinema americano come Arthur Penn e nel 2014 ha esordito alla regia col bel Escobar – Paradiso Perduto, con Benicio del Toro e Josh Hutcherson, scoprendo che quello che ama di più è scrivere e realizzare storie (“anche se mi piacerebbe, di tanto in tanto, stare su un set senza altre responsabilità che il mio personaggio”).

Lo abbiamo incontrato proprio in occasione della presentazione alla stampa italiana di The Informer, che uscirà in America il 10 gennaio, e abbiamo avuto modo di apprezzarne la simpatia e la sincerità con cui racconta il dietro le quinte di un film come questo e della sua esperienza di italiano prestato al cinema estero. Alla sua opera seconda in lingua inglese, Di Stefano ha il sogno nel cassetto (e lo ribadisce più volte) di realizzare un film interamente italiano. Per adesso sta scrivendo per Wildside una serie tv tra il comico e il criminale, temporaneamente intitolata “Mafia Princess”, su una ragazzina quattordicenne figlia di 'ndranghetisti che vive nella Milano da bere degli anni Ottanta, e che vede la sua vita attraverso i telefilm dell'epoca. E al cinema ha un altro progetto con Benicio del Toro, The Last Shift, anche se il film che girerà l'anno prossimo in Polonia si intitola Karski e racconterà la storia del Giusto tra le nazioni Jan Karski. Tornando al presente, The Informer parte da un best-seller svedese di Anders Roslund e Börge Hellström, “Tre Secondi”. Di Stefano è stato coinvolto nel progetto, che da anni era in attesa di trovare il regista giusto, quando Rosamund Pike era già collegata, e ha riscritto interamente la sceneggiatura di Rowan Joffe:

“Ho proposto dei cambiamenti al copione e mi hanno detto di parlarne con Rosamund Pike. C'erano una serie di cose che non mi convincevano ma per me era importante che il suo tradimento fosse consapevole e lei provasse poi un senso di colpa, mentre nell'originale era più buonista tradiva senza rendersene conto. Comunque in America dipende tutto dal cast, quindi ogni volta devi mandare il copione agli attori e vedere se ci sono cambiamenti da fare. La versione che vedete sullo schermo è la diciassettesima che ho scritto. Ad esempio il personaggio di Ana De Armas che interpreta la moglie e che è un'attrice emergente, ha dovuto essere riscritto e ingrandito, per aumentare il suo cablaggio emotivo".Per quanto riguarda gli altri attori, è stato facile coinvolgere Clive Owen e gli altri, perché avevo lavorato bene con Benicio del Toro ed è importante nella comunità degli attori se uno di loro parla bene di te, ho trovato simpatia da parte loro e anche gli agenti hanno cercato di aiutarmi e pian piano ho costruito il cast.  Avevo visto Joel Kinnaman nella serie The Killing, ricordo che rimasi molto colpito da lui come attore e quando c'era questa lista di attori papabili non appena ho visto il suo curriculum mi sono ricordato che era un attore bravissimo e in qualche modo non avevo più rivisto in altre cose al cinema, anche se è molto famoso per le serie tv Altered Carbon e altre. È stato un amore a prima vista, quando l'ho incontrato ho capito che era perfetto per la parte. Le frasi che dice in polacco nel film le ha provate e riprovate con parte del cast, che ho preso in Polonia. Mateusz Kosciukiewicz, che fa Stazek, è una star polacca e lo ha aiutato in questo. Per il ruolo del boss, lo zio, come al solito la produzione voleva un attore quarantenne, gigantesco, tatuato, io invece ho insistito per avere questo attore straordinario, secondo me perfetto, che aveva quasi 80 anni ed era stato da poco colpito da un ictus”.

Uno degli elementi che colpiscono maggiormente nel film - che parla di un ex carcerato, un corriere della droga che lavora per la mafia polacca ed è un informatore dell'FBI, scaricato e costretto a tornare in carcere quando le cose si mettono male -  è l'estrema credibilità e realismo dei dettagli, dagli ambienti alle scene d'azione, che sono molto precisi. Per questo Di Stefano si è avvalso della collaborazione di veri agenti della polizia, in particolare di uno dell'Fbi e della DEA, che lo aveva già aiutato per Escobar e che quando è stato girato il film:

“Mi aveva detto che stava arrivando il fentanyl, di cui all'epoca nessuno parlava e adesso sta su tutti i giornali. Ho incontrato un informatore ucraino che faceva parte di un'organizzazione criminale, altri agenti dell'FBI e della polizia di New York. L'FBI ha tre o quattro agenti che fanno i consulenti per i film che parlano di loro e ti aiutano a prescindere del fatto che se ne parli bene o male. Poi per le scene del carcere ho passato tre giorni nella prigione di Sing Sing, a nord di New York, ed è stato molto istruttivo. C'è un problema di sovrappopolazione per cui mettono questi letti a castello nei campi di basket, rendendo l'ambiente estremamente pericoloso per gli individui più deboli”.

Nonostante le sue prime regie parlino di criminali, Di Stefano confessa:

“Io non vado a vedere i film d'azione, non mi interessano, vedo un altro cinema, è stata una coincidenza che mi siano capitati due film su questo argomento. Mi piace fare ricerca. Io sono cresciuto coi film di Sergio Leone, Sam Peckinpah, e quando mi è arrivato questo copione dopo Escobar, quello che mi ha fatto scattare l'interesse è stato avere la la possibilità di fare un film a New York. Abbiamo girato ovunque, molto anche a Green Point e ho pensato subito a Il braccio violento della legge e a quei film degli anni Settanta, dove si girava veramente per la strada, ma oggi non si può più fare. Alcune scene, come quella in cui Rosamund Pike attraversa Fifth Avenue non sulle strisce, o il finale, le abbiamo rubate e il giorno dopo mi hanno quasi arrestato, c'è un controllo molto severo. In realtà il primo film che ho scritto era una commedia amara, sono cresciuto col cinema di Mario Monicelli e Dino Risi, che sono i miei registi preferiti”.

Quanto è difficile e diverso girare un film in America?

“Le maggiori difficoltà stanno nell'avere a che fare con una struttura produttiva molto complessa, devi trovare la tua libertà in un ambiente che ti controlla. Sono almeno riuscito a strappare un finale più all'americana, mentre loro volevano il classico happy ending e questa è stata una delle grandi battaglie che ho combattuto. Le maestranze italiane per me sono superiori a quelle americane, da un'ottima maestranza all'estero nel migliore dei casi puoi avere un prodotto di estrema professionalità, in Italia c'è sempre qualcosa in più che è molto simile al sentimento amoroso, con un risultato superiore”.

Mentre ci auguriamo che Di Stefano possa trovare un progetto che riporti in patria il suo talento, vi consigliamo di vedere The Informer, dal 17 ottobre su circa 200 schermi.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming