Suspiria secondo Luca Guadagnino: il regista italiano protagonista in concorso a Venezia 2018

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Suspiria secondo Luca Guadagnino: il regista italiano protagonista in concorso a Venezia 2018

L’attesa per il remake di Suspiria targato Luca Guadagnino è alle stelle da molto tempo, ancor di più dopo il successo globale di Chiamami col tuo nome. Presentato in concorso, è il film di cui tutti parlano oggi a Venezia, accolto da molti applausi e qualche sporadico fischio, come al solito alimentando un dibattito accanito. Tutti schierati nelle sala delle conferenze stampa del Casinò del Lido di Venezia, hanno risposto alle domande dei giornalisti, rivolte per lo più al nostro regista.

“Non tematizzo mai i miei film mentre li faccio, parlano loro dopo, indipendentemente dai realizzatori. In Suspiria è indubbio che al centro ci siano i rapporti interpersonali del femminile e nella storia e il terribile. La danza ha un ruolo importante, è un mezzo espressivo che amo, pur non essendo un esperto. È un piacere straordinario vedere grandi coreografi che si esprimono, qui abbiamo avuto l’onore di contare su Damien Jalet. Era cruciale che i movimenti di ballo non fossero un orpello, ma permettessero di essere utilizzati come personaggi trascendenti della magia.”

Accanto a Guadagnino la sua musa, sodale, partner creativa. Chiamatela come meglio credete, Tilda Swinton lo definisce semplicemente “uno dei miei migliori amici, ci conosciamo da molti molti molti anni, siamo ormai parenti di sangue. Vivere con lui per me è come essere a casa, è facile lavorare con lui e allo stesso tempo è audace. Il cinema è collaborativo e con lui sai di poterti divertire ed affidare, perché come te non vuole proporre cose già viste, ma spingersi in territori sempre diversi.”

La Swinton ha anche letto una pomposa lettera di ringraziamento dello psicanalista esordiente al cinema, dott. Jozef Klemperer, personaggio chiave del film, troppo schivo per essere presente. SI tratta, in realtà, del secondo ruolo per la solita trasformista Swinton, dopo la coreografa Madame Blanc. Non è mancata la domanda su una possibile campagna per l’Oscar dedicata all’anziano dottore. “Sarebbe bello”, ha risposto con un sorriso l’attrice britannica.

Una grande attenzione è stata posta sulle scenografie, ricostruendo la scuola di danza della Berlino divisa degli anni ’70 in un hotel di Varese. “Sono molto specifico sul decoro, un vero rompiscatole, ma questa volta ho lavorato con un artista testardo come me, Inbal Weinberg. Un arabo e un israeliano, un connubio esplosivo. Abbiamo cercato di mantenere elementi del modernismo tedesco degli anni ’30 rimasti fino agli anni ’70. Un periodo scelto per le lotte femministe del ’77 oltre che per i riferimenti al cinema di Fassbinder, maestro della femminilità mai sconfitta. Le sue donne non sono mai vittime, ma personaggi che mettono in movimento un gioco di crudeltà, mai schiacciate.”

A proposito delle donne, Suspiria è un altro dei film declinati al femminile di questa Mostra, e Luca Guadagnino così risponde all’inevitabile domanda sul movimento #MeToo. “È molto interessante dal punto di vista di un uomo europeo guardare a un movimento così femminista e americano. Mi sembra uno di quei passaggi dai quali non si torna più indietro, ha investito le coscienze. Suspiria l’abbiamo girato prima, mi piace pensare che questo mio lavoro, e altri prima e dopo, siano frutto del piacevole desiderio di non essere mai in posizione di schiacciare l’altro col proprio potere”

Parlando delle protagoniste, poche parole ma di sincera gioia per aver partecipato al film da parte di Chloe Grace Moretz, “un piccolo ruolo per un’esperienza incredibile”, Jessica Harper e la giovane modella e attrice Mia Goth.

“Per me è la seconda volta con Luca”, ha invece dichiarato Dakota Johnson, “ci conosciamo molto bene e questo punto mi sento al sicuro nel mettermi nelle sue mani. Sono cresciuta con streghe, magia, danza e tante donne. Elementi che ho ritrovato nel film.” Riguardo alla molto mediatizzata analisi che le avrebbe provocato l’interpretazione di Susie nel film: “prima di tutto non sono stata psicoanalizzata, e non credo lo sarò mai, ma sono una persona che assorbe molto le emozioni delle persone che ha intorno e talvolta, quando interpreto personaggi cupi, me li porto con me. Non me ne vergogno certo, la mia è stata una esperienza divertente, esilarante, certo non traumatica, ma la più gioiosa possibile.”

Un remake che non fa che confermare l’amore del regista per Dario Argento, come ha tenuto a ricordare. “Amo, amiamo Dario, non sarei qui se non fosse per lui. Sono uno stalker di maestri del cinema come lui. Se volete un aneddoto, avevo credo 15 anni quando vidi Suspiria, recuperando poi gli altri suoi film. Un giorno mia madre sentì la voce che stava cenando in un ristorante della mia città, Palermo. Sono corso a verificare: era lì e io sono rimasto con la faccia appiccicata al vetro, aspettando che finisse di mangiare. È una persona gentilissima”.

Infine, parlando di contributi tecnici al film, di grande rilievo è il lavoro fatto da Thom Yorke, che ha composto la colonna sonora. “Quando Luca è venuto pensavo fosse una pazzia, non avevo fatto una soundtrack e quella originale era leggendaria, con la sinergia dei Goblin con Dario Argento. Ci ho messo dei mesi anche solo per contemplare l’idea di accettare, è stato uno di quei momenti in cui vuoi scappare, ma sai che facendolo poi finirai per pentirti. Ho scelto di usare molte ripetizioni di motivi. Un processo di ipnotizzazione, che ho esplorato come fosse un incantesimo, parlando dell’elemento magico del film”.

Suspiria secondo Luca Guadagnino uscirà prossimamente distribuito da Videa.




Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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