Hollywood homicide

Titolo originale: HOLLYWOOD HOMICIDE

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Joe Gavilian e K.C. Calden, due detective della squadra omicidi, investigano su un gruppo rap prodotto da Sartain, proprietario di una nota etichetta musicale rap, sospettato dell'omicidio di alcuni artisti che in passato avevano cercato di sciogliere i contratti che li legavano con la casa discografica.....

Curiosità:

""E' tornato Indiana Jones! Harrison Ford si riprende il posto che gli spetta, tra i divi che sanno recitare. 'Hollywood Homicide' è in apparenza una detective story, con tutto l'armamentario del genere, ma una ventata di follia percorre l'intera pellicola, rivitalizzando un genere fin troppo visitato. Un po' commedia, un po' crime story, tanto per disporre di un centro di gravità, il film non scopre del tutto le carte e si deve credere solo alla metà di ciò che si vede, ma la metà scelta, se è quella giusta, dispensa un divertimento non banale. (...) Amabile gigione, Ford esprime l'humour che ha soffocato per troppo tempo, risultando la carta vincente del film." (Adriano De Carlo, 'il Giornale Nuovo', 19 dicembre 2003)"L'idea di Ron Shelton, sceneggiatore e regista del film, era di realizzare un poliziesco con la consueta coppia di agenti, il maturo e il giovane, rispettivamente impersonati da un divo (Harrisond Ford) e da un emergente (Josh Hartnett): salvo a farne dei tipici personaggi da commedia che paiono finiti per sbaglio in un thriller. (...) Sceneggiato con finezza e perfettamente sostenuto da un attore molto bravo nella chiave dell'ironia e dell'understatement come Ford, il tormentone della doppia attività che sembra occupare i protagonisti più delle indagini in corso sarebbe divertente e riuscito, se non fosse che è annacquato, addirittura sommerso in un mare di clichès. Un teatrino che ben conosciamo di cattivi-cattivi, di rappresentanti della legge collusi con la criminalità, di prostitute infide; e soprattutto rimpinzato di quelle scene d'azione, di inseguimenti di auto con relative carambole che troppe volte abbiamo visto sullo schermo e mai più vorremmo vedere. " (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 22 dicembre 2003)"In una dialettica tanto appassionante, Shelton inserisce una quantità di sottotracce inutili, che restano incompiute e pregiudicano ulteriormente il senso di un oggetto cinematografico non abbastanza emozionante per un film d'azione, non abbastanza divertente per una commedia. Quando Ford sequestra la bicicletta a una ragazzina per inseguire i malvagi, cominci a pensare che sia davvero 'troppo vecchio per queste fesserie'. Negli Usa è stato un flop; a noi lo ammanniscono a Natale." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 dicembre 2003)


fonte "RdC - Cinematografo.it"
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