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Serie TV: Le 27 morti più scioccanti [Spoiler come se piovesse]

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Dalla perdita dei personaggi più amati agli omicidi più cruenti: un articolo spoiler dall'inizio alla fine.

Serie TV: Le 27 morti più scioccanti [Spoiler come se piovesse]

Pochi giorni fa è arrivata su Netflix Russian Doll, la bizzarra e surreale comedy scritta da Natasha Lyonne, Leslye Headland e Amy Poehler, in cui, in poche parole, la protagonista perde la vita nei modi più strani, per poi ritrovarsi sempre, inspiegabilmente, al punto di partenza. La si può vedere inciampare sulle scale, precipitare da un ponte o investita da una macchina, ma in nessuno di questi casi ci si sente profondamente scossi o turbati, perché non sono quelli i sentimenti che le autrici hanno voluto trasmettere. Ma non è sempre così e lo sa bene chi ha visto una qualsiasi opera televisiva creata da Shonda Rhimes, JJ Abrams o George R.R. Martin. Per cui oggi vogliamo ricordare le 27 morti più scioccanti delle Serie TV, provando trovare una morale per ognuna. Ovviamente, questo articolo è una lunga lista di SPOILER. Siete stati avvisati.

Charlie, Sun e Jin (Lost)

NOT PENNY'S BOAT. Queste parole hanno lasciato tutti i fan di Lost a bocca aperta, mentre inavvertitamente pronunciavano un lunghissimo e funereo "noooooo" e vedevano il povero Charlie affogare dopo essere stato raggirato da Mikhail Bakunin. Una morte simile, ma ancora più struggente, è stata scelta per Sun e Jin, che dopo aver recuperato il proprio rapporto, sono stati eliminati dagli autori e lasciati a stringersi le mani e a guardarsi negli occhi finché l’acqua non li ha ricoperti completamente. Morale: non salire mai su una nave, se nei paraggi c'è J.J. Abrams.

Freddie e Chris (Skins)

Prima ancora di Shonda Rhimes, dall’altra parte dell’Oceano, un gruppo di autori altrettanto spietati ha fatto paralizzare le mandibole di tantissimi ragazzi innocenti e finti tali in giro per il mondo. Per chi ha seguito gli intrecci, le crisi, i rave e le (poche) gioie dei protagonisti delle varie generazioni di Skins, due morti in particolare sono state vissute in modo un po’ traumatico: quelle di Chris e Freddie. Nella seconda stagione, proprio quando sembra che Chris abbia trovato un suo equilibrio e sia finalmente felice, muore all’improvviso e pure malissimo davanti a Cassie, venendo colpito da una cosiddetta emorragia subaracnoidea - che in molti, presi dallo shock, avranno sicuramente cercato subito dopo su Google. È stato un bel colpo, sì, ma nella stagione quattro è stato superato di gran lunga dalla morte di Freddie. Per aiutare Effy a ritrovare la serenità, Freddie va da solo e senza avvisare nessuno dal Dr. Foster, lo psichiatra da cui lei era in cura, che lo uccide a colpi di mazza da baseball. Chi scrive, vorrebbe non aver mai visto quella scena e quegli schizzi di finto-sangue sulla porta a vetri. Morale: non andare mai da solo a casa di uno che non conosci.

Derek Shepherd, Lexie Grey e George O’Malley (Grey’s Anatomy)

Shonda Rhimes è la serial killer più famosa di personaggi immaginari, una manipolatrice esperta che sembra si diverta a uccidere tutti i volti più amati delle sue serie tv: se potesse, forse ucciderebbe anche Meredith Grey, e chissà che non decida sul serio di concludere proprio così la sua creazione più famosa e longeva, Grey’s Anatomy (finirà mai, comunque?). Tra le innumerevoli morti dell’amato medical drama, tre su tutte meritano di essere inserite in questa lista per l’enorme dolore che hanno provocato agli spettatori. Partiamo da George O’Malley, che dopo essere stato lentamente declassato a personaggio secondario, è stato investito da un autobus per salvare una ragazza, ed è morto al Seattle Grace senza essere riconosciuto da nessuno, tranne che da Meredith. Poi è stato il turno di Lexie Grey, morta tra le braccia di Mark dopo essere rimasta ferita in un incidente aereo a Boise e infine, nell’undicesima stagione, Shonda ha dovuto pensare al modo più tragico e drammatico possibile per eliminare “l’uomo dei sogni”, Derek Shepherd. Derek, prima salva la vita alla conducente di una macchina che lo sorpassa in malo modo, poi risale in macchina, si posiziona per fare un’inversione a U e resta in mezzo alla strada per recuperare il cellulare tra i sedili, venendo preso in pieno da un tir. Un esempio perfetto di come non comportarsi alla guida. Per girare ancora di più il coltello nella piaga, la cara Shonda poi ha voluto mostrarlo ancora vivo in ospedale, per poi rivelare che si trattava di una fantasia di Meredith. Che infame. Morale: non lasciare mai a metà un’inversione a U.

Ned Stark, Robb Stark, Catelyn Stark, Talisa Stark, Oberyn (Il Trono di Spade)

Un’altra lunga “ecatombe tv” è Il Trono di Spade. Tra le tante vittime della penna di George R. R. Martin, a cinque personaggi è stato riservato un trattamento tristemente speciale. Il primo della lista è il povero Ned Stark, che viene decapitato dal sadico Joffrey (inserito nella lista dei 20 migliori cattivi) scatenando una sanguinosa guerra tra le casate. Dovevamo saperlo fin dall’inizio quale sarebbe stato il suo esito, considerando che ad interpretarlo c’era Sean Bean, forse l’unico attore che può vantare l’esistenza di un’infografica di tutte le sue morti sul piccolo e grande schermo. Poi è arrivato l’ormai famigerato Red Wedding, in cui i Lannister hanno colpito ancora uccidendo in un colpo solo Robb Stark, Talisa Stark e Catelyn Stark. Ma nessuna di queste morti è stata cruenta tanto quanto quella di Oberyn Martell, preso a pugni, strozzato e infine letteralmente fracassato dal titanico Clegane. Morale: evita di fare lo spaccone restando alla portata del tuo rivale.

Rita e Debra (Dexter)

Restando in tema spacconi puniti, parliamo delle due peggiori morti di Dexter, partendo da Rita, la donna evidentemente creata per rappresentare il vero e universale significato del moderno detto: “mai una gioia”. Dopo essersi allontanata da un marito violento, che abusava di lei emotivamente e sessualmente, la sfortunata Rita crede di aver trovato l’uomo perfetto. E invece, sta con un assassino. Questa sua ingenuità la porterà ad essere uccisa a pugnalate da Trinity Killer, rivale del suo amato. Nell’ultima stagione, poi, Dexter scatena la vendetta di un altro omicida, che decide di prendersela con la sorellastra, Debra, sparandole all’addome e facendola finire in coma irreversibile. Ma l’abbiamo già detto, quello di Dexter è uno dei finali più deludenti delle serie tv. Morale: se il tuo compagno o tuo fratello ti danno modo di pensare di essere degli assassini, scappa.

Mitch Leery (Dawson’s Creek)

Se fosse stato reale, il padre di Dawson Leery avrebbe potuto ricevere un bel Darwin Award. Il caro Mitch muore stupidamente per colpa di un gelato: dopo aver discusso con il figlio, decide infatti di consolarsi mangiandosi un bel cono in macchina, mentre guida e canta a squarciagola “Drift Away” di Dobie Gray. Nel tentativo di recuperare da terra (MA PERCHE’, POI?) le palle di nocciola e panna cadute sul tappetino, fa un incidente e muore. Cosa avrà fatto mai John Wesley Shipp per far arrabbiare gli autori così tanto da convincerli a far morire il suo personaggio come un vero imbecille? Morale: se proprio vuoi mangiare un gelato mentre stai guidando, scegli le bomboniere magnum.

Opie (Sons of Anarchy)

Nessuna delle morti di Sons of Anarchy è stata inaspettata quanto quella di Opie, altro rappresentante ideale del “mai una gioia”. Gli hanno ucciso per errore la moglie, poi il padre, poi la nuova compagna lo ha tradito e infine il suo caro amico Jax ha pensato bene di stringere un patto con Damon Pope, mettendo tutti a rischio a tal punto da costringerlo a sacrificarsi per salvare gli altri membri del club. Morale: scegliti bene gli amici.

Hank Schrader (Breaking Bad)

“Sei l’uomo più intelligente che conosca, ma sei troppo stupido per capire che ha già deciso cosa fare da dieci minuti”. Le ultime parole di Hank Schrader prima di morire nel deserto per mano di Jack e di fronte allo sguardo inizialmente impassibile del cognato Walter White, sono rimaste impresse nella memoria dei fan di Breaking Bad. Era uno dei personaggi migliori di tutta la serie, per cui è stato un momento molto doloroso da digerire, come nel caso di Mike. Molto presto vedremo su Netflix il film che ci racconterà cosa è successo a Jesse Pinkman, e speriamo che almeno per lui gli autori abbiano pensato ad un lieto fine. Morale: non chiamare mai tua moglie prima della polizia.

La Madre (How I Met Your Mother)

Nove stagioni, duecentootto episodi, una ventina di relazioni finite male, un quasi matrimonio, un tira e molla infinito, innumerevoli risate e momenti di conforto, per poi arrivare alla fine, scoprire finalmente l’identità della fantomatica madre dei figli di Ted Mosby e vederla morire subito dopo. Se non è un’ingiustizia questa! Morale: niente, nessuna morale. Solo una profonda delusione.  

Will Gardner (The Good Wife)

Altrettanto scioccante, è stata la morte di Will Gardner in The Good Wife: in pochi secondi e senza alcun preavviso, uno dei personaggi cardine di tutta la serie è stato fatto fuori da un folle cliente in una strage in tribunale. Ora, riesce difficile pensare che in America si possa riuscire ad entrare in un’aula di tribunale con una pistola, ma questo escamotage è stato pensato per permettere all’attore Josh Charles di uscire dal cast. Prendetevela con lui, quindi, se avete sofferto per Will. Morale: i metal detector sono una grande invenzione, ma nelle serie tv sono inutili.  

Marissa (The O.C.)

Potevano semplicemente farla partire e andare in crociera a lavorare con il padre, invece gli autori di The O.C. hanno voluto prendere a calci il cuore dei propri fan, facendo morire Marissa tra le braccia di Ryan dopo un brutto incidente stradale causato da Volchok. Chi di voi non ce l’ha avuta un po’ anche con Ryan per non aver fermato la macchina? Morale: se un infame ti tallona e cerca di farti sbandare, impara da Marty McFly e frena invece di accelerare.

Jack (This Is Us)

Lo sapevamo fin dall’inizio, eppure chiunque abbia visto come è morto quell’uomo perfettamente imperfetto che è Jack Pearson, il personaggio cardine di This Is Us, non ha potuto trattenere le lacrime. Dopo aver salvato tutta la sua famiglia da un incendio, Jack torna tra le fiamme per recuperare anche il cane: un gesto eroico quanto fatale, perché inalerà così tanto fumo da morire intossicato in ospedale, lasciando la moglie Rebecca, i figli e tutti gli spettatori sconvolti. Morale: non accettate mai un bollitore del 15/18 dai vicini di casa.

Zoe Barnes (House of Cards)

L’inizio della seconda stagione di House of Cards è uno dei colpi di scena migliori di tutta la serie. Nel tempo di un respiro, Zoe Barnes muore spinta sotto a un treno della metropolitana da Frank Underwood, che poco dopo si rivolge al pubblico in un monologo agghiacciante, ma tremendamente spettacolare. Morale: mind the gap, please.   

Matthew Crawley (Downton Abbey)

Arrivati quasi alla fine di questa lista, ci rendiamo conto che quasi tutte le morti più traumatiche delle serie tv ruotano attorno a un incidente d’auto. Il caro e gentile Matthew Crawley era riuscito a sopravvivere alla Grande Guerra e all’influenza spagnola, ma forse nessuno gli aveva detto che al volante si deve guardare avanti, e non ammirare il paesaggio. Anche in questo caso, se avete sofferto, dovete prendervela con l’attore, Dan Stevens, che voleva uscire da Downton Abbey. Morale: guidare con i guanti non ti salva da un incidente, se non guardi la strada.   

Glenn (The Walking Dead)

Nonostante sia stato fin da subito abituato ad assistere a scene cruente, il pubblico di The Walking Dead è rimasto fortemente turbato dalla brutalità con cui Glenn è stato assassinato da Negan, ma soprattutto dall’impressionante lavoro dei truccatori che hanno realizzato le protesi dell’attore. Morale: gli esseri umani sono più infami degli zombie.  

Ciro Di Marzio (Gomorra)

Uno dei pochi casi in cui si è scelto di uccidere uno dei protagonisti principali, lo abbiamo visto in Gomorra con la morte di Ciro Di Marzio. L’Immortale si fa sparare dall’amico Genny, sacrificandosi per concludere il suo percorso di redenzione e venendo inghiottito dal mare. Una morte talmente imprevedibile che nei giorni successivi sul web sono state condivise teorie di ogni tipo che lo volevano ancora vivo e pronto a colpire. Ma almeno Marco D’Amore è rimasto sul set della serie, andando dietro alla macchina da presa. Morale: sta senz’ pensier’.  

Paul Hennessy (8 semplici regole)

Una delle sit-com più divertenti dei primi anni 2000 ha subito un brusco colpo perdendo il suo protagonista principale, Paul Hennessy. Il personaggio se ne è andato perché purtroppo l’attore che lo interpretava, John Ritter, è morto proprio durante le riprese. Gli autori della serie, per rispetto a lui e al suo talento, hanno poi deciso di non sostituirlo e di basare la seconda stagione sul dolore della famiglia per la perdita. Ma senza di lui, 8 semplici regole ha perso il suo scopo. Morale: meglio cancellare la serie, se perde il suo fulcro.



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