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Split: la spiegazione del film

Può non essere così scontato capire la fine di Split. Se vi è suggito qualcosa sul finale del film di M. Night Shyamalan, vi aiutiamo noi.

Split: la spiegazione del film

Chiariamoci subito. Se state leggendo queste righe è perché volete la spiegazione del finale di Split. Si presume quindi che abbiate già visto il film di M. Night Shyamalan, giusto? Tenete presente che continuando a leggere è inevitabile incappare in tutti gli spoiler possibili sull'intreccio della trama.
Il regista e sceneggiatore di origine indiana M. Night Shyamalan ha costruito la sua reputazione realizzando thriller con sorprendenti finali, quelli che gli americani chiamano twist-in-the-end, dove non solo tutti i nodi vengono al pettine, ma costringono gli spettatori a riconsiderare tutto il film sotto un altro punto di vista. Il sesto senso (1999) è stato il suo primo grande successo, un horror paranormale con quella formidabile risoluzione finale che nessuno aveva saputo prevedere.
Non sempre il regista è stato capace di soddisfare le aspettative del pubblico e il suo "tocco" a un certo punto ha perso efficacia, ma Shyamalan ha saputo risollevarsi con l'horror The Visit (2015) a cui ha fatto seguito Split.

Split: la trama del thriller di M. Night Shyamalan con James McAvoy

La vicenda di Split è ambientata a Filadelfia, dove, nel parcheggio di un fast food, Dennis (James McAvoy) rapisce tre studentesse in pieno giorno. Le tre ragazze sono disorientate e spaventate dai repentini cambiamenti di Dennis che, a distanza di pochi minuti, muta atteggiamento, postura e voce, presentandosi come la donna Patricia o l’ingenuo bambino Hedwig.
Parallelamente, scopriamo che l’uomo è in cura da anni presso la psichiatra Karen Fletcher (Betty Buckley), la quale gli ha diagnosticato un grave disturbo della personalità. Kevin Wendell Crumb, infatti, ha creato ben 23 identità tutte diverse tra loro, che prendono vita a seconda dello stress che sta subendo.
La dottoressa, seppur intuendo che qualcosa non va, dal momento che la personalità più razionale dell’uomo non si palesa da tempo alle sedute psichiatriche, non può immaginare la natura del suo macabro piano.
Un passo falso separa le tre ragazze rapite e Casey (Anya Taylor-Joy) rimane l’unica a poter tentare un approccio con il rapitore.

Split: la spiegazione del finale del film

L'unica chance che Casey ha di poter fuggire è quella di plagiare l’identità del piccolo Hedwig, la personalità infantile di Crumb. Ma come scopriamo poco per volta, l’uomo vive nel seminterrato di un edificio all'interno di uno zoo e, avendo lavorato per anni a stretto contatto con gli animali del parco, ha innescando un ennesimo meccanismo schizofrenico.
La Bestia che le sue personalità più oscure citano in continuazione alle ragazze rapite, non è un mito come potrebbe sembrare. La Bestia è reale in quanto è la sua 24esima personalità che lo trasforma in un feroce animale affamato, senza raziocinio alcuno e che annienta ogni sua altra identità. L'intento di Kevin e Patricia è sempre stato quello di offrire le ragazze alla Bestia, perché rappresentano il sacrificio ultimo, il pasto per il famelico "animale". Shyamalan poggia la sua storia in un contesto di verosimiglianza, per quanto sconfini leggermente mostrando la trasformazione fisica della Bestia (con un James McAvoy in gran forma), la sua pelle ruvida, le vene ingrossate e l'abilità di camminare sulle pareti.
Il motivo per cui la ferocia della 24esima personalità non si scagli anche contro Casey risiede nel passato della ragazza. La Bestia riconosce nelle cicatrici sul suo corpo un trascorso di abusi, come avevamo intuito nei flashback sull'infanzia di Casey, e questo riframmenta per un istante la sua mente lasciando uno spiraglio di pensiero con un risvolto emotivo. Crumb vede Casey come una sua simile, come una persona sola e "danneggiata", e scatta in lui un sentimento di compassione che anche lei percepisce reciprocamente.

Split: l'imprevedibile ultima sorpresa con Bruce Willis

L'ultima scena del film rivela qualcosa che non era possibile prevedere in alcun modo. Split è di fatto il sequel di Unbreakable - Il predestinato (2000) in cui Bruce Willis e Samuel L. Jackson interpretavano il bene e il male in due personaggi alla ricerca della loro identità. Il tema dell'identità dunque ricorre e, insieme al concetto di supereroi in mondo reale e non fantasy, è il nodo che lega Unbreakable, Split e il successivo Glass allo stesso universo narrativo.
Qui sotto l'intervista a M. Night Shyamalan che abbiamo incontrato a Milano in occasione dell'uscita di Split nei cinema italiani.

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