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Presentato il primo Torino Film Festival diretto da Paolo Virzì

All'insegna della continuità la prima direzione del regista toscano


Il Torino Film Festival è stato presentato oggi alla Casa del Cinema di Roma, con una nuova direzione, ma all’insegna della continuità. Un appassionato Paolo Virzì ha raccontato i suoi primi mesi, intensi, ma entusiasmanti, come nuovo direttore della manifestazione. Dopo Gianni Amelio, e prima ancora Nanni Moretti, il festival piemontese continua la tradizione dei direttori registi:

“Mi sto domandando anche io se un regista può portare qualcosa di più a un festival - ha dichiarato Virzì - lo dirà il pubblico che valuterà il lavoro che è stato fatto. Sono stati due motivi per cui non mi sono sottratto: da una parte il TFF è una cosa autentica come dovrebbe essere un festival di cinema, con spettatori appassionati e tenaci, ma anche quelli che vogliono divertirsi con la commedia; dall’altra parte viviamo un momento terribile per l’Italia e ritengo che non ci si debba sottrarre all’impegno verso le cose che meritano. Le cose belle sono rare e preziose e vanno sostenute. Poi se ha avuto un senso o meno lo valuteremo il 30 novembre.”

Il concorso, come tradizione, sarà un palcoscenico a disposizione dei nuovi talenti, del cinema del futuro, con opere prime o seconde e solo una manciata di terzi film. La speranza, del direttore e non solo, è quella di imbattersi in belle scoperte. Fra i titoli più promettenti La bataille de Solférino di Justine Triet, C.O.G. di Patrick Alvarez e Blue Ruin di Jeremy Saulnier, mentre l’Italia sarà rappresentata dall’opera prima del conduttore televisivo Pif La mafia uccide solo d’estate e dal curioso documentario Il treno va a Mosca di Federico Ferrone e Michele Manzolini.

I film di Torino 31 verrano valutati da una giuria presieduta dallo sceneggiatore e regista Guillermo Arriaga, insieme allo scrittore Stephen Amidon, alla sceneggiatrice Francesca Marciano, all’attore icona del cinema cubano Jorge Perrugoria, e alla regista Aida Besic.

I film fuori concorso sono concentrati anche quest’anno nella sezione contenitore Festa mobile che secondo il vice direttore Emanuela Martini “contiene tutti i film che abbiamo visto e che ci sono piaciuti. Visti in altri festival, ma anche giunti a noi dalle produzioni. L’apertura sarà con gli anzianotti di Last Vegas, commedia all star con risvolti seri sulla difficoltà di tenere viva un’amicizia per tanti anni. In chiusura un thrillerone, da alcuni definito uno Speed al pianoforte: Grand Piano dello spagnolo Eugenio Mira, con Elijah Wood e John Cusack.”

Fra gli altri titoli il ritorno dei canadesi Don McKellar e Bruce MacDonald oltre a tre film amati a Cannes come Only lovers left alive di Jim Jarmusch, All Is Lost con Robert Redford e Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen. Come di consueto il cinema indie americano avrà uno spazio di rilievo con l’ottimo Frances Ha di Noah Baumbach, Prince Avalanche di David Gordon Green e The Way Way Back, opera prima degli sceneggiatori di Paradiso amaro Nat Faxon e Jim Rash. Spazio anche al film postumo di James Gandolfini Enough Said di Nicole Holofcener.
Come già annunciato verrà inoltre presentato in anteprima mondiale il primo restauro digitale di 8 e ½ di Federico Fellini. Per il cinema italiano attendiamo con curiosità il nuovo film di Carlo Mazzacurati.

Con un budget stabile di 2,4 milioni anche quest’anno si conferma la linea sabauda che privilegia i film rispetto al contorno glamour. Con una novità: in mancanza di un red carpet, anche per ragioni logistiche, saranno delle marching band ad introdurre gli ospiti all’ingresso in sala. Una delle poche novità in una direzione che conferma la fisionomia, di successo, delle ultime edizioni. “Fra le novità ci sono tre esperimenti, micro sezioni nuove-aggiunge Virzì- Il primo è "Europop", che nasce dalla domanda: cosa guardano al cinema gli spettatori europei nell'ambito del loro prodotto nazionale? Non i film che vengono presentati nei festival, ma quelli di grandissimo impatto popolare. Verrà presentato anche l’esordio alla regia di una nostra icona pop come Claudio Amendola. Poi la mini sezione "E intanto in Italia": cosa bolle in pentola, cosa sta accadendo nel bistrattato ma eroico cinema italiano, con anticipazioni sui film in lavorazione o delle cose che hanno realizzato fra un film e l’altro. Infine un nuovo ciclo dedicato alla tv con le anteprime per l’Italia di House of Cards e Top of the Lake".

Parlando di numeri la prossima edizione, la 31esima, sarà particolarmente ricca: 185 sono i titoli che si vedranno, tra cui 70 lungometraggi opere prime e seconde, 46 anteprime mondiali. In totale sono stati ben 4000 i film visionati, fra corti, medi e lungometraggi. Non mancheranno sezioni più tematiche come "Onde", dedicata al cinema di ricerca, "After Hours", per gli amanti del cinema di genere più bizzarro e il festival nel festival "TFF Doc", dedicato al documentario.

La retrospettiva sarà dedicata, come annunciato, al "Nuovo cinema americano 1967-1976". Un contenitore pieno di tanto “cinema del nostro cuore” che proseguirà anche l’anno prossimo. Un ospite di primo livello farà da padrino: Elliott Gould, attore feticcio di Robert Altman e amato da tanti registi della New Holllywood.

Per concludere qui trovate il programma dei film del Festival di Torino 2013, mentre gli appassionati di Milano, e da quest’anno anche di Roma, potranno vedere alcuni film nella loro città nel corso della prima metà di dicembre.

Un’edizione promettente per una manifestazione priva di orpelli glamour che vanta un pubblico di appassionati unico in Italia e che rivendica con orgoglio la centralità dei film, piuttosto che la ricerca ossessiva dell’anteprima o della presenza di ospiti. Lasciate alle spalle, per il bene di tutti, le scorie polemiche nei confronti del Festival di Roma, la nuova direzione Virzì sembra partita all'insegna della passione e dell'entusiasmo.
Appuntamento a Torino, dal 22 al 30 novembre prossimi.

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