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Il tassinaro con Alberto Sordi e i tre camei imperdibili

Nel film diretto e interpretato da Alberto Sordi, tre personaggi celebri compaiono nel suo taxi... e ce n'è un quarto.

Il tassinaro con Alberto Sordi e i tre camei imperdibili

Uscito nel 1983, Il tassinaro è uno degli ultimi fuochi al botteghino di Alberto Sordi, regista, interprete e cosceneggiatore insieme ad Age & Scarpelli. E' uno sperticato omaggio alla città di Roma, incarnata dal tassista Pietro Marchetti, che sul suo taxi Zara 87 incrocia varia umanità. Uno dei motivi per cui il film è ricordato sono le sue tre partecipazioni speciali, momenti in cui l'improvvisazione ha la meglio e Sordi improvvisa amichevolmente con tre personalità italiane. A dir il vero, col senno di poi, c'è una quarta presenza celebre, ma ce la riserviamo come "colpo di scena" finale.

Il tassinaro e il cameo di Giulio Andreotti

A un certo punto del film Pietro carica Giulio Andreotti in persona, nel periodo in cui è uscito il film Ministro degli Affari Esteri (era stato Presidente del Consiglio dal '76 al '79, lo sarebbe stato ancora dal 1989 al 1992). Tra i camei di cui parliamo qui, è il più controllato, forse perché lo stesso Sordi temeva di superare una soglia irrispettosa di una figura dello stato: nonostante questo, Andreotti sembra sinceramente divertito, e diventa persino serio quando Albertone / Pietro comincia a richiedere un aiuto per il figlio qualificato ma disoccupato. Pietro suggerisce una sorta di proto-reddito di cittadinanza a sostegno di chi non sfonda, inorridendo all'idea che il figlio segua le sue orme col taxi. Andreotti risponde che ricoprire mestieri più umili per sostentarsi in attesa di tempi migliori non è un insulto. Sordi chiude commentando che, secondo lui, in Italia se cominci a fare il mestiere umile rimani con quello finché muori. Finisce la scena e ti domandi: sono le cose che non cambiano o è il nostro modo di pensare che non cambia?


Il tassinaro e il cameo di Federico Fellini

Questo cameo è in assoluto il più divertente e scatenato, perché l'amiciza che legava Federico Fellini e Alberto Sordi era notoria e i due non fanno nulla per nasconderla. Sordi esplode in una sintesi romanesca del cinema di Fellini, comprensiva di "zinnone", Federico lo implora di stare zitto, finché la conversazione prende una piega metacinematografica: Fellini ammette di essere nervoso perché ha accettato un cameo in un film di Alberto Sordi e si deve misurare con l'idea di recitare, importante per un regista. Gran finale con Fellini che viene scaricato ovviamente a Cinecittà da Pietro,  il quale gli chiede di "baciare quel gran chiappone de Sophia Loren". Fellini abbraccia subito il vero Alberto Sordi e Pietro commenta: "Beato lei, dottor Fellini! Ammazza che risate che se fanno il dottor Fellini e Alberto Sordi!" Autocelebrativo? Decisamente, ma anche sincero.


Il tassinaro e il cameo di Silvana Pampanini

Le strade di Sordi e Silvana Pampanini si erano incrociate quando erano entrambi all'apice della fama, negli anni Cinquanta, in film come La bella di Roma e Il matrimonio. Pietro la carica in macchina, la riconosce e comincia a spiegare quanto sia stato eroticamente turbato dalla sua presenza sin dagli esordi. Inizialmente compiaciuta, Silvana perde via via l'aplomb per alzare il tono fieramente coatto della conversazione. Sul finale, il colpo di scena: Pietro l'aveva scambiata per Sylvia Koscina. Sordi raccontò che la gag era l'unica maniera per stimolare un adeguato "vaffanculo" da Silvana, che si rifiutava di pronunciarlo.


Il tassinaro, Alberto Sordi e Alessandra Mussolini

Questo in realtà non è un cameo celebre, almeno non lo era nel 1983. Prima di abbracciare del tutto la carriera politica all'inizio degli anni Novanta, Alessandra Mussolini in effetti aveva recitato, sulle orme della zia Sophia Loren. Apparve infatti da bambina in Una giornata particolare (1977) e proprio nel 1983, anno del Tassinaro, posò per Playboy. Avrebbe poi recitato ancora in Noi uomini duri (1987) con Pozzetto e Montesano, lasciando lo spettacolo dopo Sabato, domenica e lunedì nel 1990. Nel Tassinaro interpreta una ragazza che tenta il suicidio e viene salvata da Pietro.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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