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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, il regista Alfonso Cuarón: "Ereditai una meraviglia"

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Dal cinema d'autore al blockbuster, Alfonso Cuarón prima di Roma e Gravity fu catapultato nel mondo di Harry Potter con Il prigioniero di Azkaban.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, il regista Alfonso Cuarón: "Ereditai una meraviglia"

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004) è un film anomalo nella saga di Harry Potter, perché è l'unico ad avere alla regia la firma di un autore vero come Alfonso Cuarón, poi divenuto celebre per i suoi capolavori Gravity e Roma, film assai personali e visionari, lontanissimi dal mondo dei blockbuster hollywoodiani. Pare che sia il film preferito di J. K. Rowling, e ancora adesso si distingue per il curioso stile visivo di Cuarón, costruito sui grandangolari. In un incontro di qualche tempo fa col pubblico, Alfonso ha raccontato, non senza umorismo, la curiosa genesi del suo coinvolgimento in un franchise così blasonato.

Non è che io faccia film molto spesso, io faccio film quando sto finendo i soldi. Stavo finendo i soldi, non volevano farmi fare I figli degli uomini, dopo Y tu mamá también l'avevo già scritto e volevo fare quello. Mi mandarono Harry Potter, non avevo mai visto nè letto un Harry Potter, dissi: che scemenza! La prendevo a ridere. Mi sentii con Guillermo del Toro, gli dissi ridendo: "Ci credi che mi hanno mandato questa roba di Harry Potter?" E lui: "Ma l'hai letto?" "No". E lui: "Sei veramente un coglione". A quel punto lo lessi... e mi piacque!

Scoperta la saga, Alfonso vi notò alcuni contenuti che lo incuriosivano e voleva mettere in scena...

E' stata un'esperienza meravigliosa, devo dire. E' stato divertentissimo, ho mosso i miei primi passi con gli effetti visivi, è stato fantastico. Ma poi quello che mi piaceva di Harry Potter è che ci sono temi concreti. Quando ho cominciato a lavorare con lo sceneggiatore, ho detto: "D'accordo questo è fantasy, ma a me interessa vedere questa transizione dall'infanzia all'adolescenza." Avevo già fatto film sulla transizione dall'adolescenza all'età adulta, qui però si parla dei 13 anni.

Alfonso Cuarón non riesce però a prendersi troppo il merito della riuscita del lungometraggio, perché in un così grande progetto, come ci spiega, si dipende da un lavoro di squadra colossale.

Mi ritrovai all'interno di un meccanismo già ben oliato, con tutte queste risorse a disposizione. Secondo me Chris Columbus [produttore e regista dei primi due capitoli, ndr] ha fatto un lavoro straordinario che non gli viene riconosciuto abbastanza: da molti punti di vista ha lanciato il franchise e soprattutto ha reclutato un cast favoloso, che io ho ereditato. E ha avuto l'immensa saggezza di coinvolgere Stuart Craig come scenografo, uno dei maestri del production design, ha creato un universo meraviglioso per la serie. Insomma, ho ereditato cast e universo fantastici, una macchina già avviata: di solito quando metti insieme un film fatichi proprio nell'impostarlo, qui tutto era già pronto. Prima che aumentassero gli effetti visivi, il mio è stato l'Harry Potter che è costato di meno, ma è stato anche l'Harry Potter che ha incassato di meno. Forse non dovrei dirle queste cose, però con "incassato di meno" intendo che ha fatto quasi un miliardo di dollari! [in realtà poco meno di 800 milioni, ndr]


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