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Da Non aprite quella porta a X - A Sexy Horror Story vi raccontiamo il Texas, terra di massacri nel cinema horror

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Arriva al cinema il 14 luglio X - A Sexy Horror Story, il nuovo film di Ti West che ci porta all'interno del vecchio Texas nel 1979 per una storia da brividi. Uno slasher che è l'ultimo in ordine di tempo in una lunga teoria di horror ambientati nello Stato della Stella Solitaria.

Da Non aprite quella porta a X - A Sexy Horror Story vi raccontiamo il Texas, terra di massacri nel cinema horror

Il Texas, in America, è davvero l'ultima frontiera. Posizionato nel profondo Sud, al confine col Messico, è il secondo stato più popoloso ed esteso del Paese. È terra di cowboy, country music e rodeo, fieramente attaccata alle sue tradizioni. Ed è stata testimone di molti spargimenti di sangue, nella storia ("ricordatevi di Alamo") e nella cronaca. Anche se il suo motto è Friendship, amicizia, può diventare molto pericoloso per gli estranei entrare nei suoi confini, perché, specialmente nelle zone rurali, gli abitanti sono ancora armati e pericolosi, disposti a tutto pur di difendere la loro proprietà. Forse per questo, a parte i western, sono tantissimi gli horror ambientati in Texas, l'ultimo dei quali in ordine di tempo è X - A Sexy Horror Story, dello specialista Ti West, che uscirà al cinema il 14 luglio. Ambientato nel 1979, ha al centro una piccola troupe che nell'età d'oro della diffusione del cinema porno, prende in affitto la dependance di una fattoria appartenente a un vecchio e scorbutico proprietario. Finirà, ovviamente, malissimo. Il film è ricco di riferimenti ai capisaldi del sottogenere “slasher texani”, che qua ripercorriamo brevemente, ricordando anche qualche titolo meno ovvio.

Gli horror texani prima di X - A Sexy Horror Story

X – A Sexy Horror Story fa ovviamente riferimento al capostipite del genere slasher ambientato in Texas, il capolavoro di Tobe Hooper del 1974 Non aprite quella porta, in originale The Texas Chainsaw Massacre. Come gli sfortunati protagonisti di quel film epocale, che si imbattono nella famiglia cannibale Sawyer, anche i pornomaker di X viaggiano in furgone, si imbattono in abitanti ostili e psicopatici, e anche qua è una ragazza il personaggio più forte. Nel film, che rende ampiamente omaggio allo scomparso Hooper, c'è anche una strizzata d'occhio a Quel motel vicino alla palude, realizzato dal regista 3 anni dopo, che prende spunto dalla storia del serial killer texano Joe Ball, un reduce dal Vietnam (Neville Brand nel film) che si serve degli alligatori per far scomparire i corpi delle sue vittime, uccise a colpi di forcone. In generale, Ti West omaggia l'atmosfera malsana e crudele di questi spietati horror rurali.

In epoca più vicina a noi, impossibile dimenticare La casa del diavolo di Rob Zombie, parte di una trilogia slasher, ambientato in Texas, di cui ripercorre la triste e lunga storia di giustizia sommaria, con lo sceriffo Wydell che si spinge molto oltre la legge per catturare la folle famiglia dei Firefly. Anche in questo caso si tratta di un omaggio al cinema di Tobe Hooper (sia Bill Moseley che Charlie Altamont sono apparsi in Non aprire quella porta, e il personaggio di Otis indossa come Leatherface una maschera in pelle umana), di cui Zombie è discepolo e grande ammiratore. Così come X – A Sexy Horror Story, ambientato in Texas, è stato in realtà girato in Nuova Zelanda, La casa del diavolo è stato realtà girato in California. Non ne conosciamo i motivi, se sia troppo costoso per le leggi locali o se lo Stato non ci tenga particolarmente ad essere rappresentato come terra di pazzi e psicopatici...

Texano doc è Robert Rodriguez e dunque non poteva che ambientare in patria Planet Terror, il suo segmento di Grindhouse, omaggio “double bill” suo e di Quentin Tarantino alle pellicole exploitation a basso costo degli anni Settanta del secolo scorso, così come è ambientata e girata ad Austin, in Texas, parte di A prova di morte di Tarantino. Sempre lì si svolge la prima parte di Dal tramonto all'alba, l'horror vampirico in cui Tarantino è attore e Rodriguez dirige lui, George Clooney e Harvey Keitel.

Joe Lansdale, scrittore carissimo ai lettori italiani, texano fino al midollo (ovviamente per quel che riguarda gli aspetti positivi), ambienta i suoi racconti e romanzi in un Texas occidentale crudele e duro all'inverosimile. Da uno dei suoi racconti più divertenti, Don Coscarelli ha tratto nel 2002 l'ottima horror comedy Bubba-Ho Tep, in cui il vero Elvis Presley, invecchiato ed anonimo (passa per uno dei suoi tanti imitatori) in un ospizio del Texas, deve combattere con l'aiuto di alcuni vecchi ospiti contro una mummia. Bruce Campbell smette qua le armi dell'Ash di La casa per dar vita a uno dei suoi personaggi migliori. La mummia egizia si è così adattata al suo nuovo ambiente da andare in giro vestita da cowboy.

Tornando indietro nel tempo nel film del 1975 In corsa con il diavolo, due coppie texane in viaggio in camper devono difendere la propria vita da un gruppo di classici bifolchi che sono, ahiloro, anche satanisti, dopo aver assistito per caso a un sacrificio umano. Nel cast ci sono Peter Fonda e Warren Oates, attore di molti western e soprattutto del capolavoro di Sam Peckinpah, Il mucchio selvaggio (a proposito di carneficine ai confini col Messico...). L'anno successivo è la volta dello slasher La città che aveva paura, ispirato a un vero caso mai risolto, ovvero i “Texarkana Moonlight Killings”, quando, nel 1946, un uomo con un sacco sulla testa iniziò (come da noi il mostro di Firenze) a prendere di mira e uccidere giovani coppie nelle notti di luna piena, nella città sul confine tra Texas e Arkansas. Per mesi quest'assassino mascherato terrorizzò la cittadina di Texarkana uccidendo 5 persone e ferendone 8, per poi sparire nel nulla. Per coincidenza, stavolta nel cast c'è un altro attore de Il mucchio selvaggio, ovvero Ben Johnson.

Non sono certo tutti qua gli horror ambientati in Texas, una terra che dietro l'aspetto solare e accogliente e nei suoi ampi e incontaminati spazi nasconde terrorizzanti angoli bui e personaggi disturbati e violenti. Ricordiamo tra questi le api assassine di Swarm, con Olivia de Havilland, Michael Caine e Richard Widmark, e il più recente, post apocalittico cannibal movie The Bad Batch. E adesso c'è anche X – A Sexy Horror Story, in cui a scatenare l'orgia assassina sono proprio le attività sessuali dei protagonisti. Del resto cinema horror e cinema porno, per il loro portare in piena luce quello che la morale vuole ipocritamente nascosto, sono due generi più affini di quanto potremmo pensare. Ti West questo lo sa benissimo e vi aspetta al cinema con il suo slasher, dal 14 luglio.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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