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Buon compleanno Alberto Sordi! In Campidoglio il ricordo di amici e autorità

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Il 15 giugno 2020, in occasione del centenario della nascita di Alberto Sordi, la sindaca attuale Virginia Raggi, Walter Veltroni, Francesco Rutelli, Fondazione Sordi, Christian De Sica, Carlo Verdone, Massimo Ghini e Edoardo Pesce ricordano il grande attore.

Buon compleanno Alberto Sordi! In Campidoglio il ricordo di amici e autorità

Il 15 giugno 2020 Alberto Sordi avrebbe compiuto 100 anni. Per ricordare questa data la Sindaca Virginia Raggi, in stretta collaborazione con la Fondazione Museo Alberto Sordi e la società C.O.R. che cura gli eventi organizzati in occasione del Centenario, ha promosso un incontro in ricordo del grande attore al quale hanno partecipato anche i suoi amici e collaboratori storici. Erano presenti Carlo Verdone, Christian De Sica, Massimo Ghini e Edoardo Pesce, che l'ha interpretato nel televisivo Permette? Alberto Sordi. Oltre all'attuale sindaca erano presenti altri due ex primi cittadini: Francesco Rutelli, che lo era nel 2000 quando Sordi fu "sindaco per un giorno" in occasione dei suoi 80 anni, e Walter Veltroni che accompagnò il grande attore nell'ultimo caloroso saluto della città di Roma in piazza San Giovanni e nella camera ardente in Campidoglio.

Confermata la data di apertura al pubblico della villa di Alberto Sordi, il 16 settembre 2020, fino al 31 gennaio 2021. Già 18.000 le prenotazioni per visitare la grande Mostra allestita all'interno e all'esterno della residenza privata del grande attore, oltre che nel Teatro dei Dioscuri. La villa - progettata dal celebre architetto Clemente Busiri Vici , costruita nel 1929 e appartenuta al gerarca fascista Pavolini, prima di essere acquistata da Sordi nel 1954 e ampliata con la piscina e il teatro - diverrà sede di un museo permanente, che raccoglierà anche il ricchissimo archivio dell'attore. Il piazzale antistante alla villa verrà probabilmente intitolato alla sorella e curatrice della memoria di Alberto, Aurelia Sordi: una richiesta in tal senso è già stata presentata in Comune.

Con l'occasione della Mostra sono stati pubblicati da Skira due cataloghi, un libro dedicato alla storica villa e uno monografico su Alberto Sordi. È stata una conferenza particolare, molto partecipata e altrettanto attenta: tutti con mascherine e rispetto delle distanze. Viene da pensare a cosa avrebbero potuto inventarsi sceneggiatori come Ettore Scola, Rodolfo Sonego, Age e Scarpelli e lo stesso Sordi in un momento del genere. Perché il  Sordi che che amiamo di più, come ha fatto giustamente notare Verdone, è quello della fine degli anni Cinquanta e dei Sessanta, che ha raccontato coi suoi personaggi la guerra, il paese della ricostruzione, del boom economico, le tensioni sociali, l'ottimismo di anni che sarebbe poi tramontato nel decennio successivo fino a crollare del tutto negli anni Ottanta sotto il peso degli scandali che tanto del suo cinema ha raccontato, grazie ai grandi sceneggiatori dell'epoca. 

L'altra costante di Alberto Sordi, trasteverino doc, è stata Roma. Lo stesso Sordi asseriva in uno dei suoi tanti scritti:

“Roma è il salotto del mondo, la città che tutto il pianeta ci invidia. E i romani sono un popolo straordinario. Altro che cinismo: noi siamo un concentrato di generosità, saggezza e pazienza. Traffico a parte, a Roma la gente sa ancora godersi la vita. Amo pazzamente questa nostra città e mi diverto a scoprila ogni giorno, anche nei miei film. Ho girato tutto il mondo. Ma non ho mai visto un posto più bello.”

In occasione del centenario la Sindaca Raggi dichiara:

Da osservatore attento quale era, Sordi ha raccontato l’umanità di quella Roma che amava definire 'un misterioso stato d’animo, un’atmosfera, una condizione sentimentale più che una città'. Ha descritto la normalità dell’uomo qualunque mettendone in risalto difetti e pregi e mostrando, senza nasconderla, quella sottile amarezza che pure gli apparteneva. Una sensibilità grazie alla quale gli spettatori si riconoscevano negli atteggiamenti dei suoi protagonisti, sentendoli vicini e veri. Un uomo legato alla nostra città da un rapporto indissolubile, simbolo di Roma e della romanità che con grande orgoglio oggi tutti i romani vogliono ricordare.

Alla sindaca è stato regalato il bellissimo manifesto originale de Il vigile, consegnato giustamente da due vigili urbani. Noi proprio di questo memorabile film vi abbiamo parlato nell'articolo che trovate qua sotto.

Leggi anche Il vigile: storia vera e retroscena dello spassoso film capolavoro con l'affiatato duo Alberto Sordi e Vittorio De Sica

Edoardo Pesce ha parlato della necessità di far conoscere il lavoro e la personalità di Alberto Sordi anche alle generazioni più giovani, che non lo conoscono come merita. Sia Christian De Sica, che ha fatto cinque film con Sordi e per cui l'attore era "uno zio, uno di famiglia che cenava da noi due volte a settimana", che Carlo Verdone, che del regista è stato una specie di figlioccio, hanno parlato di Sordi come di un artista rivoluzionario e irripetibile, che ha inventato un nuovo modo di fare comicità. Verdone ha spiega il motivo in questo modo: "lui ha capovolto tutte le regole dell'accademia dell'arte drammatica e ha imposto un suo modo quasi futurista di recitare, non mantiene mai le regole delle pause canoniche, ma ha delle pause solo sue, si accavalla con le battute degli altri attori in modo molto divertente. E aveva anche una maschera unica. In più aveva un volto unico. Per me Sordi sta accanto - o forse più in alto - rispetto a Rugantino: è una grande maschera della commedia dell'arte".

Belli i ricordi di Massimo Ghini, il primo legato ad una pubblicità fatta qualche anno fa con Francis Ford Coppola, in cui reinterpretava Lo Sceicco Bianco. L'attore ha raccontato di esser rimasto molto colpito quando Coppola, arrivato per incontrarlo, per prima cosa chiese all'attore di fare il famoso "passetto" di Sordi. L'altro aneddoto invece riguarda un momento triste e fu quando, attorno alla bara esposta nella camera ardente, vicino al Sindaco Veltroni, entrambi commossi e in lacrime, passò sullo schermo una scena di Piccola Posta con Franca Valeri e all'ingresso di Sordi in scena Ghini anticipò una sua celebre battuta, trasformando le lacrime in una risata. Noi lo festeggiamo con un montaggio di alcune delle sue scene più memorabili. Auguri Alberto, e grazie!

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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