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Barbie: Greta Gerwig si meraviglia di averla fatta franca con alcune battute

Greta Gerwig parla delle battuta raffinate di Barbie, che ha scritto pensando che nessuno le avrebbe colte e che nessuno le ha contestato, a cominciare dal riferimento a Marcel Proust.

Barbie: Greta Gerwig si meraviglia di averla fatta franca con alcune battute

Se Barbie è al primo posto della classifica degli incassi italiani e si avvia verso un guadagno mondiale da capogiro, è anche per l'intelligenza delle sue battute, alcune più comprensibili e altre più raffinate che solo qualcuno può comprendere. A scriverle, come sappiamo, è stata la stessa Greta Gerwig insieme al marito Noah Baumbach, e alle loro penne è dovuto il sapore indipendente del film, che curiosamente si sposa magnificamente con le logiche del blockbuster.

Il flashback proustiano di Barbie

Proprio delle battute più colte di Barbie, che nascondono un vasto sapere e tanta ironia, ha voluto parlare la Gerwig in un'intervista radiofonica, spiegando come si sentiva quando le ha scritte e soprattutto per chi. Ecco le sue parole:

Ci sono battute, nel film, che faranno ridere forse una sola persona, per esempio quando Barbie dice: "Sto avendo un flashback proustiano" e qualcun altro "Vi ricordate Barbie Proust? Le vendite non sono andate molto bene". Insomma cose del genere, e non riesco a credere che abbiamo messo battute simili nel film, e questo perché, in un certo modo, le abbiamo scritte per noi stessi.

Non è vero che la battuta su Marcel Proust l'hanno capita in tre, vorremmo rispondere a Greta Gerwig, perché anche chi non ha letto Alla ricerca del tempo perduto conosce l'episodio delle madeleine, che sono dei dolcetti squisiti. Nel momento in cui, in Dalla parte di Swann (che è il primo libro della monumentale opera), l'io narrante Marcel assaggia una madeleine bevendo tè al tiglio, avverte un profondo scombussolamento interiore. Quel sapore innesca il ricordo di sua zia che, quando era piccolo, gli dava sempre un pezzetto di madeleine dopo averlo inzuppato nel suo infuso al tiglio.
Ora, molti siti dedicati al cinema inseriscono negli articoli su Barbie un capitolo intitolato: Chi era Marcel Proust?. Noi che a scuola lo abbiamo studiato, non possiamo non trasalire, ma effettivamente sono in tanti a non conoscere lo scrittore. In ogni modo, Margot Robbie dice che sta avendo un flashback proustiano quando entra nella sua scatola e sente un profumo che la riporta indietro nel tempo. Subito dopo Will Ferrell aggiunge che di Barbie Proust ne sono state vendute ben poche.

Il film è mio!

L'erudito riferimento letterario di cui vi stiamo parlando conferma la complessità di un film come Barbie, caratteristica che, senza Greta Gerwig, sarebbe mancata al film. La signora Baumbach è infatti nota e apprezzata per la capacità di affrontare temi complessi, ad esempio il rapporto madre-figlia (in Ladybird) o il passaggio dall'infanzia all'adolescenza e all'età adulta delle donne in Piccole Donne. La regista ci teneva moltissimo a dirigere Barbie e, sempre nell'intervista radiofonica, ha detto:

Ho pensato: Non posso tollerare l'idea che qualcun'altro faccia questo film

Sono tante altre le battute raffinate di Barbie, che lo rendono un film pop. Ci sono poi molti riferimenti cinematografici e televisivi. Basti pensare alla scena in cui si vede alla tv uno splendido Colin Firth nella miniserie della BBC Orgoglio e pregiudizio.

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