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Anne Heche non ce la fa: è tenuta in vita dalle macchine in attesa dell'espianto degli organi

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Dopo una settimana dall'incidente in cui Anne Heche è andata a sbattere contro il muro di una casa, viene comunicato che non ci si aspetta la sua sopravvivenza a causa dei danni cerebrali subiti. Una vita e una carriera stroncate troppo presto.

Anne Heche non ce la fa: è tenuta in vita dalle macchine in attesa dell'espianto degli organi

Si sperava in un miracolo per l'attrice Anne Heche, rimasta vittima di un terribile incidente stradale "in solitaria" lo scorso venerdì, quando, procedendo a forte velocità in un quartiere residenziale di Los Angeles per cause ancora da chiarire, ha concluso la corsa della sua Mini Cooper andando a sbattere contro il muro di una casa, provocando un incendio che l'ha coinvolta. Inizialmente sembrava che ci fosse speranza, si parlava più che altro di ustioni, ma purtroppo oggi è arrivata la notizia che non avremmo voluto leggere, direttamente dal portavoce della famiglia:

Vogliamo ringraziare tutti per i loro pensieri e preghiere per la guarigione di Anne, e ringraziare lo staff scrupoloso e le meravigliose infermiere che si sono presi cura di Anne al Grossman Burn Center dell'ospedale di West Hill. Purtroppo, a causa dell'incidente, Anne Heche ha subito un grave danno anossico al cervello e resta in coma, in condizioni critiche. Non ci si aspetta che sopravviva.

La famiglia dunque sta in queste terribili ore considerando di staccarla dalle macchine che la tengono in vita meccanicamente, dopo la morte cerebrale. Anne Heche è attaccata a un respiratore fino a che non verrà determinato lo stato dei suoi organi dopo l'incidente in prospettiva di una donazione degli stessi:

Lei aveva scelto da tempo di donare gli organi e viene tenuta in vita meccanicamente per capire se sia possibile. Anne aveva un grande cuore e ha toccato tutti quelli che ha incontrato col suo spirito generoso. Più del suo straordinario talento, per lei diffondere gentilezza e gioia era uno scopo nella vita, specialmente spostare l'asticella dell'accettazione delle persone che ami. Sarà ricordata per la sua coraggiosa sincerità e mancherà moltissimo per la sua luce.

La dinamica dell'incidente di Anne Heche

Ci sono indagini in corso sulla dinamica dell'incidente di Anne Heche. Secondo alcuni testimoni e immagini di telecamere di sorveglianza, la sua auto sfrecciava a tutta velocità per le vie del quartiere residenziale e poco prima della tremenda botta contro il muro della casa, l'attrice avrebbe avuto un altro incidente minore. Richard Glass, stylist e proprietario di un negozio di parrucche a Venice, da cui Heche si è recata mezz'ora prima dell'impatto, però, sostiene di non aver notato in lei nulla di anomalo. Tanto da aver pubblicato sul suo profilo Instagram l'immagine che vedete qua sotto.

Nessuna ipotesi è esclusa, dal malore, al guasto meccanico dell'auto e le indagini della polizia sono ancora in corso e non definitive. Dagli esami tossicologici risulta la presenza di narcotici nel sangue di Anne Heche, ma questo non significa che si tratti di droghe, potrebbero essere semplicemente farmaci che lei stava assumendo. Niente fa pensare a un suicidio, visto che l'attrice era impegnata nella promozione del suo ultimo lavoro, il film per la tv Girl in Room 13, a settembre su Lifetime. Un vero angosciante mistero, pensare a una vita e una carriera stroncate in questo modo. Heche, che ha avuto una lunga relazione con Ellen De Generes, prima di sposare l'operatore Colman Laffoon e dopo il divorzio intraprendere una convivenza, dal collega James Tupper (storia finita nel 2018), lascia due figli, uno nato nel 2002 e l'altro nel 2009. In passato l'attrice aveva avuto problemi di salute mentale, di cui aveva parlato anche in tv, raccontando di essersi creata un mondo alternativo per sfuggire al trauma della violenza sessuale subita dal padre durante l'infanzia e adolescenza.

La carriera di Anne Heche

Nata il 25 maggio 1969 e cresciuta in una famiglia povera, col padre che sfogava la sua omosessualità repressa (lo raccontò lei stessa a Larry King) violentando la figlia, e un fratello diciottenne morto suicida (in un incidente d'auto), Anne Heche aveva trovato la sua salvezza nella recitazione. Dopo la morte del padre a causa dell'Aids, nonostante l'opposizione della madre (molto religiosa, in una delle tante contraddizioni di questa famiglia), inizia giovanissima ad apparire nelle soap opera ed è proprio una di queste, Destini, che interpreta in un doppio ruolo dal 1991 al 1997, a renderla famosa e farla vincere l'Emmy ed altri premi. Al cinema arriva nel 1993 con Le avventure di Huck Finn, poi in una serie di ruoli minori in film come Lezioni di anatomia, Il giurato, Parlando e sparlando, fino a Donnie Brasco al fianco di Johnny Depp. E ancora in So cosa hai fatto, Sesso & potere, nella commedia avventurosa con Harrison Ford Sei giorni sette notti, diretta da Ivan Reitman, nella rilettura di Psycho di Gus Van Sant, dove ha il ruolo di Marion Crane, Il terzo miracolo, Auggie Rose, John Q. Per tutti gli anni novanta la vediamo spesso sul grande schermo, anche se non lascia mai quello piccolo, dove partecipa a serie storiche come Ally McBeal, Nip/Tuck, Everwood. Negli anni Duemila fa meno film, ma la troviamo in altri show tv come Hung, Blackout, Save Me, The Michael J. Fox Show, Aftermath e The Brave. Nel 2017 è la mamma di Jeffrey Dahmer nel film indipendente My Friend Dahmer. In tv interpreta Chicago P.D., All Rise e The Idol. I suoi ultimi film usciti al cinema sono L'ora della verità e 13 minutes. Il film per Lifetime che aveva da poco completato, Girl in Room 13, affronta un tema che le sta molto a cuore, quello del traffico di donne a scopo sessuale.

(foto da Mingle Media Tv, Wikimedia Commons, 2014)

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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