Il permesso - 48 ore fuori: Luca Argentero e Claudio Amendola in conferenza stampa

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Il permesso - 48 ore fuori: Luca Argentero e Claudio Amendola in conferenza stampa

“Mi piace da impazzire fare il regista, è una cosa che soddisfa ampiamente il mio smisurato ego. Eh, è così e ve lo devo dire. Poi mi piace scambiare opinioni sul mestiere con gli altri attori e capire cosa possono arrivare a dare, mi piace collaborare prima col mondo degli sceneggiatori ed è bellissimo passare dopo in sala di montaggio”. Claudio Amendola lascia chiaramente intendere in conferenza stampa che non si fermerà a questa seconda regia cinematografica. Dopo aver esordito con la commedia La mossa del pinguino, l’attore e regista si lancia in un film di genere scritto da Giancarlo De Cataldo e Roberto Jannone.

Il permesso - 48 ore fuori, dal 30 marzo nelle sale, racconta quattro storie di altrettanti detenuti che ottengono una libera uscita di due giorni. Alcune di queste storie si incrociano, altre no. C’è da riconoscere un gran lavoro di trasformazione a Luca Argentero, mai così cattivo e animalesco. “Il mio percorso nella commedia è più legato alle parole, ma un attore deve spaziare, andare un po’ di qua un po’ di là” spiega l’attore che nel film sfoggia un corpo asciuttissimo e muscoloso. “Il mio personaggio è uno che ha fatto pugilato e io, per prepararmi, ho scoperto che il fisico a quarant’anni reagisce diversamente, ma alzarmi per molto tempo alle sette del mattino con un obiettivo da raggiungere è stato salutare”. Argentero ringrazia il direttore della fotografia Maurizio Calvesi, il make-up artist Maurizio Nardi e l’hair-stylist Giorgio Gregorini (recente premio Oscar per Suicide Squad) per averlo aiutare a rendere il suo personaggio scuro e truce sullo schermo.

Oltre a dirigere, Amendola interpreta uno dei quattro criminali. A proposito del doppio ruolo sul set, racconta che “ho avuto fortuna e la devo a tre persone: Maurizio Calvesi, che quando finiva di fare la luce si metteva al monitor e mi controllava, l’aiuto regista Simone Spada aiuto regista che mi ha aiutato come nessun altro, mia moglie Francesca (Neri, ndr) che quando veniva sul set mi controllava lei, ed era la più severa”.  Di lui il giovane Giacomo Ferrara dice che è “un regista generoso, ci lascia fare molto, ma ha anche la parola giusta al momento giusto”. Ferrara è coprotagonista del film nel ruolo di un altro detenuto. Era stato scritturato per la parte più marginale del figlio di Amendola, ma lo stesso regista non riuscendo a trovare l’attore giusto per quel ruolo, ha scoperto ai provini che già l’aveva ingaggiato, solo nel ruolo sbagliato.

Il quarto recluso è Valentina Bellè, assente in conferenza perché impegnata in Sardegna sul set della fiction di Rai 1 Principe libero, dedicata alla figura di Fabrizio De André. Amendola su di lei non ha avuto dubbi, “ha fatto quattro metri entrando in ufficio e io ho detto, è lei”. “Questi attori mi hanno un regalo enorme, sono stati tutti generosissimi” continua il regista, “tutti pronti a dare qualcosa a questi personaggi e questo si vede molto e fa crescere la qualità di questo film”. In ruoli secondari, ma non meno incisivi, il cast è completato da Ivan Franek, Antonino Iuorio, Alessandra Roca, Massimo De Santis, Stefano Rabatti, Andrea Carpenzano, Gerry Mastrodomenico e Alice Pagani.



Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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